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Piace ancora troppo precario, ma non facciamo drammi IL COMMENTO

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Il primo obiettivo era vincere, per la classifica, il secondo obiettivo convincere, che l’accenno di crisi fosse stato superato. Il Piacenza sfiora soltanto entrambi gli obiettivi ma non li raggiunge: dopo una prestazione titubante all’inizio ma sempre più convincente col passare dei minuti fino a sbloccarsi definitivamente al 43’, quando Rabbi insaccava a conclusione di una pressione insistente e continua, e dopo aver mantenuto per 20’ il dominio del gioco e sfiorato più volte il raddoppio, lasciava l’iniziativa al Giana che, meritatamente, perveniva al pareggio. Il goal di Rabbi sembrava aver riacceso la luce che inspiegabilmente si era spenta a Crema quando, in vantaggio di due reti a mezz’ora dalla fine, venne fallita un’occasione clamorosa per il 3-0 e chiudere definitivamente la partita. Il rilievo per spiegare che talvolta i problemi tecnici derivano da quelli psicologici.

L’illusione di un Piacenza ritrovato, però, durava non più di 20’ durante i quali erano arrivate anche diverse occasioni per mettere al sicuro il risultato. Poi ancora un inspiegabile ripiegamento con scarsi risultati negli ultimi disperati assalti finali. Scazzola aveva portato alcune novità in formazione e le mosse sembravano azzeccate, perché la squadra sembrava più quadrata ed equilibrata ed il gioco di discreta fattura. Sorprende, invece, ancora il calo nella seconda parte della ripresa. Calo fisico o nervoso? E’ difficile trovare una risposta, anche perché, nel valutare le prestazioni della squadra, occorre sempre tener presente di certi limiti tecnici individuali che, purtroppo, riemergono in alcune fasi importanti della gara. Lo stesso Cesarini, elemento fondamentale nel motore biancorosso, non ha ancora i 90’ nelle gambe e, purtroppo, le sue flessioni di condizioni coincidono inevitabilmente con la flessione dell’intero complesso. L’allenatore è alla continua ricerca di soluzioni ma, quando sembrano trovate, si registra sistematicamente l’episodio che rimette tutto in discussione. Non c’è che dire: il momento è difficile, ma non è ancora il caso di fare drammi. Siamo convinti che questa squadra e questo tecnico siano in grado di trovare le soluzioni per uscire da questa precaria situazione mantenendo la calma e con tanta determinazione.

Luigi Carini

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