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“Stop definitivo agli allevamenti di visoni”. La Lav scende in piazza

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Il 23 e 24 ottobre la Lav (Lega Anti Vivisezione) scende in piazza per chiedere il “divieto definitivo degli allevamenti di visoni”. A Piacenza l’associazione sarà presente entrambe le giornate con un banchetto in via XX Settembre (vicino alla Libreria Feltrinelli) dalle 15 alle 19.

Dopo un anno di fermo – spiega la Lav -, siamo a un punto di svolta per raggiungere un risultato storico che ci porterà, finalmente, a dire addio agli allevamenti di visoni in Italia. Mai era accaduto prima che questi allevamenti fossero obbligati a fermare le loro produzioni per un anno: è successo per una ragione che nessuno ora deve dimenticare, a causa della scoperta di visoni positivi al virus SARS-CoV-2 in allevamenti italiani. Siamo riusciti a ottenere la chiusura temporanea degli allevamenti fino al 31 dicembre 2021, evitando così la nascita di circa 40mila cuccioli destinati a diventare pellicce. In molti Paesi europei gli allevamenti sono già stati chiusi, ora tocca all’Italia. Senza un provvedimento del Governo o del Parlamento dal 1° gennaio 2022 gli allevamenti potranno infatti riaprire e tornare a uccidere decine di migliaia di animali ogni anno”.

“Dei 170 allevamenti presenti in Italia negli anni ottanta – proseguono -, oggi ne restano solo 5 e riuscire a farli chiudere non è un più miraggio; su un sesto allevamento pende un’ordinanza di abbattimento di 3.000 visoni perché confermato come secondo allevamento italiano focolaio del coronavirus. In questi allevamenti ancora attivi il ciclo di “produzione” inizia a marzo e nel mese di maggio nascono i cuccioli, destinati poi ad essere uccisi tra novembre e dicembre per le loro pellicce. Solamente i visoni riproduttori, destinati a mettere al mondo nuovi visoni, si “salvano” da questa strage”.

“Occorre la ferma volontà politica di dire basta alla produzione di pellicce animali, retaggio di un modello produttivo del tutto superato e incompatibile con standard etici e di sicurezza sanitaria, come l’emergenza Covid e la chiusura temporanea di questi allevamenti dimostra – dichiara Simone Pavesi responsabile Moda Animal Free.

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