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Palazzine Farnesiana, la raccolta firme va avanti “Progetto da cambiare, risposte insoddisfacenti”

“Non siamo soddisfatti delle risposte avute sin qui, quel progetto non va bene e la raccolta di firme proseguirà per chiedere un incontro all’amministrazione per poter illustrare le nostre idee”.

E’ determinato Giuseppe Grilli, ex consigliere comunale e per tanti anni presidente della cooperativa Abi-Coop, da una vita residente nel quartiere della Farnesiana. Insieme ad altri abitanti contesta il piano di intervento abitativo che il Comune di Piacenza vorrebbe attuare tra via Moretti e via Marinai d’Italia. Il progetto finito nel mirino è quello che l’amministrazione comunale ha promosso insieme all’Acer e ha ottenuto un finanziamento da 6 milioni e 900 mila euro nell’ambito del piano di riqualificazione delle città bandito dall’allora Ministro piacentino delle Infrastrutture Paola De Micheli.

Risorse importanti per il recupero e la rivitalizzazione del tessuto urbano che vanno spese bene. Secondo i promotori della petizione (che ha raccolto finora circa 150 adesioni ma è rimasta confinata ai residenti di due palazzi limitrofi) il progetto va cambiato: “C’è una parte del piano che il Comune si è fatto finanziare – spiega Grilli – che va bene, quella che prevede la riqualificazione energetica di cinque edifici ‘energivori’ di proprietà Acer, un intervento necessario per ridurre i consumi e permettere ai residenti di vivere meglio. Quello che non funziona è la parte che prevede l’edificazione di due nuove palazzine da tre piani, per complessivi 14 appartamenti, ai piedi di palazzoni da otto piani. Un’idea folle – afferma Grilli – basti guardare il progetto, sulla base di quale criterio si vuole edificare in quell’area? Mi chiedo come reagirebbero le famiglie chiamate a vivere in quelle case aprendo le finestre…vedrebbero soltanto muri e in casa d’altri. Inoltre una di queste palazzine verrebbe edificata sul tetto di 72 autorimesse sotterranee, una soluzione assolutamente impropria”.

Farnesiana progetto contestato

Le nuove palazzine

Sabato scorso si è tenuta un’assemblea promossa da alcuni consiglieri comunali di centrosinistra alla quale ha partecipato anche l’assessore comunale all’Urbanistica Erika Opizzi. Una discussione franca, al termine della quale l’amministrazione si sarebbe detta disponibile a valutare modifiche al progetto. Ma l’apertura non ha soddisfatto per nulla i promotori della petizione. “Venerdì scorso abbiamo saputo che il progetto è stato finanziato – afferma Grilli – noi proseguiremo fino al 20 ottobre la raccolta firme limitata ai residenti, chiederemo all’amministrazione di ascoltare le nostre proposte. Pensiamo che quelle due palazzine non possano essere realizzate in quel modo, devono essere spostate: se non ci ascolteranno la protesta continuerà”. “Ci hanno spiegato che per ottenere i finanziamenti statali – precisa – nel progetto è stato necessario inserire una quota di nuovi fabbricati con una vocazione sociale, da destinare a famiglie con disabili. Ma non ci opponiamo alla realizzazione delle palazzine, purchè vengano spostate e non siano realizzate dove sono state previste”.

“Nella stessa relazione che accompagna il progetto si parla della nostra zona come caratterizzata da ‘alta tensione abitativa’ – conclude Grilli – mi chiedo come si possa risolvere questa situazione, ammassando le costruzioni alle altre esistenti, senza pensare a un vero disegno di riqualificazione complessiva”.

Farnesiana progetto contestato

L’area al centro dell’intervento

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