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Terapie intensive al 15% e ricoveri al 25,5%, Emilia Romagna in “zona gialla” da lunedì

Terapie intensive al 15,7% e reparti ordinari saturi al 25,5%: sono questi i due parametri decisivi che porteranno da lunedì prossimo l’Emilia Romagna – e Piacenza – in zona gialla.

Lo ha anticipato l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, durante l’incontro con la stampa per fare il punto della situazione rispetto all’andamento della pandemia. “Siamo davanti a un incidenza di contagi mai vista – ha detto Donini -, che si accompagna però a una situazione ancora sotto controllo per quanto riguarda le ospedalizzazioni, con rapporto tra contagiati e ricoveri pari all’1,5%. Le percentuali raggiunte, sia per quanto riguarda le terapie intensive sia per i ricoveri nei reparti covid da parte di persone positive, pongono la nostra Regione in zona gialla”.

Nella giornata di oggi verranno comunicati altri 17.119 contagi, con 140 ricoveri in terapia intensiva. Di questi, il 75% riguarda persone non vaccinate. Sul fronte dei reparti covid, invece, i ricoverati sono 1848 ricoverati su 9001 posti disponibili, con un’occupazione al 25,5%. Rispetto ai contagi, al 70% si tratta di variante Omicron: un paio di settimane fa la percentuale era al 7%, ricorda Donini. Difficile ancora valutare l’impatto clinico di questa variante, considera l’assessore, rispetto anche alla copertura del vaccino. “L’aspetto sul quale bisogna concentrarsi – è il commento del microbiologo Vittorio Sambri, presente alla conferenza stampa di Donini – è che la patologia covid in chi è vaccinato si manifesta in maniera diversa, più lieve, rispetto a chi invece non lo è”.

Il cambio colore della nostra Regione, che sarà ufficializzato in giornata dalla Cabina di regia dopo l’esame del consueto monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità (Iss), si associa a quello di altre tre Regioni – Abruzzo, Toscana e Val d’Aosta – che si vanno così ad unire alle altre 11 già attualmente in giallo, ossia Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria (la più vicina all’arancione), Lombardia, Marche, PA Bolzano, PA Trento, Piemonte, Sicilia e Veneto. Rimangono in bianco Molise, Puglia, Sardegna, Basilicata, Umbria e Campania. L’ormai quasi certo passaggio in zona gialla è conseguenza dell’esplosione dei casi di covid – solo nella nostra provincia nell’ultima settimana sono stati registrati 2291 nuovi positivi con una crescita del 177,7% rispetto all’ultima rilevazione -, ma soprattutto dell’incremento dei ricoveri (è stata “sforata” la soglia critica del 10% in terapia intensiva e del 15% di ricoveri ordinari).

A livello di misure e restrizioni in realtà poco cambia: anche in zona bianca è stato infatti introdotto l’obbligo di mascherina all’aperto e gli ambiti di utilizzo di green pass e super green pass sono i medesimi. Diversamente sarebbe in zona arancione o rossa. Nel primo caso, infatti, è previsto che le attività restino tutte aperte (anche i ristoranti, dove le regole in vigore finora prevedevano solo la consegna a domicilio o l’asporto), ma accessibili solo con il super green pass. Il certificato “rafforzato” potrà essere utilizzato anche per spostarsi liberamente al di fuori del proprio comune di residenza o della propria regione, mentre il green pass “base” non sarà utilizzabile per questo scopo, a meno che non si abbiano motivi di lavoro, necessità, urgenza. Nelle regioni in zona rossa, invece, chiuderanno tutte le attività, tranne quelle essenziali, e non ci saranno differenze tra i green pass. Nessuno potrà uscire dal comune di residenza, tranne che per comprovati motivi di lavoro, necessità o urgenza.

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