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Da 10 anni simbolo del “non fare”. Piazza Cittadella non può aspettare un’altra campagna elettorale

Una piazza viva e rigenerata, con arredi decorosi e ampio respiro di spazi, per accogliere i bambini e gli studenti delle scuole, i visitatori e i fruitori dei musei. In grado di connettere il centro storico con un’altra porzione di città da rivitalizzare, quella contigua al Po. Cancellando il più possibile dalla superficie le auto, senza ignorare che da qualche parte vanno messe. Con la consapevolezza che la nostra città non ha possibilità di espansione sul versante nord, schiacciata come è sul Po. Ecco allora un comodo parcheggio interrato, con i posti macchina necessari a togliere di mezzo il traffico indecente e almeno una quota della dose quotidiana di polveri per chi vive e lavora in quel comparto cittadino. Come succede già in tante altre città italiane ed europee.

Sogno finito, risveglio brusco e sguardo alla realtà. Un concorso di idee datato 2004, tre sindaci, cinque assessori, cinque sovrintendenti, una decina tra dirigenti e funzionari comunali, e nove anni senza concludere nulla. Piazza Cittadella è diventato simbolo, suo malgrado, del “non fare”. Un “non luogo”, dove si passa e si va via il prima possibile. Sotto gli occhi di tutti, tanto che quando di recente si è pensato in buona fede di “cancellare” uno degli obbrobri della piazza – mimetizzando la vecchia stazione delle corriere – il risultato è stato di metterlo ancora più in evidenza. Oggi piazza Cittadella è un rettangolo disordinato e senza identità. Carico di storia e di monumenti, a partire dall’accesso al cortile di Palazzo Farnese, ospita una scuola, il “Mazzini” ed è contigua a un’altra piazza densa di storia, Casali, nella quale due edifici sono appena stati rinnovati con grandi investimenti, l’ex chiesa del Carmine e il complesso ottocentesco sede della prima Camera del Lavoro e oggi dell’Agenzia delle Entrate. Ma accanto a queste porzioni di tessuto vivo, ci sono gli spazi morti o moribondi, come la vecchia stazione delle corriere da demolire, un prato spelacchiato, le aree occupate dalle auto e il mercato da riqualificare.

In questo quadro segnato dall’abbandono, tuttavia ci sono alcune certezze e scelte amministrative già compiute. Proviamo a metterle in fila, ricapitolando una vicenda che inizia più di dieci anni fa. E’ stata la seconda amministrazione Reggi (2007-2012) a mettere in cantiere una riqualificazione profonda di piazza Cittadella con l’idea di realizzare un parcheggio interrato, come quello della Cavallerizza, definito di “interesse pubblico”. Un’idea che ebbe una sua evoluzione e si tradusse in un bando pubblico con la formula del Project Financing per realizzare un parcheggio interrato su due piani da 250 posti di cui 200 a rotazione e 50 in vendita (all’inizio dovevano essere assai di più ma la quota di posteggi scese), affidando in concessione al soggetto privato per 27 anni la gestione degli spazi sosta (la società Piacenza Parcheggi, la stessa che già gestisce gli spazi sosta a righe blu in città), per ammorizzare l’ingente investimento del progetto, del valore di circa 10 milioni. Secondo questo schema, l’amministrazione pubblica non deve tirar fuori un euro, anzi riceverà un canone annuale dal gestore privato.

L’appalto venne vinto da una cordata di imprese (Consorzio cooperativo di costruzioni, Edilstrade building, Apcoa e Final spa), e venne firmato il contratto nel 2012 sulla base di un progetto, comprensivo anche della riqualificazione della superficie della piazza. Sono trascorsi quasi dieci anni e nessuno ha toccato ancora un ciotolo in Piazza Cittadella. Nel frattempo sono stati svolti i cosiddetti “carotaggi” ad una profondità di 4 metri dalla superficie e altri rilievi di natura archeologica che avrebbero scongiurato la presenza di eventuali reperti nel perimetro della piazza.

rendering piazza Cittadella

Il progetto esecutivo è cambiato quattro volte, fino a quello approvato nel 2020 con alcuni adeguamenti e modifiche richieste dalla Soprintendenza (nelle foto alcuni rendering), la più importante consistente in un vincolo di unitarietà tra le due piazze (Cittadella-Casali) per un recupero integrato. Sempre nel 2020 è stato validato l’ultimo progetto esecutivo dagli uffici tecnici del Comune di Piacenza, mentre manca ancora l’ok al piano economico finanziario dell’opera, comprensivo degli ammortamenti e delle previsioni di incasso legato alla gestione degli spazi sosta a rotazione. La stagione del covid ha impattato sensibilmente infatti sugli introiti legati ai parcheggi e l’intera sostenibilità economica dell’opera è condizionata dagli effetti della pandemia anche negli anni a venire sui flussi di traffico della mobilità urbana. Annotazione empirica: dalla fine dell’estate trovare un posto auto nel comparto nord della città, compreso il parcheggio destinato ai pendolari di viale S. Ambrogio, è diventata un’impresa pressochè impossibile.

A che punto siamo allora? Siamo al punto che tra l’amministrazione comunale e la società titolare del contratto firmato nel 2012, Piacenza Parcheggi, è in atto la rinegoziazione del piano economico finanziario alla luce dell’effetto covid. Una ricalibratura certamente delicata, da definire secondo linee guida rigorose, ma fino a quando si protrarrà? L’amministrazione comunale Barbieri intende onorare il contratto o ha cambiato idea e vuole rinunciare al parcheggio interrato per offrire nuove soluzioni alla carenza di posti macchina nel comparto nord della città? Come giustificherebbe il venir meno dell'”interesse pubblico” del parcheggio? In caso di rinuncia a quanto ammonterebbero le penali che il Comune (i contribuenti piacentini) dovrebbe pagare per inosservanza del contratto? Sono tutte domande che meritano una risposta quanto prima, anche per evitare il rischio di trasformare una riqualificazione datata 2012, in argomento da campagna elettorale del 2022. Noi continuiamo a pensarla così.

rendering piazza Cittadella

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