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Covid, Bonaccini “Emilia Romagna rischia zona gialla per ricoveri di non vaccinati”

Emilia Romagna, si rischia la zona gialla. L’allarme è stato lanciato da Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, interrogato sul vertice tenutosi tra governo e Regioni a margine del convegno inaugurale di Mecspe in Fiera a Bologna. Per Bonaccini “se fosse per i vaccinati ricoverati non rischieremmo minimamente la zona gialla. Così invece alcune regioni già ci vanno adesso, le altre, come noi, rischiano tra qualche settimana la zona gialla se il contagio si diffonde e se aumentano i ricoveri”.

Il governatore della Regione ha evidenziato come “nei reparti di terapia intensiva gran parte dei ricoverati per covid sia non vaccinata”. Per ora, comunque, la situazione “tutto sommato è ancora sotto controllo – ha precisato -, ma lo vediamo in Europa come sta andando” e l’aumento dei casi “sta arrivando ovviamente anche qui in Italia. Bisogna fare le cose il più seriamente possibile – ha aggiunto -, perché non vogliamo che venga colpita l’economia e soprattutto i posti di lavoro, dato che ne abbiamo giù perduti troppi l’anno scorso: qui se ne stanno recuperando tantissimi, però con la quarta ondata dobbiamo fare le cose per bene”.

DA ZONA BIANCA A ZONA GIALLA, COME FUNZIONA? Per le attuali regole sull’attribuzione dei colori alle regioni in base al livello di rischio, si resta in zona bianca con meno di 50 contagi settimanali ogni 100mila abitanti (in Emilia Romagna nell’ultima settimana sono stati 141). In caso di contagi settimanali tra 50 e 150 ogni 100mila abitanti, come in Emilia Romagna, per restare in zona bianca è necessario che il tasso di occupazione delle terapie intensive non superi il 10% o che il tasso di occupazione dei reparti ospedalieri non superi il 15% (Con 57 ricoveri in terapia intensiva, la nostra Regione ha raggiunto la soglia del 6,4%, ecco perché siamo ancora in zona bianca). Se i due parametri sono entrambi superati si passa in fascia gialla. Scatta la zona gialla anche se i casi settimanali superano i 150 settimanali ogni 100mila abitanti ma il tasso di occupazione delle rianimazioni non supera il 20% oppure quello dei reparti ordinari non supera il 30%.

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