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La ricercatrice Biancamaria Senizza affronta la sfida della nutrizione sostenibile per la Fondazione Danone

Come favorire la sostenibilità e l’innovazione nell’agroalimentare e in che modo guidare i consumatori verso scelte consapevoli? È questo il focus della ricerca condotta da Biancamaria Senizza, classe 1994, laureata all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e dottoranda allo ZALF-Muncheberg di Berlino. La ricercatrice è stata selezionata, insieme ad altri tre giovani talenti, fra le migliori Università italiane da Fondazione Istituto Danone per approfondire e analizzare, con lo sguardo rivolto al futuro, i quattro ambiti della sostenibilità – nutrizione e salute, economia, società e ambiente – e sottoporre ai decisori politici delle istanze concrete per tutelare la salute delle persone e il benessere del Pianeta.

Insieme agli altri 3 colleghi, ha presentato i risultati della sua ricerca, in occasione dei 30 anni di attività di Fondazione Istituto Danone, ad esperti del mondo scientifico ed accademico, Istituzioni ed associazioni del terzo settore, con il coordinamento della Professoressa Ludovica Principato, Docente di Marketing all’Università Roma Tre. Per la giovane ricercatrice piacentina, le innovazioni orientate alla sostenibilità nel settore agroalimentare dovrebbero prevedere tecniche relative all’ottimizzazione delle pratiche agricole e di allevamento, di gestione e comunicazione, di distribuzione e vendita al dettaglio; l’innovazione dovrebbe perseguire inoltre strategie generali rivolte ai consumatori, attraverso la promozione di stili alimentari sostenibili, e ai decisori politici a sostegno di iniziative pubblico-private.

Di conseguenza, gli obiettivi per creare filiere alimentari sostenibili, garantire la sicurezza alimentare ed elevati standard di qualità, e preservare l’accessibilità economica del cibo e della salute pubblica richiedono un approccio integrato e una mentalità cooperativa, tenendo conto dei ruoli cruciali svolti da consumatori, decisori politici e ricercatori, insieme ai privati. La conoscenza è un driver fondamentale dell’innovazione di sistema: informazioni più chiare possono aiutare i consumatori a riflettere sulle conseguenze delle loro scelte e gli spazi di discussione possono ampliare il consenso sociale e migliorare l’efficacia. Una migliore educazione, inoltre, può favorire la consapevolezza dei legami tra alimentazione, salute e ambiente. Per Senizza il coinvolgimento di università e centri di ricerca può infatti agevolare lo scambio di conoscenze e tecnologie, portando innovazione anche tramite la digitalizzazione in agricoltura.

Le metriche innovative, infine, possono aiutare i responsabili politici a stabilire gli interventi alimentari verso obiettivi definiti e aiutare i produttori e i distributori a valutare le prestazioni di sostenibilità dei loro modelli organizzativi e strategie di approvvigionamento, consumo e produzione sostenibili.

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