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Next Normal: una prossima normalità è possibile?

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NEXT NORMAL, termine, coniato da McKinsey & Company, che sta ad indicare la realtà che si andrà a delineare nel periodo post pandemico, ovvero la “prossima normalità”. In realtà l’attuale crisi sociale ed economica che stiamo vivendo non è causata soltanto dalle restrizioni sociali e dalle temporanee chiusure di molte attività, soprattutto quelle commerciali, che hanno di fatto determinato una crisi economica che non ha eguali nella recente storia della società moderna.

Se analizziamo le attuali condizioni in cui stanno vivendo le società dei Paesi a capitalismo avanzato, non parliamo poi di quelle dei Paesi più poveri, che forse a pensarci bene risentono meno dell’attuale situazione, ci troviamo in un particolare periodo storico in cui necessitiamo di “significativi” cambiamenti, causati soprattutto dalla trasformazione digitale, dalla crisi climatica, dalla difficoltà di gestione degli ingenti flussi migratori (che condizionano governi e società civili) e da governi “spesso” non propriamente adeguati a gestire le crescenti e nuove esigenze di imprese e cittadini.

Occorre di fatto un cambiamento (c’è chi usa il termine evoluzione) che possa conciliare sostenibilità ambientale, economia e società. Due le parole chiave: agilità e resilienza. NEXT NORMAL è esattamente questo: la necessità di prevedere un futuro nel quale siano ridefiniti i termini di utilizzo delle risorse e di benessere di lavoratori e cittadini. Un futuro dove ogni individuo non può, e non deve, essere lasciato solo. Un futuro dove è necessario rivedere le regole della convivenza civile, e dove, in caso di emergenze come quella che stiamo vivendo, siano chiare le modalità di approccio al problema e siano chiari i comportamenti (leggasi regole) da tenere e da fare rispettare. Non a livello nazionale, ma almeno a livello europeo.

Qualcuno si domanda: perché allora non chiamarla NEW NORMAL, “nuova normalità”? “Il NEW NORMAL esprime un’idea di stabilizzazione che è lungi dall’essere raggiunta”, afferma Zabeen Hirji, executive advisor per ‘‘Future of Work’’ di Deloitte Canada, in un articolo apparso su Forbes, che continua “oggi ha più senso parlare di NEXT NORMAL, ovvero una prossima normalità che deve essere costruita e che sarà in continuo mutamento”.

Quando è nato il problema – Dagli anni ’80 in poi, i Paesi più ricchi, hanno portato avanti un sistema di “valori” (tra virgolette per evidenziare il fatto che di veri valori non si tratta) incentrato sostanzialmente su tre principi: individualismo, ricchezza (ad ogni costo) e spregiudicatezza. Nel periodo in cui negli Stati Uniti Ronald Reagan era Presidente (dal 1981 al 1989), per delineare in modo chiaro ed inequivocabile quali erano i “valori” su cui si ispirava il modello americano, era stata coniata un’espressione: edonismo reaganiano. Dopo quarant’anni, purtroppo, siamo ancora fermi li. Una società di individui egoriferiti e narcisisti dove le due parole chiave non sono agilità e resilienza, ma esattamente i loro contrari: lentezza e fragilità. Le imprese, di ogni settore e dimensione, faticano a trovare personale. Con una tasso di disoccupazione del 9% sembrerebbe una grande ed inspiegabile contraddizione. D’altronde se le imprese vanno sempre più ricercando collaboratori che siano disponibili, flessibili e responsabili, con una società che sembra invece non corrispondere a questi tre semplici requisiti, è un incontro impossibile da realizzare.

Quale futuro per la nostra società – Le imprese necessitano di nuovi modelli organizzativi, più flessibili, con nuove modalità di lavoro: mobile e agile. Andrea Veltri, Deputy Ceo di BNP Paribas Cardif afferma: “cerchiamo talenti capaci di interpretare il Next Normal, ovvero si cercano idee, progetti, soluzioni in grado di innovare il settore dei servizi assicurativi nel post pandemia”. McKinsey immagina un futuro, non molto lontano per la verità, dove il benessere delle persone deve essere connesso e personalizzato, dove il settore della sanità deve rivedere il rapporto con i pazienti, dove gli spazi abitativi e del lavoro devono essere incentrati sulle persone, dove le imprese devono puntare al rafforzamento delle competenze con ruoli e mansioni flessibili ed in continuo mutamento, dove le imprese di produzione di prodotti di consumo devono puntare a marchi sostenibili e modelli di business circolari come ad esempio le bottiglie intelligenti e le scatole commestibili.

Tutto molto bello. Ma è possibile realizzare tutto questo? Qualcuno ci sta provando. Se ne parla il 22 febbraio dalle 9.30 alle 11.30 all’evento organizzato da ART-ER, dal titolo “2022: OBIETTIVO NEXT NORMAL – Persone, strumenti, tecnologie”. Tre imprenditori, Francesco Mondora, CEO della software house “Mondora”, Laura Rocchitelli, CEO di ROLD srl e Jacopo Moschini, Presidente dei giovani imprenditori di Confindustria Lombardia, parleranno delle loro esperienze nell’ottica dei principi del NEXT NORMAL. Per maggiori informazioni: https://first.art-er.it/_unipr_/viewNews/53833/covid-19-evento-di-art-er-2022-obiettivo-next-normal-.

Andrea Lodi (economix@piacenzasera.it)

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