Quantcast

“La terza dose riporta la copertura vaccinale al massimo, il 95% non si ammala gravemente”

La somministrazione della terza dose del vaccino covid è ormai entrata nel vivo. L’azienda sanitaria di Piacenza ha voluto approfondire insieme il tema del vaccino utilizzato, che – secondo le indicazioni ministeriali – può essere solo a m-RNA, cioè Comirnaty di Pfizer/BioNTech o Spikevax di Moderna. A questo fine si sono messi a disposizione i medici Anna Maria Andena (direttore dipartimento Cure primarie) e Mauro Codeluppi (direttore Malattie infettive) che hanno fornito utili indicazioni alla popolazione e rispondere a eventuali dubbi.

Dose booster. Quali differenze tra Pfizer e Moderna? “La dose booster è configurabile come ulteriore richiamo” – ha spiegato Andena. “Il Ministero ha autorizzato i vaccini Pfizer e Moderna, sono entrambi a m-RNA che condividono parte delle tecnologie di sviluppo, per questo sono considerati equivalenti. È stata approvata la vaccinazione “eterologa” (quella con due tipologie di vaccini differenti ndr), per consolidare la risposta immunitaria del paziente. Perché stiamo accelerando le vaccinazioni? “Perché proprio la risposta immunitaria decresce nel tempo. Non è qualcosa di strano, accade lo stesso per antitetanica. Tre dosi servono per poi avere un richiamo negli anni successivi. Al momento attuale ci sono i cosiddetti ‘sostenitori’ di Pfizer rispetto a Moderna. In realtà non ci sono a supporto dati clinici o studi che abbiano indicato che uno è meglio degli altri. Personalmente ho fatto le prime due dosi con Pfizer e la terza con Moderna. Non ho avuto problemi. Ho deciso di affidarmi ai dati di letteratura che dicevano che andava bene così”.

Ci sono differenze di quantità di m-RNA nei due vaccini, – ha precisato Codeluppi – ma sono ininfluenti nello sviluppare la risposta immunitaria. Questa però tende a decrementare nel tempo. La terza dose ripristina lo stesso livello di copertura della prima. Come potenza immunogena è uguale. La terza dose protegge sulla possibilità di infettarsi, che è superiore al 65%. Rispetto alla probabilità di ammalarsi in maniera grave, la protezione è superiore al 95%. In questo modo evitati lo svilupparsi della patologia grave in oltre 9 su 10″. “I pazienti positivi sono per lo più anziani con già patologie, vaccinati, muoiono comunque meno grazie alla vaccinazione. E’ la dimostrazione che vaccino funziona, anche con due dosi”. La terza dose: con Pfizer è intera, con Moderna il quantitativo è dimezzato. “In questo momento abbiamo a maggiore disposinibilità di vaccini Moderna, – è stato spiegato – per preservare le dosi Pfizer per i bambini (dai 5 ai 11 anni, la dose è un terzo).

Al momento sono ricoverate col covid 46 persone a Piacenza. I pazienti più gravi non sono vaccinati, con una proporzione di 9 su 10. Perchè? “O perché non hanno voluto o perché vengono da paesi stranieri” – è stato spiegato. “Tra le persone che vengono ricoverate c’è anche chi decide, una volta accertato di essere positivo, di curarsi da solo a casa”. “A partire dall’enorme potenzialità dei vaccini, le possibilità terapeutiche vanno giocate subito, – ha sottolineato Codeluppi – come quelle dei farmaci monoclonali, che funzionano nei primi giorni. Li abbiamo a disposizione già da diversi mesi e li utilizziamo seguendo i protocolli già definiti. La valutazione in questo caso viene fatta dalle Usca: in base ai motivi di rischio (età più di 65 anni) o in persone più giovani se ci sono gravi patologie. L’utilizzo di precise associazioni di monoclonali ha dato buoni esiti anche contro le varianti. Ma la tempestivita è fondamentale: a 5-7 giorni dallo sviluppo della infenzione. In questo caso sono state utilizzate per oltre 50 pazienti. L’automedicazione sposta i tempi, crea i presupposti per una malattia grave. Non appena c’è una diagnosi, si aderisca alle proposte di cura. Il primo riferimento è sempre il medico di base, che poi decide come muoversi. Dobbiamo sempre fare i conti con il personale: stiamo facendo lavoro in una emergenziale, con scarsità di medici e infermieri”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.