Quantcast

L’Appennino scende in città “Un futuro da costruire, riscoprendo la nostra cultura” foto

Ieri alla Besurica l’Appennino è sceso in città per raccontarsi all’evento dal titolo “L’Appennino si racconta. Storie di coraggio, nell’era del covid-19, per “ricominciare” in maniera diversa”.

Un’iniziativa promossa dall’Associazione piacentina “Nuovi Viaggiatori A.p.s” che rientra nel progetto di cittadinanza attiva “Besurica insieme 2021” e ha rappresento la quinta tappa del festival itinerante #vivalappennino202, che ha visto interessati, durante l’estate, quattro borghi della provincia: Corte Brugnatella, Bobbio, Travo e Cerignale. All’incontro moderato da Gaetano Rizzuto, già direttore di Libertà, hanno partecipato Giuseppe Magistrali, esperto di turismo sociale e direttore Distretto ASL Ponente, Lucia Mazzocchi, responsabile servizi sociali Unione Montana Valli Trebbia e Luretta, Greta Bernardi e Emiliano Sampaolo coordinatori del progetto Youth Worker, Massimo Castelli, sindaco di Cerignale e coordinatore nazionale ANCI – piccoli Comuni, Mauro Guarnieri, sindaco di Corte Brugnatella e una rappresentanza della Fondazione Piacenza e Vigevano.

Protagonisti i giovani che durante la pandemia hanno voluto ricominciare dall’Appennino, luogo “fatto di difficoltà, ma anche di preziose risorse e ricco di biodiversità”, come sottolineato da Anna Leonida del direttivo associativo. Giovani, lavoro e valorizzazione del territorio al centro del dibattito, ma anche del progetto Youth Worker che, in collaborazione con l’unione montana, precisamente Bobbio, Cerignale, Coli, Corte Brugnatella, Ottone, Piozzano, Travo e Zerba insieme ad altri comuni, mira a ricostruire “un futuro dell’Appennino offrendo innanzitutto i servizi necessari per far rimanere le persone” dice Greta Bernardi, animatrice del progetto. Tra le storie protagoniste quella dei giovanissimi Giovanni, 20 anni, e Monica, 19 anni, che insieme ad altri tre amici hanno deciso di aprire un rifugio a Pratogrande come modo per “far rivivere l’Appennino, attirare turismo, ma anche per riscoprire i posti vicino casa, il che vuol dire anche riconnettersi alla propria cultura”. Dalla Bretagna invece Anaïs Rio: la sua passione per la musica l’ha portata in Val Boreca per imparare a suonare il piffero, dove ora insieme al suo compagno organizza escursioni e laboratori di espressioni creative.

Alleati dei giovani i sindaci di Cerignale e Corte Brugnatella che hanno puntato il dito contro una burocrazia all’italiana che spesso costituisce una forma di disincentivo per l’avvio di nuove attività e la riqualificazione del territorio: “La prima grande rivoluzione dev’essere politica e culturale, dobbiamo creare condizioni vere e concrete per dare nuove possibilità ai giovani” ha concluso Massimo Castelli. Il progetto Youth Worker ora continuerà portando le testimonianze di chi ha deciso di lasciare la città nelle aule delle scuole con l’obiettivo di avvicinare i giovani piacentini alla ‘montagna’, un mondo spesso visto come troppo lontano e difficoltoso ma che queste esperienze ci dicono essere anche risorsa e opportunità.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.