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“Per far rinascere l’italia, liberiamola dalla rete di veti contrapposti”

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Intervento di Buona Destra – Comitato di Piacenza

Immaginiamo di essere su un’imbarcazione in mezzo al mare. Motore in avaria, ma ci sono dei remi. Nel momento di metterci a vogare tutti insieme per tornare prima possibile a terra, iniziamo a litigare su chi debba coordinare le operazioni e su chi possa e chi non possa remare. Immaginiamo che la contrapposizione paralizzi il gruppo e che, nel frattempo, sopraggiunga un temporale. Immaginiamo di venire travolti dalla burrasca mentre continuiamo ad azzuffarci. Ecco, questa è l’Italia. Resta attuale l’invettiva di Dante, nel Purgatorio: “Nave sanza nocchiere in gran tempesta!”. Il nostro Paese, da decenni, è immobilizzato da un intrico di veti incrociati.

È vero che ogni gruppo, ogni categoria, ciascuna parte è naturalmente schierata contro la propria naturale antagonista. In Italia però, essere “contro” significa adoperarsi in ogni modo, con ogni forza, ricorrendo a qualunque artificio, per impedire tutto, ma davvero tutto, alla controparte, per metterla fuori dai giochi. Essere contro significa annientare l’avversario, anzi annichilire il nemico. Questo è il problema della nostra Nazione. Eppure, quando la disapprovazione sconfina nella negazione, quando il contrasto scade nella proibizione, a pagarne il prezzo sono tutti, non solo gli sconfitti di turno. Tale perverso meccanismo, infatti, sottrae energie positive, costruttive, nega la crescita all’intera collettività. Sono braccia a cui viene negato il remo, persone che non vogano con potenza verso il porto sicuro.

Proviamo a pensarci. Partendo dall’opposizione muscolare tra centrodestra e centrosinistra, che blocca spesso il funzionamento delle istituzioni, arrivando al più sciocco dei contrasti nelle proloco e nelle riunioni condominiali, la cultura della contrapposizione è radicata nel profondo del nostro dna. Purtroppo, però, si tratta di una cultura che ci ha fatto precipitare nella situazione in cui siamo. Italiani/stranieri, bianchi/neri, cristiani/musulmani, eterosessuali/omosessuali, lavoratori autonomi/dipendenti pubblici, settentrionali/meridionali, maschi/femmine, eccetera eccetera. L’Italia è attraversata da un reticolo di diffidenze, di chiusure, di impedimenti reciproci. Bisogna liberarla. Bisogna liberare tutte queste energie frustrate e represse. Ciascuno va messo nella migliore condizione possibile per esprimersi al massimo, senza vincoli, senza remore, senza riserve.

Ogni spezzone della nostra società deve trovare un “clima” favorevole che lo induca a lavorare positivamente per il bene dell’Italia. Se un cittadino vive come si deve, in serenità, vedendo rispettati i propri diritti e soddisfatte le proprie aspettative, impiegherà con entusiasmo tutte le sue forze e ottempererà con naturalezza ai propri doveri. A beneficiarne sarà l’intera collettività, la nazione nel suo complesso. È ciò che serve all’Italia. Solo così potrà vivere una stagione di rinascita e tornare ai livelli degni della sua storia. Questo è uno degli impegni della Buona Destra.

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