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“La salma di Pierluigi Farnese rimase quasi un anno in Santa Maria di Campagna”

Nota stampa Banca di Piacenza

Si può dire accertato il luogo della Basilica di Santa Maria di Campagna a Piacenza come quello nel quale la salma di Pierluigi Farnese rimase per quasi un anno, prima di essere trasportata via Po all’isola Bisentina. Il duca, com’è noto, era stato ucciso fra le 12 e le 14 di sabato 10 settembre 1547 da congiurati in intelligenza con l’imperatore Carlo V, che da sempre rivendicava il nostro territorio (da 35 anni, invece, incorporato nello Stato della Chiesa e da 2 infeudato da Paolo III al figlio che aveva avuto quando non aveva ancora prestato i voti maggiori).

La salma del duca venne dunque gettata, in un primo tempo (due ore circa dopo la morte), nel fossato del castello visconteo di Piazza Cittadella (per dimostrarne appunto la morte) e da lì poi recuperata per essere portata – lo stesso giorno – nella chiesa di San Fermo, in via Cittadella. Lì rimase due giorni e martedì 13 (giunto a Piacenza, il giorno prima, Ferrante Gonzaga, Governatore imperiale di Milano) venne per ordine di quest’ultimo trasferita in Santa Maria di Campagna. Ma dove fu sistemato il cadavere, in che parte del tempio ormai diventato chiesa palatina? In sagrestia, si diceva, dove era una volta il cimitero dei frati. Il 31 dicembre 2020 una delegazione della Direzione della Banca di Piacenza (con il direttore generale Antoniazzi, il condirettore Coppelli e il vicedirettore Boselli), accompagnata da fra’ Franco, vi ha fatto un sopralluogo, accedendo da una scala di una stanza attigua. E nonostante gli apparati tecnologici che vi sono stati sistemati nel secolo scorso, è parso confermato (e maggiormente dettagliato) quanto sempre si è detto e saputo.

Oggi (domenica 2 gennaio 2021) alle 11, nella tradizionale ricorrenza del ritrovamento del Pozzo dei martiri, dopo la messa solenne si darà anche conto dell’esito delle ricerche (in atto da più tempo, e che continuano) relative al cimitero paleocristiano che si trova sotto la Basilica. Gli organizzatori pensano di poter aprire qualche parte del cimitero ipogeo in occasione dell’inizio delle celebrazioni per i 500 anni dalla posa della prima pietra di Santa Maria di Campagna, che si terrà con una funzione religiosa e una mostra di incunaboli il prossimo 3 aprile.

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