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Alternativa per Piacenza fissa regole e road map per il programma e il candidato

Un’assemblea composita, con dentro i rappresentanti dei partiti, vari soggetti sociali e assocativi, singole personalità, che sceglie di “autoregolamentarsi”. Dandosi regole, una struttura e una “road map” per provare ad arrivare uniti alla scelta più complicata, quella del candidato a sindaco da contrapporre a Patrizia Barbieri alle comunali del 2022.

Alternativa per Piacenza, abbandonata la dimensione virtuale delle chat su whatsapp dopo l’iniziativa pubblica con Gianrico Carofiglio, è tornata a riunirsi per prendere alcune decisioni di metodo. Il vasto e variegato schieramento del centrosinistra piacentino si è incontrato giovedì sera al Teatro Trieste 34 approvando un documento organizzativo e individuando alcune cariche interne. Un’assemblea plenaria (aperta a tutti, ma servono tre presenze per acquisire il diritto di voto), il tavolo di coordinamento politico con i segretari di partito, quattro gruppi di lavoro: questi gli organismi definiti su base comune e approvati dal consesso composto da una sessantina di persone. A Davide Bastoni e Caterina Pagani spetterà il compito di coordinare l’assemblea, il ruolo di tesoriere è stato affidato a Francesco Perini, mentre il portavoce e coordinatore della comunicazione è Mattia Motta.

Quattro i gruppi di lavoro individuati: il primo si occupa di coesione sociale e legalità, welfare, sanità, diritti e lotta alle disuguaglianze, coordinato da Piera Reboli; il secondo di transizione ecologica, riqualificazione, assetto urbano, ambiente, urbanistica, mobilità, coordinato dalla coppia Giuseppe Castelnuovo e Francesco Cacciatore; il terzo gruppo è dedicato alle nuove generazioni, scuola, università, cultura, politiche giovanili, sport, diretto da Eleonora Bagarotti; infine la promozione del territorio, il marketing, turismo, sviluppo economico, politiche di bilancio sono materia del quarto gruppo, coordinato da Mino Politi e Giovanni ToscaniEntro fine mese i quattro gruppi di lavoro saranno chiamati ed elaborare proposte di programma con l’individuazione di alcuni “progetti bandiera” che saranno poi oggetto di confronto, condivisione e approvazione nell’assemblea.

Il “cuore” di Alternativa per Piacenza è costituito dal tavolo politico, ancora privo di coordinatore, composto dai rappresentanti dei partiti (Pd, Articolo Uno, M5s) e delle realtà associative, più i coordinatori dei gruppi di lavoro e altri quattro rappresentanti eletti dalla plenaria su proposta dei singoli gruppi di lavoro, dal portavoce di ApP, dal coordinatore dell’assemblea plenaria e dal tesoriere. Nella riunione plenaria di mercoledì sera dunque non si è affrontato il tema chiave, l’individuazione del candidato a sindaco. Sarà al centro della prossima convocazione dedicata alla definizione dei criteri per la sua scelta.

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