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Dieci anni di Ponte Paladini, Calza (sindaco Gragnano) “Una delle opere più importanti per il territorio”

L’intervento del sindaco di Gragnano Patrizia Calza sui 10 anni dall’apertura di Ponte Paladini

Il 30 dicembre scorso ricorreva un decennale importante: l’apertura al traffico del nuovo Ponte sul Trebbia, poi chiamato Ponte Paladini, con il tratto di Tangenziale Sud- Ovest di Piacenza, dal capoluogo alla località Sordello nel Comune di Gragnano Trebbiense. Un’opera che ebbe una lunga gestazione, praticamente dal 2001 quando, con il trasferimento delle strade ex statali alle Regioni e da queste alle Province, quella di Piacenza chiese e ottenne dalla Regione di inserire l’intervento nella sua programmazione: Bologna si assumeva così l’impegno di finanziare l’opera qualora questa fosse diventata cantierabile. Seguirono le varie fasi progettuali, le procedure legate alla Valutazione d’impatto Ambientale particolarmente complesse anche per la presenza del fantomatico Occhione, la gara e infine l’inizio lavori il 9 febbraio 2009.

Mi piace farne memoria sia perché si tratta di un’opera a cui sono particolarmente legata avendo partecipato a tutte le citate fasi ma soprattutto per le seguenti ragioni. Questa, il ponte e il tratto di tangenziale con adiacente ciclabile, rimane una delle opere più importanti realizzate nel nostro territorio Piacentino. Soprattutto un’opera che ha cambiato davvero in maniera sensibilmente positiva la qualità di vita dei cittadini e ha contribuito ad una maggiore competitività del territorio Piacentino. Ricordava qualche giorno fa l’Ing. Andrea Reggi, che ebbe parte nella sua realizzazione, che “il ponte è percorso, giornalmente, da una media di 8.187 veicoli e nei dieci anni trascorsi sono stati 29.882.550 quelli che vi hanno transitato”. Si stima che il minor tempo impiegato nel percorso lungo il nuovo ponte per raggiungere Piacenza sia mediamente di 6 minuti, ma chi lo utilizza abitualmente, soprattutto per lavoro, sa bene che i vantaggi sono ben maggiori.

In effetti le opere strategiche sono così definite perché cambiano l’orizzonte di un territorio e il futuro della vita delle persone che vi abitano. Colgo lo scoccare dei dieci anni come l’occasione per ricordare, anche se forse è superfluo, che sarebbe davvero necessario portare finalmente a termine il cerchio proseguendo la tangenziale fino alla via Emilia o addirittura all’autostrada. In considerazione del fatto che le risorse del PNRR non sono disponibili, poiché per volontà dell’Europa, ne restano escluse le opere viabilistiche, non resta che percorrere la soluzione più volte avanzata da politici e amministratori di diverse Istituzioni ovvero quella del coinvolgimento della concessionaria autostradale. Un ottimo impegno per il nuovo anno che sta per iniziare.

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