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“Kickboxing, Yama Arashi pilastro fondante nella disciplina”

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Un 2021 scintillante nonostante il Covid-19 che alimenta una tradizione di grande prestigio nella disciplina, centrando risultati di respiro internazionale anche con diverse generazioni. La Yama Arashi, società piacentina, ha brillato nella grande kickboxing in Italia e all’estero, così come riconosciuto anche da Donato Milano, presidente della Federkombat. Nell’intervista, il presidente federale fa il punto della situazione in Italia  e spende parole di elogio per la realtà cittadina guidata dal direttore tecnico Gianfranco Rizzi.

Partiamo dai Mondiali di Jesolo, organizzati in Italia: come giudica questa esperienza?

“Considerando la pandemia, credo sia stato un successo a tutto tondo; abbiamo messo in piedi una macchina organizzativa perfetta rispettando tutte le norme e capace di ospitare oltre 3000 persone in assoluta sicurezza. Sul campo, va sottolineato anche l’eccellente risultato del team Italia, con diverse medaglie, 32 in totale, mentre la ciliegina sulla torta è stato lo splendido titolo a squadre con la formazione guidata come capitano da Davide Colla”.

Successivamente, è stata la volta degli Europei Cadetti e Juniores in Montenegro, con la scelta – in ottica pandemia- di limitare la spedizione azzurra: un bilancio di questa delicata avventura.

“E’ una trasferta che è iniziata con il piede sbagliato fin da subito a livello WAKO (la Federazione mondiale, ndc): inizialmente la rassegna non si sarebbe dovuta svolgere e forse era la scelta migliore, contando che si dovevano muovere 2000 minori in questo contesto pandemico. Noi abbiamo optato per portare in Montenegro una delegazione ridotta limitata agli Junior prima squadra.  Per l’esperienza diretta, avendo vissuto sul posto la rassegna, ritengo che la nostra scelta sia stata la più sensata sotto il profilo di tutela di una situazione all’estero che non potevamo conoscere e avere sotto controllo. Anche in questo caso, i risultati sono stati eccellenti”.

Come si evolve il mondo della kickboxing a livello di praticanti?

“Gli sport di combattimento sono in continua evoluzione, hanno un appeal particolare sui giovani, che hanno capito l’importanza della formazione psicofisica, non solo finalizzata all’agonismo. E’ un movimento in continua crescita, noi rappresentiamo la federazione di riferimento con numeri alti e in forte crescita. Da quando ci siamo insediati nel 2014, i numeri della kickboxing sono aumentati, ma ci sono ancora ulteriori margini di crescita importanti”.

Da decenni la Yama Arashi brilla con i colori azzurri in campo internazionale.

“Credo che la Yama Arashi rappresenti di per sé un biglietto da visita fondamentale: se si parla di kickboxing, è un pilastro fondamentale della nostra federazione. Il maestro Gianfranco Rizzi è un attivo promoter e un grande tecnico di eccellenza e nel corso degli anni ha avuto anche ruoli importanti come dirigente in Consiglio federale. E’ una persona estremamente competente, un professionista e un caro amico. I successi continui non sono mai un caso: ha saputo sfornare campioni di specialità in tutti i periodi e continua a dar lustro alla nostra federazione. Come Federkombat e personalmente lo ringrazio di cuore per lo spirito mostrato”.

A Budva, in Montenegro, ha brillato la stella della piacentina Camilla Marenghi.

“E’ un profilo assolutamente interessante che vedrà all’orizzonte i Giochi Olimpici Europei del 2023 come Junior. Ha tutte le qualità per far bene insieme a diversi talenti italiani; al di là del risultato sarà capace di esprimersi in futuro anche da Senior”.

Ai Mondiali di Jesolo è terminata la gloriosa carriera di un campione piacentino, Davide Colla.

“Mi lascia un sapore agrodolce: è stato il trascinatore della vittoria mondale a squadre a Jesolo, il suo lasciare l’agonismo mi ha spezzato il cuore, ma ci inchiniamo alla sua volontà; la Federkombat è pronta ad accoglierlo. All’ultimo momento si è reso disponibile da coach per la nazionale di Point Fighting agli Europei giovanili in Montenegro. Sono rimasto particolarmente sorpreso per la sua capacità di entrare in simbiosi con atleti e tutta la delegazione. E’ un ragazzo d’oro e molto preparato, si è inserito benissimo nel gruppo e ha saputo gestire tante dinamiche non semplici, con una professionalità quasi maniacale. Sono certo che il suo futuro da tecnico riserverà grandi sorprese a un personaggio che eccelle nel Point Fighting e che è una persona stupenda che amiamo tutti nel nostro ambiente”.

L’esperienza azzurra potrebbe avere un seguito per lui?

“Posso dire che sicuramente è un profilo attenzionato, ci sono tante dinamiche particolari e al momento mancano alcuni tasselli di qualifica, ma il suo nome lo abbiamo presente”.

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