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Welfare, formazione, cultura. Dalla Fondazione più fondi per il territorio: 6 milioni nel 2022 foto

Sono pari a 6 milioni di euro le risorse consolidate per l’Attività istituzionale dell’esercizio 2022 della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Rispetto al 2021, è previsto un aumento delle risorse a disposizione per tutti i settori di intervento, con una particolare attenzione alla progettualità in ambito welfare. L’Ente di via Sant’Eufemia ha presentato le linee programmatiche del Documento di programmazione 2022 che sarà sottoposto al Consiglio Generale, per l’approvazione, entro il mese di ottobre. A Palazzo XNL, accanto al presidente della Fondazione, Roberto Reggi, Francesco Profumo, che dal 2019 guida Acri, l’organizzazione che rappresenta le Casse di Risparmio e le Fondazioni di origine bancaria.

Si tratta – come evidenziato da Reggi – del 33% in più delle risorse inizialmente previste, questo grazie alla riduzione della tassazione sui dividendi che ha permesso di liberare fondi ulteriori. Tre le linee di intervento, connesse e complementari, che la Fondazione ha deciso di perseguire: l’essere al servizio delle persone, “sostenendo la rete del welfare a servizio di anziani, minori e disabili e potenziando i servizi territoriali”; sostenere lo sviluppo, con il “potenziamento di formazione e ricerca in tutti gli ambiti e nelle scuole di ogni ordine e grado”; migliorare la qualità della vita, con la “promozione di attività culturali, di tutela dell’ambiente e di promozione dello sport come forma di accrescimento personale”.

Si vuole quindi sostenere i progetti già avviati, come quello dell’Emporio Solidale (dove a breve si sposterà il centro per i servizi del volontariato), una realtà da promuovere anche a Vigevano e da estendere anche in provincia di Piacenza, e di promuoverne di nuovi, come quello del recupero del Monastero di Santa Chiara, con l’obiettivo di creare alloggi per studenti delle nostre università e offrire una soluzione residenziale al tema del “dopo di noi”; Palazzo ex Enel – “scommessa culturale del mio predecessore, Massimo Toscani” ha ricordato Reggi – verrà coinvolto il prossimo anno dalla Ricci Oddi con la grande mostra dedicata a Gustav Klimt. All’interno del palazzo di via Santa Franca verrà inoltre ospitato il dipartimento di musica elettronica, un luogo vocato all’arte cinematografica e audiovisiva. A questo proposito, il presidente Reggi ha annunciato l’intenzione di entrare a far parte della Fondazione Fare Cinema di Marco Bellocchio, per promuoverne l’attività formativa. Sul fronte della formazione universitaria, Reggi ha ricordato l’impegno per l’avvio della nuova facoltà di medicina, il sostegno per l’attività di ricerca della Cattolica, così come lo studio per il Politecnico per l’avvio di nuovi corsi di laurea professionalizzanti.

“L’emergenza sanitaria – afferma Reggi – ha creato reti e sinergie forti, collaborazioni di mutuo e reciproco soccorso tra realtà del privato sociale, così come tra istituzioni, in grado di reagire ai momenti più drammatici. Questa capacità di fare squadra rappresenta la linfa vitale dei possibili progetti futuri: una co-progettazione condivisa e virtuosa. Idee e strategie che intendiamo adottare rappresentano una sorta di “bando permanente” attorno al quale raccogliere le istanze del territorio, cui va il mio personale ringraziamento, poiché ha risposto in maniera massiccia all’invito ad incontrarsi. Da parte mia, assicuro che queste finestre di dialogo continueranno. Mi piace pensare che i grandi progetti che ci attendono – e alcuni già stanno prendendo forma – saranno accompagnati dalla discussione e dall’interesse collettivo. Ce lo impongono il ruolo sussidiario della Fondazione e la necessità di agire con la massima trasparenza, sia pure senza rinunciare all’autonomia di questo ente, che è valore imprescindibile”.

“La realtà del paese – ha spiegato Profumo – induce le Fondazioni a cambiare il loro modo di operare; quest’anno inizia il 30ennale delle Fondazioni che nel corso degli anni hanno operato soprattutto finanziando progetti, con un’ottima qualità. Le Fondazioni in questa fase, con i fondi del Pnrr e queste nuove opportunità dell’Europa, vedranno alcuni degli interventi, “tradizionali”, come ad esempio i restauri, finanziati da risorse di tipo diverso. I progetti avranno dimensioni maggiori e servirà più competenza, occorrerà passare a finanziare prima i processi e progetti di tipo diverso. Si apre una nuova gioventù per le Fondazioni, una fase molto interessante che consente di operare alla radice: vedo un periodo particolarmente positivo, anche se ovviamente dovranno cambiare pelle”. Da parte sua arriva poi un consiglio. “Vi raccomando di fare sempre una valutazione dei risultati ottenuti e l’impatto che hanno avuto, si può sbagliare ma non perseverare”.

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