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“Bene l’appello all’unità, ma ApP deve evolversi: sciogliere nodi su candidato e programma”

“Bene l’appello all’unità, ma ApP deve evolversi: scelta del candidato non è l’unico problema, ci sono ancora nodi politici da sciogliere, per poi aprire questo percorso alla città”. Per il segretario del Pd Silvio Bisotti sono questi i tre temi da affrontare per poter proseguire nel percorso di Alternativa per Piacenza. “Vogliamo far capire ai piacentini cosa è accaduto in queste settimane nel centrosinistra” spiega Bisotti nel tirare le fila insieme a Caterina Pagani, Piera Reboli, Paolo Cammi e Samuele Raggi e Francesco Perini.

“Abbiamo tentato di mettere un campo un’alternativa al governo di centrodestra della città, e questo è ancora il nostro obiettivo. Nelle ultime settimane in molti ci hanno chiesto chiarimenti, racconta, in riferimento alla spaccatura emersa con i membri fondatori di ApP. “L’appello all’unità per noi è fondamentale, anche se abbiamo assistito a polemiche anche ingenerose su cui non vogliamo entrare nel merito. Noi siamo disponibili ad incontrare i membri originari di ApP, per spiegare in maniera chiara le ragioni della nostra proposta. Il dato è molto chiaro però: siamo davanti a differenze non solo sulle modalità di scelta della candidatura, ma anche a diversità su alcuni nodi politici evidentemente più complessi da risolvere (ospedale, piazza Cittadella, Terrepadane, solo per citarne alcuni, ndr). Pensavamo di averli superati, ma ci sono ancora. Noi non dichiariamo guerra a nessuno, ma alle condizioni attuali ApP va rimodulata, si deve evolvere in altre modalità. Prima di tutto ci deve essere un adeguato riconoscimento delle diversità delle forze che la compongono, perché con questa modalità di partecipazione dal basso è venuta meno la rappresentatività delle forze politiche che ne fanno parte, va fatta chiarezza sui dossier programmatici più complessi per trovare un momento di sintesi più alto, la terza questione è che ApP deve aprirsi ad un confronto con la città. Sono i tre aspetti che vanno migliorati ad ogni livello. Siamo disponibili a parlarne in plenaria (l’assemblea si riunirà il 3 febbraio, ndr) senza preclusioni nei confronti di nessuno, ma non siamo intenzionati a perdere ulteriore tempo”. La deadline per l’individuazione di una candidatura unitaria è stata fissata per la fine di febbraio, “altrimenti primarie” – conclude Bisotti.

“L’assemblea plenaria di ApP ha fatto questo appello all’unità che non è caduto nel vuoto – interviene Caterina Pagani, ex coordinatrice dell’assemblea -. Il nostro auspicio è che facendo chiarezza rispetto alle proprie posizione, sia possibile il riavvicinamento e la convergenza fino a dove sarà possibile”. “L’assemblea plenaria negli ultimi due-tre incontri ha sempre espresso la volontà di continuare il lavoro, i dimissionari dal tavolo politico hanno espresso una posizione forte – continua Samuele Raggi (Piacenza del Futuro) – e nonostante questo è stata ribadita la volontà di continuare il percorso. Condivido la centralità dei soggetti che hanno portato avanti fino ad oggi, il lavoro programmatico fatto fino ad adesso non deve essere disperso. Però un’evoluzione di questo percorso è assolutamente necessaria, sempre all’insegna dell’unità. Io non sono iscritto al Pd, ma ritengo che non sia corretto dire che al tavolo politico c’è stato chi ha giocato sporco. Questo vuol dire delegittimare tutti i rappresentanti. Ognuno, pur con idee diverse, ha invece cercato di dare il suo contributo. Rispetto a Stefano Cugini, che è mio collega in consiglio, un amico di cui ho grande stima e sicuramente un valido candidato, dire però che il tavolo politico fosse favorevole in modo unanime o almeno in gran parte alla sua candidatura, è vedere la realtà in modo parziale. Dire che Stefano fosse “il candidato naturale” di ApP è offensivo rispetto al percorso democratico da noi intrapreso, che doveva portare a una scelta condivisa del candidato sindaco”.

Piera Reboli, rappresentante di Er Coraggiosa, ex coordinatrice Gruppo Sanità e Welfare ApP, sottolinea “l’importanza di tutto il percorso di ApP, davanti a differenze culturali, di storia personale, è stato fatto un grande sforzo del confronto, ad esempio per quanto riguarda i servizi di cui la città avrebbe bisogno. Penso che questo sforzo culturale collettivo non sia stato perso, anche se lo strappo, improvviso, è stato mal digerito da me e anche da molti altri. In noi è emerso un profondo senso di sgomento e la volontà di non disperdere quanto fatto, per la potenzialità del lavoro compiuto. In questa logica si è deciso di fare un passo indietro e concludere il percorso del tavolo politico, perché una parte è uscita e non possiamo più sentirci tenutari di tutto il percorso. Ma era tanta la volontà di proseguire comunque, che è stata subito rilanciata l’assemblea plenaria di ApP del 3 febbraio per non disperdere questa esperienza”.

“Il nostro sguardo è rivolto alla competizione elettorale, noi vogliamo cercare di vincere queste elezioni. Dobbiamo ritroviarci per discutere e sciogliere i nodi politici che ci sono, al di là delle candidature – continua Paolo Cammi (Mdp-Art.1) -. Ora ridefiniamo le regole, in maniera rapida, e vediamo se è possibile se ripartire, ma con un’altra marcia”. Francesco Perini, ex tesoriere di ApP ribadisce che la conferenza stampa è stata indetta come risposta a “questo desiderio di unità che è stato espresso, così come è arrivata la richiesta di tanti cittadini di essere coinvolti e partecipare al nostro percorso”.

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