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Con lo psichiatra Paolo Milone, racconti ed emozioni nella prima serata del festival Incontri

Una partenza calorosa, profonda e a tratti anche emozionante per la terza edizione del festival Incontri grazie alla prima serata andata in scena ieri insieme a Paolo Milone. Lo scrittore genovese infatti ha acceso da subito la prima serata del festival con il suo libro “L’arte di legare le persone”, edito da Einaudi, dialogando con Brunello Buonocore e Antonio Mosti, psichiatra e formatore, andando ben oltre le pagine del suo libro, ma approfondendo argomenti e tematiche, persone e storie che si porta con sé grazie alla lunga esperienza di lavoro sul campo.

Un’apertura speciale in cui il pubblico, nella cornice della Limonaia di Palazzo Ghizzoni Nasalli, ha saputo interagire con lo scrittore e gli altri ospiti su temi sempre più sensibili a tutti noi e centrali per il festival Incontri. Festival che vedrà in sabato 4 dicembre a partire dalle 11, presso l’Open Space 360° in via Scalabrini, nell’ex chiesa di Santa Maria della Pace, la sua giornata centrale.

Ecco il programma di sabato 4 dicembre Open Space 360°

Apre la giornata, alle ore 11, la presentazione del libro “L’inferno di Dante in CAA”, iniziativa tutta piacentina di Papero Editore e Associazione La Matita Parlante. Una versione del grande classico della letteratura italiana, in occasione dei 700 anni dalla morte di Dante, destinata ai lettori più piccoli, a chi sta imparando l’italiano e soprattutto a chi ogni giorno convive con una difficoltà cognitiva, con i versi più belli tradotti in CAA, la Comunicazione Aumentativa e Alternativa che associa a ogni parola un simbolo. Sarà l’ideatore Gabriele Dadati a dialogare con i ragazzi della Matita Parlante, ragazzi speciali di neanche trent’anni, pieni di talento per la scrittura e per il disegno.

Nel pomeriggio sono previsti 4 incontri, con avvio alle ore 15 con il collegamento con Michele Mele, autore del libro “L’Universo tra le dita. Storie di scienziati ipovedenti o non vedenti” pubblicato da Efesto Edizioni. Salernitano, laureato in matematica e nato con un’eredodegenerazione retinico-maculare, Mele scrive con il dichiarato obiettivo di contrastare i pregiudizi che ancora circondano i non vedenti e gli ipovedenti, che ne sviliscono il ruolo all’interno della società e che spesso li allontanano in precoce età dalle discipline scientifiche erroneamente considerate a loro inaccessibili, e racconterà la sua esperienza a Gregorio Contini, presidente dell’Unione Ciechi di Piacenza.

Alle 16 sarà la volta di Michela Tilli, autrice di libri e di soggetti teatrali, che si confronterà con la giornalista Micaela Ghisoni della redazione di Universi sul recente spettacolo teatrale “Due madri”, monologo nato da un racconto pubblicato anni fa dalla stessa autrice tra gli ebook del Corriere della Sera. Di chi è la responsabilità della violenza? Dell’individuo o dell’educazione ricevuta? Questo il dilemma che le due madri della Tilli si trovano ad affrontare. Alle 17 altro ospite d’eccezione, Roberto Venturini, scrittore romano incluso tra i dodici candidati al Premio Strega 2021 con il suo “L’anno che a Roma fu due volte Natale”, una storia drammatica raccontata però con toni grotteschi e a volte comici. L’autore racconterà la sua galleria di simpatici perdenti alla giornalista Barbara Belzini di Libertà. Chiude il programma, alle 18, un momento di confronto sul grande classico del cinema “Qualcuno volò sul nido del cuculo” con Giovanni Smerieri, psichiatra e psicoterapeuta, e Alberto Gromi, ex preside e ex docente dell’università Cattolica di Piacenza, sollecitati dallo scrittore Giovanni Battista Menzani e dal presidente dei Cinemaniaci Piero Verani.

Per l’occasione sarà ricordata l’esperienza editoriale di Officine Gutenberg con Radio Shock, “Qualcuno tornò sul nido del cuculo”, grazie alla presenza dei tre autori Menzani, Buonocore e Marco Murgia e di Maria Luisa Repetti, storica segretaria di Radioshock.

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