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Alternativa per Piacenza si “frantuma” in 5 mozioni. L’appello di Bisotti: “Primarie larghe”

C’è chi vuole le primarie allargate, chi le vuole “strette”, ma prima occorre approfondire come mai si è arrivati alle primarie, chi vuole perseverare nella ricerca del portacolori unitario soltanto nell’assemblea, e chi propone – da esterno al Pd – la candidatura del capogruppo dem a Palazzo Mercanti, Stefano Cugini. Un rebus per solutori più che abili. E’ diventata questo Alternativa per Piacenza, che si appresta a celebrare la propria assemblea plenaria (lunedì 10 gennaio in forma mista da remoto e in presenza, con sede da definire) per capire cosa fare e se proseguire il proprio percorso, visto che la situazione si è incartata non su questo o quel nodo programmatico, ma sul “metodo”.

Ad avere diritto di voto, sulla base del regolamento interno, chi ha partecipato ad almeno tre assemblee o ai gruppi di lavoro, ma il numero esatto di partecipanti verrà reso noto nelle prossime ore. Un epilogo che forse tanti dei promotori del percorso politico avviato più di un anno fa, per mettere insieme una coalizione di centrosinistra e un candidato da contrapporre al sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri, non avrebbero immaginato. Da un lato c’è il Partito Democratico, forza più rappresentativa dello schieramento, affiancato da altre formazioni politiche locali, che – dopo una riflessione interna sfociata nel mancato obiettivo di trovare un candidato in grado di soddisfare tutti – ha chiesto primarie di coalizione. Dall’altro il variegato mondo civico, di movimenti, associazioni, singole personalità che in questi mesi hanno dato vita ad Alternativa per Piacenza, che – pur non essendo riusciti ad esprimere una candidatura propria – diffidano dalle primarie. Insomma, uno stallo che trova espressione nelle ben 5 mozioni presentate all’esame della plenaria. Che si profila come una conta per dare sfogo a sensibilità, opinioni, particolarismi che nulla hanno a che vedere con uno schieramento unito e coeso.

L’APPELLO ESTREMO DEL PD – Per questo il segretario del Partito Democratico Silvio Bisotti ha deciso di rivolgere un appello estremo ai compagni di viaggio, per convincerli della bontà della scelta delle primarie: “La proposta del mio partito di approdare ad elezioni primarie aperte per individuare la figura più adatta al ruolo di leader della coalizione è pienamente coerente con uno dei valori fondanti l’esperienza di ApP e cioè la partecipazione dei cittadini. Se le primarie non sono state proposte fin dall’inizio, non è un buon motivo per considerarle una forzatura di fronte alla garanzia di una serie di regole stringenti e chiare che riconoscano pienamente il ruolo di ApP e la coerenza dei possibili candidati con il suo progetto. E’ con amarezza, quindi, che devo constatare come da parte di alcuni compagni di viaggio si insinuino nei confronti della proposta sospetti assolutamente inesistenti. Le decisioni che assumerà l’assemblea di ApP rischiano invece di rivelarsi troppo caratterizzate da un eccesso di autoreferenzialità. Mi sento quindi in dovere di proporre un ultimo appello a tutti i partecipanti affinchè riconsiderino regole che di fatto approdano a primarie ridotte o peggio a ulteriori consultazioni interne, non favorendo una partecipazione larga anche se sempre coerente con gli obiettivi. Mi auguro che l’attesa di tanti piacentini non venga delusa”.

Le parole di Bisotti parlano a un’assemblea di poco più di un centinaio di persone che ha espresso 5 mozioni distinte. Ecco una sintesi dei documenti ammessi al voto, dopo che il tavolo politico non è riuscito ad arrivare a una conclusione unitaria:

