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Funziona lo scudo del vaccino per i malati oncologici “Alti livelli di anticorpi e protezione da varianti”

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Malati fragili immunodepressi colpiti dal Covid, guariti e vaccinati con due dosi: il loro sistema immunitario ha prodotto un livello così alto di anticorpi contro il virus da garantirne la protezione anche in presenza di nuove varianti.

È il risultato di un’importante collaborazione, avviata nei mesi scorsi, tra i reparti di Microbiologia e Oncologia dell’Ausl di Piacenza e il policlinico San Matteo di Pavia come capofila, che ha portato alla stesura di uno studio pubblicato sul prestigioso Journal della European Society for Medical Oncology. Il lavoro di ricerca è stato presentato nella mattinata del 13 ottobre da Giudo Pedrazzini, direttore sanitario Ausl Piacenza; Luigi Cavanna, direttore dipartimento Oncoematologico Ausl Piacenza; Giuliana Lo Cascio, direttore Microbiologia Ausl Piacenza ed Evelina Cattadori, direttore Innovazione e Ricerca Ausl Piacenza.

La ricerca – hanno sintetizzato i medici dell’Ausl – non solo giustifica la terza dose di vaccino sui pazienti più fragili, ma va oltre, spiegando che esiste un livello di immunità fino a ora non immaginato, in coloro che hanno sviluppato la malattia. Lo studio ha valutato 88 pazienti, tra Piacenza e Pavia: si tratta di persone con patologie oncologiche, in trattamento con farmaci immunoterapici. L’obiettivo era quello di valutare l’efficacia e la sicurezza di un ciclo completo di vaccinazione anti Sars Cov 2/Covid 19. Il laboratorio di Microbiologia ha contribuito allestendo la diagnostica sierologica e le analisi dell’immunità cellulo-mediata con il test IGRA.

Ricerca vaccino covid su pazienti fragili

A Piacenza lo studio è stato ampliato anche a pazienti ematologici, con un focus dedicato: l’approfondimento è stato reso possibile grazie al fatto che il nostro laboratorio sta ospitando parte degli specializzandi della Scuola di Microbiologia e Virologia dell’Università di Pavia, diretta dal piacentino Fausto Baldanti. I risultati preliminari – hanno sottolineato dall’Ausl – sono incoraggianti: la vaccinazione è stata infatti efficace a stimolare la risposta contro il virus, nella grande maggioranza dei pazienti con neoplasia anche in trattamento. Tutti i malati che hanno contratto una precedente infezione da Sars cov 2 hanno sviluppato le risposte anticorpali e cellulo-mediata già dopo la prima dose. Ma è con il richiamo – hanno spiegato i ricercatori – che si è fatto il salto di qualità: dopo la seconda dose vaccinale nei guariti dal covid abbiamo riscontrato livelli mediani di risposta anticorpale molto più elevati che nei pazienti “naive”, ossia che non hanno contratto il virus. In pratica: 26 volte in più per i livelli IgG totali, 6 volte oltre per i titoli neutralizzanti e 4 volte per i livelli di risposta T-cellulare. Quindi – è la conclusione della task force piacentina e pavese – la terza dose può rafforzare significativamente la risposta vaccinale nei fragili.

Soddisfatto il commento del dottor Cavanna. “Il messaggio che passa da queste ricerche – ha affermato – è che il vaccino aiuta il sistema immunitario, lo stimola. Positivo come tra i pazienti oncologici in cura a Piacenza ci sia stato un tasso di accettazione altissimo: su 433 persone, infatti, solo in 3 non si sono sottoposti alla vaccinazione”.

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