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“Partito l’iter per il nuovo ospedale, attesa dalla Regione la prima tranche di fondi”

L’iter per finanziare il nuovo ospedale di Piacenza è partito. Parola di Luca Baldino, direttore generale dell’Ausl, intervenuto alla presentazione a Palazzo Gotico del progetto di fattibilità del nosocomio ai sindaci e agli amministratori piacentini. A fare gli onori di casa, Patrizia Barbieri, sindaco e presidente della Provincia di Piacenza.

Palazzo Mercanti ha già fatto la propria parte, per quanto riguarda la propria competenza su questa partita, che porterà alla realizzazione di un “ospedale innovativo e flessibile – ha detto – perché è questo quello che ci ha insegnato la pandemia”. Ora la palla è passata in Regione, e proprio a Bologna è stato messo un altro tassello importante. “Tre settimane fa in Regione è stato adottato l’atto di finanziamento – ha precisato Luca Baldino – che copre l’intera spesa a parte l’apparato tecnologico, per il quale ci sarà uno stanziamento dedicato, quindi ormai siamo sulla strada del non ritorno. Adesso, come arriverà la prima tranche di risorse (pari a circa 25 milioni di euro, ndr) partiremo con la gara di progettazione che è già pronta”.

I numeri del nuovo ospedale sono stati ricordati: l’investimento della Regione Emilia Romagna per la struttura è di 240 milioni di euro, la delibera appena presa ne stanzia 227 perchè successivamente saranno integrati i fondi per il completamento delle tecnologie. I tempi sono di 8 anni dal momento in cui si parte con la gara. “Immaginiamo di metterci una decina di mesi per la gara – ha specificato Baldino – da quando arriva la prima tranche di finanziamenti, che ancora non so se sarà la settimana prossima o il mese prossimo”. Baldino ha anche precisato che con la prima settimana di novembre il Pronto Soccorso dell’ospedale di Fiorenzuola sarà operativo: “Non ci sono stati ritardi, sono passati i tre mesi che avevamo detto, sono soltanto passati 20 giorni in più sulla consegna dei mobili”. Il direttore Ausl ha ribadito anche il programma di trasferimento a barriera Milano di diabetologia.

presentazione ospedale di Piacenza

Sergio Beccarelli, progettista del nuovo ospedale dello studio Policreo di Parma, ha sintetizzato così le caratteristiche salienti della struttura: “Si insedierà in un contesto che oggi non è urbano, elemento conosciuto, ma in realtà così ricolloca e dà significato a una funzione altrettanto importante, la casa circondariale delle Novate, con cui crea una relazione insediativa e completa un ambito già colonizzato, pur prefigurando una trasformazione. Risponde a bisogni oggi delineati attraverso una programmazione regionale che prevede di guadagnare risposte di efficienza rispetto all’emergenza sanitaria che tutti abbiamo vissuto, dotandosi di tecnologie innovative e di modelli di erogazione dei servizi innovativi, in cui la digitalizzazione, l’accoglienza e l’informazione e l’accesso facilitato completeranno l’offerta sanitaria”. Il nuovo ospedale avrà una conformazione a stella, con ciascun braccio destinato al blocco dell’emergenza – con un pronto soccorso ad accesso autonomo e struttura a piastra, secondo le indicazioni della Regione Emilia Romagna -, il blocco materno – pediatrico (comprensivo di ostetricia e ginecologia), quello internistico e poi quello onco-ematologico. Nella parte a nord si svilupperà il blocco chirurgico, con l’area redazionale e di ricerca didattica. Nel mezzo, una sorta di galleria urbana, con spazi per l’attesa, l’accesso ai reparti e alcuni insediamenti commerciali funzionali esclusivamente alle necessità degli operatori e dei pazienti. La struttura sarà delimitata dalle strade Farnesiana e Delle Novate, per quanto riguarda le necessità logistiche di riforminento, sarà privilegiato l’accesso dalla tangenziale (svincolo di San Lazzaro).

“Ora si attiverà la fase di progettazione in tutti i livelli, poi partiranno i percorsi autorizzativi per approdare all’appalto dei lavori. Stiamo parlando di qualche anno di tempo, in un processo scandito da meccanismi tecnici e amministrativi”.

Venendo al tema della sicurezza idraulica della superficie, l’architetto Beccarelli ha risposto così: “L’area di insediamento presenta condizionamenti di carattere idraulico e idrologico, siamo a ridosso di due corsi d’acqua come il Rio Ballerino e il collettore Riazza che determinano, come corpi irrigui minori, fenomeni di esondazioni non paragonabili a quelli dei corsi d’acqua principali. Abbiamo lavorato con un approfondimento specifico, una consulenza che ha prefigurato scenari predittivi molto critici, in condizioni di estreme, e il nostro progetto ne tiene conto con rigore scientifico per entrare in un percorso di valutazione. L’ospedale nuovo viene costruito in un’area che guadagna una sicurezza idraulica attraverso interventi e infrastrutture che modificano le caratteristiche”.

