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Bando ad hoc per medici di montagna. Guardie mediche “Spostare gli accorpamenti a valle”

Bando ad hoc per reperire medici di montagna, la riattivazione delle guardie mediche di Ottone e Ferriere per alcuni giorni a settimana, con la revisione degli accorpamenti annunciati nei giorni scorsi in Valtrebbia e Valnure, rivendendo l’organizzazione della continuità assistenzale in Comuni più vicini a Piacenza (e al suo ospedale), piuttosto che penalizzare l’alta montagna.

Sono queste le novità emerse dall’ultima seduta di conferenza socio sanitaria, dedicata in gran parte al tema delle guardie mediche in Alta Valnure e Alta Valtrebbia, che ha scatenato un vivace dibattito in questi giorni. Il direttore sanitario dell’Ausl di Piacenza, Luca Baldino, riferisce di un incontro preliminare con i sindaci dei Comuni interessati, Federico Beccia e Carlotta Oppizzi, in cui sono state trovate alcune soluzioni.

“L’accorpamento delle guardie mediche non è definitivo – ribadisce Baldino -, da parte dell’azienda non c’è nessuna volontà di rivedere la programmazione del servizio. Si tratta di una decisione che nasce dalla necessità di far fronte alla nuova ondata dei contagi. Oggi pubblicheremo un bando specifico per la montagna, per Ottone e Ferriere, per tentare, con tutti gli strumenti che la normativa ci consente, di reperire il personale che manca. Altro tema importante, prendendo spunto dalla delibera adottata dall’Unione dei Comuni della Valtrebbia, con la proposta di rivedere l’accorpamento delle guardie mediche in montagna, spostandolo verso il centro della vallata piuttosto che in alto; questo ovviamente garantendo al tempo stesso l’efficienza dei servizi sanitari e il diritto all’assistenza dei cittadini”.

“Poi io faccio una richiesta, usando anche termini forti: sospendere le ostilità almeno per le prossime due – tre settimane, perché nella situazione in cui ci troviamo è impossibile riuscire a trovare immediatamente una soluzione. Questo deve riguardare tutti i sindaci coinvolti, da parte del sindaco Paolo Negri, sulla scorta della delibera dell’Unione Valtrebbia, è arrivata poi la disponibilità al dialogo anche in Valnure”. “Stiamo lavorando anche con la dottoressa Anna Maria Andena (responsabile cure primarie dell’azienda, ndr) per organizzare dei turni nel weekend, per garantire una copertura a Ottone e Ferriere. Questa potrebbe essere una possibile via di mezzo per venire incontro alle esigenze di tutti”.

“Esprimo massima solidarietà a Ferriere e comprendo le esigenze della montagna ma la Valnure va vista nel suo complesso – le parole di Paolo Negri, primo cittadino di Bettola – calibrando il discorso e ad esempio coinvolgendo Podenzano che ha già una guardia medica e dista 10 minuti da Piacenza. Le esigenze dell’alta Valnure non riguardano solo Ferriere, ma iniziano da Bettola e Pontedellolio in su”. “Non era nostra intenzione pretendere una risposta dal giorno all’altro – commenta Carlotta Oppizzi, sindaco di Ferriere – in un momento in cui è tutto più complicato, ma ci siamo dati tempo fino al 10 di febbraio per trovare una soluzione. Poi va detto che il problema riguardante il servizio delle guardie mediche in alta Valnure era precedente all’emergenza e va risolto. Ringrazio l’azienda sanitaria, il presidente della conferenza socio sanitaria (Lucia Fontana sindaco di Castelsangiovanni, ndr) e non solo per l’attenzione prestata al nostro problema, perché ha fatto passare l’idea di quanto sia importante garantire servizi sanitari e assistenza sanitaria per chi vive in montagna e per chi vuole tornare a viverci”.

“Aspetto con fiducia la possibilità di stabilire la presenza della guardia medica a Ottone per due/tre giorni alla settimana – afferma il sindaco Federico Beccia – io ci tengo davvero e ringrazio l’azienda. Comprendiamo la difficoltà, però anche i nostri valligiani hanno diritto ad avere una assistenza continuativa”. “Mi fa piacere che ci sia stato questo incontro, con la definizione di questa intesa – sottolinea il primo cittadino di Bobbio, Roberto Pasquali -. Noi sindaci montanari puntiamo molto a far restare i servizi nelle nostre montagne. Per questo abbiamo chiesto di spostare la guardia medica a Ottone, è uno dei territori più vasti. A Bobbio abbiamo un pronto soccorso ancora attivo e quindi penso che questa sia la soluzione migliore. Adesso è il momento, per i sindaci, di usare la testa: bene quindi la proposta di Paolo Negri, perché le valli sono estese. I Comuni più vicini alla città capoluogo possono essere assistiti da altri servizi e non dalla guardia medica. Noi vogliamo esssere d’aiuto ai nostri cittadini”.

Si dice soddisfatta anche la presidente della conferenza socio sanitaria Lucia Fontana. “E’ una soluzione tampone, che ha l’obiettivo di tranquillizzare e rasserenare i cittadini, dettata dal buon senso, dimostrato dalle persone che si stanno occupando della sanità piacentina in un momento difficile. Quando c’è unanimità di intenti si trovano soluzioni. La montagna è un punto di riferimento e un territorio fragile, che va preservato. I Comuni che gravitano attorno alla città hanno altre scelte per garantire l’assistenza sanitaria ai cittadini”.

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