MOZIONE ZERO, la mediazione del tavolo politico non approvata: PRIMARIE SI’– La scelta del candidato a sindaco dovrà essere riconosciuta e condivisa con il più grande consenso nel Tavolo di Coordinamento e nell’Assemblea Plenaria di ApP e non potrà riguardare in questa prima fase candidature che a oggi non si siano rese disponibili o non abbiano trovato unanime consenso [Toscani, Calza, Cugini, Bergonzi, Tarasconi, Fiazza, Gazzolo]. Qualora non si giunga a una proposta unitaria in ApP entro il 15 gennaio 2021, lo strumento delle primarie di coalizione, anche se non considerato all’inizio del percorso, sarà a quel punto riconosciuto idoneo, purché basato su regole chiare e condivise che garantiscano una decisione confermata dal più alto numero di elettori di centrosinistra. Le mozioni che accompagneranno le singole candidature nella presentazione alla Assemblea Plenaria, dovranno pervenire entro e non oltre il 22 gennaio al tavolo di coordinamento politico, per essere presentate e discusse a stretto giro nell’ambito della Assemblea Plenaria, da convocarsi entro una settimana. Saranno ammesse alle primarie le sole mozioni che, durante la suddetta Assemblea, ottengano il sostegno palese di almeno il 15% degli aventi diritto al voto.

MOZIONE UNO, la proposta del tavolo politico emendata: PRIMARIE NON OLTRE IL 13 FEBBRAIO proposta da Piera Reboli, Tiziana Albasi, Silvio Bisotti, Carlo Berra, Andrea Capellini, Nino Beretta, Roberto Colla, Federico Scarpa – I candidati alle primarie di coalizione aperte saranno candidabili in base alle regole che verranno stilate da apposita commissione paritetica designata dal tavolo politico che dovranno comprendere sicuramente: la sottoscrizione del manifesto contenente identità e finalità del percorso di ApP; la concreta disponibilità ad un confronto preventivo con l’assemblea plenaria di ApP per illustrare come intendano dare operativamente corso al processo di sintesi programmatica e di governo della coalizione; la raccolta di un congruo numero di firme (che verranno indicate dalla commissione) di cittadini elettori del centrosinistra. Pertanto, al fine di non dilatare eccessivamente i tempi di attuazione della procedura elettiva delle primarie, ferma restando la scadenza temporale del 15/1 come limite massimo per l’individuazione di una candidatura unica unanimemente condivisa, nella stessa data l’assemblea plenaria si convocherà per approvare il testo delle regole che governeranno le elezioni primarie ed il relativo crono programma. Indicativamente l’appuntamento elettorale aperto dovrà celebrarsi non oltre domenica 13 febbraio 2022.

MOZIONE 2: NO A PRIMARE, DECIDE LA PLENARIA proposta da Caterina Pagani, Emanuele Maffi, Francesco Perini – I membri di ApP propongono possibili candidati interni o esterni ad ApP. Tali proposte dovranno essere avanzate entro il 22 gennaio tramite la presentazione e sottoscrizione della proposta da parte di almeno 10 aderenti ad ApP con diritto di voto (ciascun aderente potrà sostenere solo una proposta). A partire dal 23 gennaio, i potenziali candidati proposti incontreranno l’assemblea plenaria in uno o più incontri da organizzarsi e concludersi entro il 6 febbraio 2022. Nell’ambito di questi incontri i potenziali candidati si presenteranno, discuteranno di come intendono interpretare il ruolo di candidato della coalizione. Entro il 10 febbraio 2022 il tavolo di coordinamento politico si riunirà e valuterà le candidature emerse. Nel caso il tavolo politico sia in grado di esprimere, tra quelle presentate, una candidatura con largo sostegno, si porterà tale proposta in Plenaria e se ne chiederà la conferma. Nel caso non sia possibile proporre una candidatura unitaria, il tavolo proporrà una rosa ristretta di massimo 3 candidati, che verranno sottoposti alla valutazione della Plenaria. Nel caso in cui il Tavolo non sia in grado di esprimere una rosa di 3 candidati e con larga condivisione, tutti i candidati sono ammessi alla votazione della plenaria. La scelta del candidato da parte della Plenaria è considerata valida se sostenuta da almeno i 2/3 degli aventi diritto al voto alla data del voto, e dovrà concludersi entro il 18 febbraio 2022. Qualora, alla data del 19 febbraio 2022 non si giunga ad una candidatura unitaria con il necessario sostegno con il percorso descritto sopra, i due possibili candidati che hanno totalizzato il maggior numero di preferenze si confronteranno nel corso di una nuova assemblea plenaria, nel corso della quale si procederà ad una nuova votazione. Il candidato che risultasse vincente da questa seconda votazione rappresenterà il candidato di ApP alle prossime elezioni amministrative. Quest’ultimo passaggio si dovrebbe concludere entro il 28 febbraio 2022.

