Quantcast

La Camera del Lavoro di Piacenza compie 130 anni, Maurizio Landini ospite a Palazzo Gotico

Più informazioni su

“La prima sorta sotto i cieli d’Italia”. Così, il 23 marzo 1891, le cronache dell’epoca salutavano la nascita della Camera del Lavoro di Piacenza. In una stanza al piano rialzato di un palazzo di via Borghetto, il movimento sindacale mosse proprio nella nostra città i suoi primi passi, iniziando a designare alcuni cambiamenti concreti sul fronte dei diritti dei lavoratori. A distanza di 130 anni, in uno scenario locale e nazionale radicalmente mutato, ma in cui permangono ingiustizie e contraddizioni, la Cgil di Piacenza ha deciso di organizzare un momento di festa, tra ricordo delle battaglie passate e riflessione sul presente e sul futuro. Clou delle iniziative sarà a Palazzo Gotico, dove nel pomeriggio di venerdì 29 marzo (ingresso con invito e greenpass) interverrà il segretario nazionale del sindacato Maurizio Landini, intervistato da Giuseppe de Bellis, direttore di SkyTg24.

L’evento è stato presentato in conferenza stampa dai vertici locali della Cgil. “Per noi è un onore e una responsabilità portare avanti la storia di un istituto che è il più antico d’Italia – ha esordito il segretario provinciale Gianluca Zilocchi -. Con le celebrazioni in programma, non si tratta solamente di fare memoria storica, ma anche di iniziare un processo che guarda al futuro. Con Landini, infatti, si parlerà anche di attualità, di prospettive del Paese e di Piacenza, con le ricadute positive che potrà portare il Pnrr. Siamo in un momento di passaggio, ancora dentro una pandemia che preoccupa e da cui siamo ancora lontani da uscire definitivamente. Nonostante ciò, è già il momento di progettare l’Italia dei prossimi 20 anni. La Cgil ha sempre contribuito alle rinascite di questo Paese, con gli strumenti della partecipazione democratica e mettendo sempre il lavoro al centro; anche questa volta vogliamo essere protagonisti per riportare l’Italia dove merita, rimettendo al centro la giustizia sociale e la lotta alle diseguaglianze. Siamo eredi di una grande storia – ha concluso – e cercheremo di portarla avanti anche nei prossimi anni”.

L’incontro a Palazzo Gotico del 29 ottobre sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Cgil Piacenza. Prima dell’intervento di Landini, alle 17 verrà presentata una mostra fotografica – con un video – sulla nascita del movimento operaio a Piacenza e in Italia, a cura dell’Istituto di Storia Contemporanea di Piacenza. Si entrerà poi nel vivo, con gli interventi del Segretario generale Cgil Piacenza, Gianluca Zilocchi, del Prefetto di Piacenza, Daniela Lupo, del sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri, della storica Maria Grazia Meriggi e di Carla Antonini dell’Istituto di Storia contemporanea. Alle 18 parola a Maurizio Landini intervistato da Giuseppe De Bellis. “A partire dalla mostra – ha quindi spiegato Ivo Bussacchini, segretario organizzativo Cgil Piacenza – ci poniamo l’obiettivo di valorizzare il nostro archivio e metterlo a disposizione di tutti i piacentini. Attraverso anche la digitalizzazione, in particolare vorremmo che potessero usufruirne le scuole o gli studenti universitari per le tesi di laurea”.

Poi un commento sui recenti fatti di Roma, con l’assalto di alcuni manifestanti alla sede della Cgil. “La storia a volte ritorna, cambiando forma, ma non bisogna mai abbassare la guardia – ha affermato Bussacchini -. Ricordo che la nostra prima sede di via Borghetto venne occupata e divenne base operativa dei fascisti. Dopo la guerra ce la siamo ripresa, per poi costruirci il palazzo dove siamo ancora oggi. Poi, negli anni del terrorismo, nel 1969, un nuovo attacco, con la scoperta di un ordigno in sede che poteva fare molto male. Anche oggi c’è un disagio sociale nel nostro Paese che qualcuno vuole cavalcare. Questo disagio va affrontato e risolto, lo chiediamo da troppi anni: lo strumento del Pnrr è una grande opportunità che può cambiare il quadro del nostro paese. Si deve ripartire dal lavoro di qualità, con retribuzioni giuste a tutti e garantendo soglie di diritti inderogabili per tutti i tipi di lavoratori. Per chi invece si dichiara fascista nel 2021 – ha concluso – non c’è molto da dire: va semplicemente messo fuori schema, perché parliamo di un reato e non di un opinione”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.