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Violenza sulle donne, anche a Piacenza lo stand informativo della Polizia “Fondamentale responsabilizzare gli uomini” foto

Giornata contro la violenza sulle donne, anche la Polizia di Stato scende in campo con uno stand informativo e di ascolto. A Piacenza l’iniziativa, organizzata nell’ambito della campagna nazionale “Questo non è amore”, si è svolta nella mattinata del 25 novembre al Centro Commerciale Farnesiana in via Marinai d’Italia e, analogamente, presso il Posto Fisso di Polizia, con l’attivazione di uno sportello di ascolto per le donne interessate.

Presente, oltre al personale della Polizia, anche il questore di Piacenza Filippo Guglielmino. “Oggi diffondiamo un opuscolo con delle indicazioni per prevenire la violenza di genere – ha spiegato -. A Piacenza, in particolare, c’è una rete che da anni opera in tal senso e che mette insieme forze dell’ordine, medici, magistratura, servizi sociali del Comune”. Guglielmino ha ricordato come “il 2020 sia stato un anno particolare, in quanto il lockdown ha comportato una prevedibile flessione delle denunce, nel 2021 in risalita. Per far emergere possibili dinamiche di violenza rimaste sommerse, sono stati studiati protocolli operativi a livello delle forze dell’ordine, come il progetto Scudo: un database interforze grazie al quale tutti gli interventi per liti in famiglia e atti di molestia sono monitorati e tracciati, di modo che la pattuglia che agisce in flagranza può già sapere il pregresso di potenziali situazioni di pericolo”. Da Guglielmino, quindi, un appello a tutte le donne a “denunciare quando ci sono casi di violenza e, laddove non si voglia farlo, ricorrere allo strumento dell’ammonimento, che comporta per i soggetti aggressivi la possibilità di sottoporsi ad un trattamento terapeutico per evitare la recidiva”.

Un tipo di intervento che a Piacenza sta sviluppando il Cipm Emilia (Centro Italiano per la Promozione della Mediazione). “In questo momento abbiamo tre persone ammonite in carico – ha spiegato, durante l’iniziativa, Silvia Merli, psicologa e presidente del Centro -.  L’obiettivo è contrastare condotte lesive che poi rischiano di intensificarsi nel tempo, intervenendo in un momento iniziale così da lavorare poi sulla sicurezza sociale. Siamo un gruppo di psicologi, psicoterapeuti, criminologi, avvocati, mediatori, che prende in carico l’ammonito e lo aiuta a vedere il disvalore sociale delle condotte messe in atto, affinché non vengano intensificate”. Ma c’è un identikit dell’uomo violento? “Non direi – ha affermato Merli -, la violenza è un fenomeno trasversale, anche se ci sono certamente elementi comuni, soprattutto rispetto alla capacità dell’uomo di gestire le proprie azioni. C’è un grande lavoro per arrivare alla responsabilizzazione di queste persone e fargli prendere consapevolezza diventa fondamentale”.

Stand informativo Polizia Giornata contro violenza sulle donne

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