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“Da Rancan parole pesanti e offensive, chiediamo rispetto”

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Cortemaggiore – la nota congiunta della Lista civica Mario Fantini sindaco e La Corte che cambia

Sulla sua pagina Facebook il consigliere regionale Matteo Rancan condivide una sua intervista sull’esito delle recenti elezioni amministrative, nella quale si legge che “a Cortemaggiore hanno vinto le persone perbene e capaci”. Con un certo sconcerto, quindi, tutti noi abbiamo appreso di non essere persone perbene e capaci. Sulla capacità possiamo metterci a discutere. Allo scopo mettiamo a disposizione i curricula e possiamo confrontarci, con Luigi Merli e i componenti della sua lista, sulla storia professionale e sulle esperienze di vita di ciascuno di noi. Ma la frase di Rancan fa intendere che noi non saremmo persone perbene. È vero che non abbiamo vinto le elezioni (e abbiamo tutti preso atto onestamente dell’esito delle urne augurando a Merli un buon lavoro) ma insieme rappresentiamo il 59,54% dei consensi, la maggioranza dei cittadini di Cortemaggiore. E non possiamo permettere che si dica che non siamo persone perbene!

Le parole sono sempre “pesanti”, consigliere Rancan, le parole sono importanti, sempre, e le parole scritte lo sono ancora di più. Ma quando si è in un piccolo paese, le parole diventano ancora più pesanti, perché si riferiscono a persone identificabili, che si conoscono, che hanno relazioni personali e professionali. E possono essere divisive e lasciare strascichi che a lungo andare risultano difficili da sanare. Possiamo capire che nella strategia di comunicazione di un consigliere regionale gli obiettivi siano altri, e che quindi il rispetto delle persone non sia una priorità rispetto alla ricerca del consenso. Ma qui non si spara nel mucchio, qui siamo a Cortemaggiore e mancare di rispetto nei confronti di persone che rappresentano il 59,54 dei votanti, con le rispettive famiglie, è offensivo nei nostri confronti ma soprattutto nei confronti di 1.339 cittadini!

Alcuni di noi, anche per motivi professionali di tutela della propria immagine, stanno valutando di adire a vie legali. E questo anche per l’attribuzione arbitraria a noi, e la conseguente strumentalizzazione contro di noi, di satira politica durante la campagna elettorale sotto forma di immagini circolanti in rete, anonime e dalle fonti non identificabili, senza avere prove concrete degli autori materiali del fatto. Ma quello legale è un altro punto di vista della questione. A noi interessa ora il punto di vista politico e, pur nelle differenze che ci contraddistinguono e negli stili diversi con cui abbiamo impostato la campagna elettorale, siamo concordi nel rimarcare che le parole offensive e divisive non sono di buon auspicio per il quinquennio amministrativo che ha appena preso il via. Perché il buon governo non può mai prescindere dal rispetto dei cittadini.

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