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Le Rubriche di PiacenzaSera - Le Recensioni CJ

Mahmood e Blanco trionfano a Sanremo, il pagellone del Festival

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E’ andata agli archivi l’edizione 2022 del Festival di Sanremo: a trionfare Mahmood e Blanco con “Brividi”, davanti a Elisa e Gianni Morandi. Ecco il pagellone del festival, scritto per noi da Giovanni Battista Menzani

ANA MENA 3
(“La cosa più bella della canzone di Ana Mena è a che ana certa finisce”, cit @gippu1). La stampa aveva parlato di un crossover tra latino e melodico napoletano, e noi ci eravamo preoccupati. Facevamo bene. E poi, la citazione dell’ennesimo cocktail, stavolta è il turno del Cuba Libre. Una moratoria sui cocktail nei testi delle canzoni come la vedreste?

TANANAI 3
“L’intonazione è occasionale come il sesso della canzone”, è stato scritto. D’accordo. Giovedì sera sale sul palco al termine dello show di Cremonini, ed è stato come tornare dalle vacanze e trovare una multa o le bollette nella cassetta delle lettere. (È anche sfigato, canta sempre alle tre del mattino).

IVA ZANICCHI 4
Motivata e in palla, ma la canzone è una copia della copia della copia ecc.

AKA 7EVEN 4.5
Fa un gran casino ed esalta la sua claque in galleria. Per lui, esserci è già una grande vittoria.

GIUSI FERRERI 4.5
Ci ricordiamo solo l’incipit con il megafono.

NOEMI 5
Aveva una canzone difficile, scritta per lei da Mahmood. Materiale non semplice da maneggiare. E infatti lei ci capisce poco, figuriamoci noi da casa.

FABRIZIO MORO 5
Sul web lo accusano di aver plagiato una canzone della Mannoia e noi ci siamo sentiti spiazzati, eravamo infatti certi che avesse plagiato una canzone di Fabrizio Moro.

LE VIBRAZIONI 5
Un punto in più perché omaggiano McCartney (con Peppe Vessicchio). Oppure lo oltraggiano? Per di più, Sarcina delude i tanti – tra i quali il sottoscritto – che avevano puntato su di lui per il Fantasanremo, presentandosi sul palco lucido e (quasi) sobrio.

HIGHSNOB & HU 5.5
La prima serata ci erano sembrati tra i meno peggio, ma probabilmente era perché avevano una melodia più orecchiabile. Ascolto dopo ascolto, la sensazione sbiadisce. (Mezzo punto in meno per il sospetto che Hu si ispiri un po’ troppo a Madame).

RKOMI 5.5
L’attacco è “Personal Jesus”, anzi no, è “Master and servant”… ma è poco più di una citazione: non mantiene le promesse. Nella serata cover punta su deltoidi e pettorali, ma sceglie le canzoni più brutte di Vasco Rossi, interpretandole con la gioia e l’entusiasmo di un condannato a morte.

DITONELLAPIAGA & RETTORE 6–
C’è davvero chimica tra le due, questo va detto, e si divertono molto. Ma quel “chi chi chi” – che ricorda un po’ Zucchero – al terzo ascolto è già stucchevole.

EMMA 6-
“Ogni volta è così” è un pezzo che dimenticheremo presto, ma che bello l’arrangiamento, anche merito dell’amica Francesca Michielin con la quale duetta scegliendo Britney Spears (all’insegna del pink power): energiche ma un po’ sopra le righe (meglio la Michielin).

MASSIMO RANIERI 6
Un voto alla professionalità e alla sua storia. Un gran signore. E poi, l’omaggio (un po’ urlato, a dire la verità) a Pino Daniele e ad Anna Magnani.

MATTEO ROMANO 6
Altro esemplare di ragazzo/ino triste e delicato: ma dove li vanno a prendere tutti questi uomini teneri, dolci e gentili? #Sanremo2022 è una sconfitta (salutare, molto salutare) per il cosiddetto mascio alfa. Canzone così così; insomma, c’è di peggio. Al cospetto di Elton John, lo affianca un’elegantissima Malika.