MOZIONE 3: NO ALLE PRIMARIE, STEFANO CUGINI CANDIDATO proposta da Toscani Giovanni [primo firmatario], Bastoni Davide, Urbinati Milvia, Chiappa Laura, Rizzitiello Michele, Vanicelli Davide, Bozzarelli Daniel, Castelnuovo Giuseppe – 1. Rigettare la proposta di elezioni primarie, non previste dalle regole vigenti di ApP. 2. Attuare all’interno di ApP un percorso di massimo due settimane, per favorire un confronto con chiunque ritenga utile unirsi al percorso di ApP [sia interno ai singoli partiti che esterno] e che accetti il ruolo centrale dell’Assemblea Plenaria, al fine di addivenire a una sintesi su un nome di candidato Sindaco che possa raccogliere un largo consenso trasversale, tale da rendere sufficientemente robusta la candidatura e così sottoporla all’Assemblea Plenaria per l’approvazione definitiva. 3. In assenza di tale alternativa di tornare a richiedere, sin da ora, a Stefano Cugini la propria disponibilità a porsi quale candidato Sindaco di ApP alle prossime elezioni amministrative 2022.

MOZIONE 4: PRIMA INCONTRIAMO IL PD, PRIMARIE MA SOLO DENTRO APP proposta da Massimo Esposito, Claudia Gnocchi, Giuseppe Carini, Vanda Campregher, Umberto Mozzarelli, Carla Castagnetti, Roberto Devoti, Marco Martinelli, Marco Vaccari, Cassius Verucchi – L’Assemblea plenaria di ApP dia mandato al Tavolo di Coordinamento Politico di costituire una delegazione che con la mediazione del Segretario del PD Silvio Bisotti, vada ad incontrare la Direzione Provinciale del PD (e in particolare le componenti interne al partito che hanno manifestato perplessità verso ApP) per rispondere entro il 31 gennaio a due specifiche questioni politiche, una di contenuto ed una di rappresentanza: se la Direzione del PD condivide o no il perimetro ed i punti strategici della bozza di programma fin qui elaborata da ApP; se è possibile arrivare a candidature unanimemente condivise, ovvero non divisive, per le cariche di Sindaco e Vice-Sindaco, in primo luogo attraverso l’identificazione di una figura alternativa esterna ai partiti (“civica”) dal profilo tale che possa trovare il gradimento unanime. Secondo noi, preferibilmente una figura di questo tipo come riconoscimento per l’impegno profuso, dovrebbe essere INTERNA ad ApP. Se non sarà possibile trovare cosi una figura rappresentativa di tutto il Centro-Sinistra, solo allora sarà necessario organizzare le Primarie di Coalizione: potranno votare a queste primarie soltanto coloro che aderiscono ad ApP REGISTRANDOSI entro una data che verrà prefissata nel momento in cui si decidesse lo svolgimento delle Primarie, in modo da evidenziarne la partecipazione personale ed avere un elenco condiviso nella Coalizione dei votanti. Ovviamente gli iscritti ai partiti che sostengono ApP dovrebbero essere i primi a registrarsi e a votare. I candidati dovranno essere di Coalizione, ovvero rappresentativi dei partiti ed aree politiche della Coalizione, al massimo uno per ogni partito o area o componente civica.

MOZIONE 5: SCIOGLIAMO APP E PER FARNE IL COMITATO DI CONTROLLO proposta da Filippo Arcelloni – Ritornare a riunire il tavolo politico per trovare un candidato sindaco, nel caso non sia possibile e vengano votate le primarie di coalizione ApP si scoglie oppure si trasforma in un comitato apartitico che ha la funzione di controllore delle proposte che il candidato sindaco vincente delle primarie della sinistra presenterà, esprimendo un proprio giudizio pubblico positivo o negativo.

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