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Caro metano e Gpl, i piacentini rinunciano al pieno “Prezzi mai visti, ci rimettiamo tutti”

“Mai visto un aumento così repentino dei prezzi, in pochi giorni il Gpl è impennato di 10 centesimi, e anche il metano è arrivato alle stelle”. Parola di gestore di stazione di servizio, di fronte all’incremento sul mercato internazionale dei combustibili fossili ed in particolare del gas naturale. Un rincaro che ha iniziato a condizionare anche le scelte di consumo degli automobilisti piacentini. “Ci stiamo rimettendo tutti – fa notare un rappresentante della categoria dei gestori – sia gli automobilisti costretti a ridurre il carburante ad ogni fermata alle stazioni di rifornimento, che noi gestori che vendiamo meno e naturalmente non incassiamo un centesimo in più dai costi di vendita più pesanti”.

Il Gpl ha raggiunto un prezzo medio intorno agli 0,735 euro al litro, rispetto al prezzo medio mensile di 0,592 di un anno fa. Gli aumenti hanno interessato anche il metano per auto, il cui prezzo oscilla tra gli 1,157 e gli 1,631 euro al chilogrammo, con un aumento di oltre 20 centesimi al chilogrammo rispetto a pochi mesi fa. In alcuni distributori il prezzo del diesel è invece compreso tra 1,624 e 1,762 euro al litro. “Un pieno di metano per un’utilitaria costava – viene sottolineato – mediamente 10 euro, oggi arriva anche a 15. A fronte di questi aumenti così bruschi, mentre benzina e gasolio crescono in maniera più costante ma meno violenta, comprendiamo la propensione al risparmio dei consumatori. Che infatti utilizzano meno anche i nostri servizi, come il lavaggio auto”. Anche l’approvvigionamento dei carburanti rischia di subire contraccolpi: “Per ora non ci sono stati problemi particolari, ma notiamo che soprattutto il Gpl viene contingentato maggiormente rispetto a prima”.

A causa del caro metano i centralini di Federconsumatori sono andati in tilt per le proteste. Tantissime le chiamate in Emilia Romagna da parte di consumatori e consumatrici che protestano per il fortissimo aumento del metano per autotrazione. “L’Emilia Romagna – evidenzia Federconsumatori – è la regione dove sono più diffuse le autovetture a metano, circa un quarto delle 980.000 complessive circolanti in Italia. In questa condizione, dopo molti anni di fermo dei prezzi (anche quando il costo degli altri carburanti scendeva) arriva la stangata; in questi giorni i metanisti sono tutti attaccati alle App e ai siti che danno conto dei prezzi applicati; tutti in fila ai distributori dove i prezzi sono variati di poco, nessuno o quasi a rifornirsi dove i prezzi sono raddoppiati, come (è solo un esempio trai tanti) in un distributore della provincia reggiana, dove il costo al kg ha raggiunto i 2,266 Euro, contro i 0,99 delle settimane precedenti”.

“Perché ancora oggi molti distributori applicano prezzi attorno ad 1/1,2 euro, mentre altri hanno raddoppiato quegli importi Secondo le associazioni di settore non si tratta di speculazione, ma dell’effetto delle nuove forniture. Se fosse così in breve tempo tutto il settore si troverà allineato a 2/2,2 Euro. Una condizione che potrebbe durare molto tempo, con un incerto rientro alla “normalità”, e dove gli effetti sulle tasche dei cittadini sarebbero importanti. Non solo, ci saranno conseguenze su tutti i cittadini, ad esempio per il peso che questi aumenti avranno sull’autotrasporto, senza dimenticare la grande quantità di mezzi di trasporto pubblici circolanti a metano. Oltre agli effetti sui cittadini si rischia di mettere in crisi un settore che da tempo era in crescita, quello del metano da autotrazione. Quindi un problema di prima grandezza, per il quale è difficile non pensare a speculazioni in corso, anche gravi, atteso che l’incremento del gas – per quanto rilevantissimo – non può incidere con queste modalità nel prezzo alla pompa”.

Per Federconsumatori “deve alzarsi di molto il livello di attenzione a questo problema. Per verificare se sono in corso fenomeni speculativi è necessario che scendano in campo soggetti pubblici, come la Guardia di Finanza. Anche il Garante della Concorrenza e del Mercato deve interessarsi di questa situazione, prima che cessino le file davanti ai distributori più economici, perché tutti si saranno allineati in alto; troppo in alto”.

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