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Si scioglie l’Unione della Bassa, il comandante Misseri “Peccato perdere il lavoro di squadra”

È finita. Si scioglie l’Unione dei Comuni Bassa Val D’Arda e Fiume Po. Era nata con l’atto costitutivo del 25 marzo 2014 sottoscritto dai sindaci dei comuni di Besenzone, Caorso, Castelvetro Piacentino, Cortemaggiore, Monticelli d’Ongina, San Pietro in Cerro e Villanova sull’Arda. Ma gli Amministratori, che sono oggi al timone dei rispettivi municipi, hanno deciso di non percorrere più questo sentiero: dal primo gennaio 2022 l’Unione dei Comuni non esisterà più.

Spontanea la più semplice delle domande: perché? “Una scelta politica” la risposta di Massimo Misseri, comandante della Polizia Locale dell’Unione Bassa Val D’Arda. “Me ne vado a malincuore – aggiunge – dispiaciuto per quanto costruito e realizzato durante questi anni di grande lavoro di squadra. Dopo 26 anni di esperienza maturata e consolidata in questo territorio, sia in ambito di Polizia Locale che sotto il profilo dei compiti di Protezione Civile”. “Sono nato a Prato, a Roma ho conseguito la laurea in giurisprudenza. Ho vissuto a Pistoia e, poi, nel 1995, sono arrivato nella provincia di Piacenza, – ricorda – come comandante della Polizia Municipale di Monticelli. Nel 2015 venni chiamato a dirigere la Polizia Locale dell’Unione: un territorio di oltre 200 chilometri quadrati e che conta 23mila abitanti. Ognuno dei 9 componenti della mia squadra, uomini e donne, non hanno risparmiato energie nel compiere il proprio lavoro, andando ben oltre la loro missione istituzionale. A loro, innanzi tutto, va il mio più sincero grazie. E un doveroso ringraziamento lo estendo a tutti i cittadini, ai Gruppi di Vicinato, a tutti coloro che ci hanno supportato, anche attraverso le tante segnalazioni pervenute ai nostri uffici”.

Misseri Girometta

“In questi anni tanti i fatti accaduti, le vicende umane successe e gli episodi riportati dai giornalisti nelle cronache. Tra tutti, ci tengo a menzionare l’aspetto umano, quello di vicinanza e supporto alla popolazione: dall’emergenza dell’alluvione che ha coinvolto il fiume Nure, all’impiego dei miei ragazzi sul sisma del Centro Italia, fino alla prima ondata pandemica da Covid-19 e alle settimane di lockdown”. E ora? Cosa cambierà? “Ogni comune si riappropria dei propri agenti: chi uno, chi due, chi tre. Si va a sfaldare quanto con fatica abbiamo costruito giorno per giorno. Quell’empatia che si è rafforzata sia nei cittadini che con le altre forze dell’ordine, portando risultati non solo in termini economici, ma di benessere sociale all’interno del territorio e di collaborazione proficua con le zone di confine, rischia oggi di dissolversi”.

“Da lunedì 20 dicembre non sarò più a Piacenza. Andrò a ricoprire il ruolo di comandante presso un Corpo di Polizia Locale in Lombardia, in zona nord di Milano. Tuttavia il mio auspicio è di assistere a un cambio di rotta da parte dei Consigli Comunali, rinsaldando questa Unione. E, all’occorrenza, non nego di essere pronto a valutare un mio possibile ritorno”.

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