MICHELE BRAVI 6
All’esordio ci ha soprattutto ricordato Edward Mani di Forbice e non siamo riusciti a concentrarci. Rivisto, ci ha colpito per dolcezza e umanità, e anche il testo è tra i meno peggio: “Insegnami come si fa/A non aspettarsi niente a parte quello che si ha/A bastarsi sempre/Uscire quando piove e poi entrare dentro un cinema/Anche se siamo solo noi/Anche se il film è già a metà”. Osannato da Morgan, da altri viene invece accusato di essere troppo teatrale, ma lui è così; certo, si arrampica con grande fatica su Battisti.

SANGIOVANNI 6.5
Le sue “Farfalle” volano leggere e innocue, durano lo spazio di una sola stagione. SanGiovanni (che beffa se finisse Sesto, dicono su Twitter) porta tuttavia sul palco di Sanremo 2022 una canzone immortale, tra le più belle di sempre qui da noi nella penisola: “A muso duro” di Pierangelo Bertoli. Con la Mannoia, per di più.

YUMAN 6.5
Yuri Santos Tavares Carloia ha una bella voce e il pezzo ha una raffinata atmosfera soul. Underrated.

IRAMA 7
Il ragazzo si presenta sul palco con una specie di tovaglia di pizzo, e tutti abbiamo pensato che era meglio se restava nella sua stanza d’albergo, come l’anno passato. Canzone classica, ben scritta, interpretazione magniloquente e barocca: perfetta per un film Disney. E non gli manca il coraggio: chiama per il duetto un Grignani in stile Johnny Depp che non si ricorda le parole della canzone (che è sua) e chi si butta sulla platea alla ricerca di calore umano. Una nota sul pubblico, in passato fatto di cartonati e mezzibusti impolverati: si diverte e partecipa, anche questa è una piccola rivoluzione.

DARGEN D’AMICO 7
“Fottitene e balla” centra immediatamente il risultato, è proprio impossibile togliersela dalla testa. Certo, è tanto tanto tamarro: perfetto per un capodanno a Mosca.

ACHILLE LAURO 7.5
“Rolls royce” è dietro l’angolo, lui è sempre al limite della ripetizione; tuttavia “Domenica” con più ascolti funziona. E poi, Achille fa sempre incazzare tutti, e questo un po’ ci piace: si veda la polemica con l’Osservatore Romano che scomoda David Bowie, come se il Duca Bianco non ne avesse combinata una più di Bertoldo. Venerdì sera si fa da parte, lasciando la ribalta alla Bertè: galantuomo (e furbo).

GIANNI MORANDI 8
L’ottimismo è il sale della vita, diceva quel tale. “Apri tutte le porte, lascia entrare il sole…”, insomma un raggio di luce dopo un periodo di buio. Azzeccato. Bravo lui, immarcescibile, e bravo Jovanotti, che ha scritto il pezzo e che lo affianca nella serata cover in un medley travolgente; alla fine quei due sono diversi e uguali: due ragazzi fortunati che pensano positivo.

GIOVANNI TRUPPI 8
Il suo è un pezzo ostico e complicato, serviranno più ascolti ma crescerà sempre più. Lui pare un alieno: un alieno in canottiera da muratore. Sceglie Capossela e Mauro Pagani per una struggente cover da De André: “Anche se noi ci crediamo assolti/siamo per sempre coinvolti”.

LA RAPPRESENTANTE DI LISTA 8
Ci piace quasi tutto di loro e della loro idea di fine del mondo: soprattutto quella linea di basso così funky. “Ciao ciao” è già in heavy rotation sulle radio e sulle piattaforme online, con quel ritornello irresistibile da babydance nei campeggi estivi, omaggiato da mille meme e da Paolo Sorrentino. Nella serata cover si divertono con Cosmo, Ginevra e Margherita Vicario in una versione elettronica di “Be my baby” delle Ronettes.

ELISA 9 – MAHMOOD & BLANCO 10
Be’, loro giocano proprio un altro campionato. Classe ed eleganza, talento e sensibilità, emergono come due gemme splendenti in una tendenza generale allo svacco (con punte di trash). Elisa osa meno di una volta, forse è vero, non sarà la nostra Bjork, ma non sbaglia mai una canzone. Mahmood & Blanco sono assolutamente perfetti, danno i brividi con un’interpretazione intensa ed emozionante: vittoria inevitabile e ineccepibile, hanno già la testa all’Eurovision da giocarsi in casa…

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