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Il piacentino Bisagni riconfermato presidente di Agriturist Emilia Romagna

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Comincia oggi il secondo mandato del presidente di Agriturist Emilia Romagna, Gianpietro Bisagni, titolare dell’azienda agricola e agrituristica Battibue a Fiorenzuola D’Arda, nel piacentino. Rimarrà in carica nel triennio 2021-2024 affiancato dal vicepresidente ravennate Alessandro Ricci Bitti.

«C’è molto fermento – dice soddisfatto il presidente degli agriturismi associati a Confagricoltura in Emilia Romagna nel corso di una assise molto partecipata, all’agriturismo La Lupa a Castelfranco Emilia (Mo) –. Emerge la vitalità del comparto, si ridà il giusto valore alla rappresentatività sindacale dopo due anni difficili in cui però – sottolinea l’imprenditore – abbiamo saputo intercettare le tendenze del mercato e la voglia di trascorrere più tempo all’aria aperta, a contatto con la natura, migliorando l’offerta agrituristica con nuovi pacchetti dedicati alle attività sportive, ricreative ed enogastronomiche». Da segnalare il boom della gita fuori porta, del pic-nic e della cena in vigna, del turismo slow a misura di bici e delle escursioni “esperienziali” con visita a cantine e caseifici.

Bisagni Agriturist

Allo studio dell’assemblea di Agriturist Emilia Romagna ci sono le modifiche alla ormai datata legge regionale sull’Agriturismo (31 marzo 2009, numero 4). «Crescono le strutture agrituristiche in Emilia-Romagna (+ 4,1% nel periodo 2019-2020 nonostante la crisi pandemica); si evolve la domanda diventando più articolata, il che stimola il nostro spirito imprenditoriale quindi – prosegue Bisagni – per adattarci a un turismo rurale in piena trasformazione, è necessario apportare modifiche all’attuale normativa vigente sull’esempio del lavoro già svolto dalle Regioni Lombardia, Toscana e Veneto». Si richiede nello specifico di «superare il limite di capienza delle 12 camere (max 36 posti letto), in vigore per gli agriturismi in pianura e delle 18 camere (max 54 posti letto) relativamente alle strutture ubicate in zone montane o marginali. Questa soglia – tiene a sottolineare – è salita a 100 posti letti sia in Lombardia che in Veneto. La Regione Toscana non pone alcun limite se non quello dettato dalla dimensione aziendale, dal rapporto connessione e complementarietà».

Il cambiamento nello stile delle vacanze e le esigenze turistiche legate alla sfera rurale inducono ad adeguare l’offerta. «Non sono tuttora regolamentate le nuove forme di accoglienza, a partire dal glamping per finire alle casette sugli alberi». Si auspica una “maggiore flessibilità” in materia di preparazione e somministrazione dei pasti (non è consentito organizzare eventi enogastronomici all’esterno della struttura e nemmeno effettuare il food delivery), come pure una “burocrazia più snella” (a esempio, per il trasferimento dell’azienda da genitore a figlio l’iter è ancora piuttosto lungo e contorto).

L’assemblea di Agriturist Emilia Romagna ha visto la partecipazione del presidente nazionale di Agriturist, Augusto Congionti e dei referenti agriturismo di Confagricoltura Lombardia e Veneto, rispettivamente Gianluigi Vimercati e Leonardo Granata oltre all’intervento del vicepresidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Andrea Betti. È on line il nuovo sito di Agriturist e Agri-Cycle Emilia Romagna (www.agrituristemiliaromagna.it), dove trovare anche le informazioni utili al cicloturista, dai cammini del cibo al negozio specializzato in ricambi, ai centri per la riparazione e la manutenzione della bici.

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