presentazione nuovo ospedale Gotico

I TEMPI – Tocca poi all’ingener Baldino tornare sul tema dei tempi di realizzazione, che si articolerà in 4 step. Il primo riguarda la gara per la progettazione preliminare, della durata di 10 mesi: partirà non appena arriveranno dalla Regione i 25 milioni attesi, ed è prevista la partecipazione dei più grandi studi di progettazione a livello europeo. Poi, la fase della progettazione definitiva e rilascio dei permessi durerò altri trenta mesi. “A chi dice che sono troppi – afferma Baldino – ricordo che la progettazione di un ospedale non è equiparabile a quella del ponte Morandi. E’ estramamente più complesso. E risparmiare sui tempi di progettazione, in questi casi, è come togliere ferro ai piloni di un ponte. Ne va della qualità dell’infrastruttura”. Infine, 44 mesi per la realizzazione dell’ospedale. Una stima basata, dice Baldino, sulla durata dei cantieri per la costruzione di ospedali simili per dimensione al nostro, come quello di Pordenone.

Lo studio di fattibilità e del progetto preliminare del nuovo ospedale di Piacenza era stato illustrato a fondo nel luglio scorso all’ex Chiesa del Carmine. La nuova struttura sanitaria sarà composta da un edificio centrale e sei torri per uno schema a stella: un ospedale che richiama il disegno radiale delle valli appenniniche e quello cartesiano della città, nel quale saranno potenziate e riorganizzate tutte le attività attualmente presenti al Guglielmo di Saliceto. Lo studio di fattibilità ha raccolto la lezione della pandemia, orientando le scelte dei tecnici – la società di progettazione Policreo di Parma (architetto Sergio Beccarelli) – verso una struttura ad altissima innovazione, adeguata alle più moderne esigenze della sanità. Soprattutto flessibile, pensata in maniera da aumentare il numero dei posti letto in caso di necessità, come appunto è successo con il covid. Si tratta di un inedito a livello nazionale: secondo quanto previsto dal progetto, nel nuovo presidio ospedaliero sarà possibile incrementare fino al 16% dei posti letto disponibili in caso di bisogno, arrivando a garantirne fino a 601. Grande attenzione anche al comfort degli utenti (una stanza su tre sarà a solo un letto; gli spazi comuni, gli accessi e i percorsi saranno tutti orientati alla sicurezza, all’accoglienza e al benessere di pazienti e accompagnatori) e del personale sanitario.

L’intervento si svilupperà su una superficie complessiva di 272mila metri quadri (quella del solo ospedale è di 115.307) troveranno spazio non solo una nuova pista per l’atterraggio dell’elisoccorso, ma anche elementi di attenzione all’utenza e al personale interno: grandi spazi verdi, strade di collegamento, un percorso ciclo pedonale, aree attrezzate per la sosta e 1200 parcheggi.

VISITA IL NUOVO OSPEDALE (i rendering)

Alcuni dati del nuovo ospedale secondo il progetto presentato dall’Ausl:

Secondo quanto riferito dall’Ausl, le caratteristiche del nuovo ospedale ricalcano e potenziano quelle presenti nell’attuale: tutte le funzioni troveranno miglior collocazione, attraverso la disponibilità di spazi più razionali e la valorizzazione e il potenziamento delle principali aree.

L’area interventistica con 14 sale operatorie, un blocco endoscopico con 10 sale, 8 sale parto e 4 sale di interventistica cardiologica e di emodinamica. Il progetto prevede anche il potenziamento dell’area day surgery, della chirurgia di emergenza urgenza e della chirurgia specialistica

– il blocco tecnologico, con il potenziamento della medicina nucleare, della radiologia e della radioterapia

– l’area degenze: il 35% delle stanze sarà a un posto letto, con la possibilità di inserirne un secondo per l’accompagnatore o di raddoppiare la ricettività in caso di bisogno (per esempio, per picchi pandemici)

– l’area dell’emergenza urgenza, con il potenziamento del pronto soccorso e dell’area dedicata alle terapie intensive e semintensive

– l’area materno infantile, con la valorizzazione e il potenziamento della patologia neonatale e dell’assistenza ostetrico-ginecologica e pediatrica

– l’area oncologica

– l’area di specialistica medica di secondo livello

La costruzione della nuova struttura cancellerà le pesanti diseconomie derivanti dall’organizzazione a padiglioni, ormai superata ma ancora presente al Guglielmo da Saliceto, e consentirà di investire in tecnologie e competenze.

I numeri:

497 posti letto
32 posti letto tecnici
72 posti letto flessibilità
601 posti letto totali
Superficie verde 84600
Posti auto da 1200 a 1500 ( spazi ulteriori potranno essere aggiunti dalla conversione di stalli inizialmente trattati con elementi vegetali)
Punti di ricarica per vetture elettriche
Bike sharing e parcheggio bici
Itinerario ciclabile di 1455 metri
3 fermate bus
2 aree attrezzate lungo il boulevard alberato
1400 alberi piantumati
Area per atterraggio elisoccorso
35600 kg/anno di assorbimento Co2

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