Le Rubriche di PiacenzaSera - A spasso tra i viticoltori piacentini

“A spasso tra i viticoltori piacentini”, tappa a Cassano da Il Maiolo foto

Dalla collaborazione tra PiacenzaSera e Fisar Piacenza, associazione di sommelier, nasce la rubrica settimanale “A spasso tra i viticoltori piacentini”. Un gruppo affiatato di sommelier vi accompagnerà, ogni settimana, in un viaggio itinerante attraverso i vigneti delle quattro incantevoli vallate piacentine, alla scoperta e alla riscoperta di tante meravigliose realtà vitivinicole della nostra terra.

C’è chi ha il dono dell’attesa, chi predilige le viti alla scienza giuridica e chi sa cogliere l’attimo per sognare il futuro. E’ colui che ci apre le porte della sua tenuta, Il Maiolo a Cassano di Pontedellolio, incastonata nella Val Nure che erge su terreni bianchi e ricchi di arenaria, dove esistono ancora cave da cui vengono estratti i sassi. Avvocato, ma già all’Università Francesco Torre decide di ristrutturare il bene di famiglia. Correva l’anno ’96, quando la mamma lo stimola e lo sprona ad intraprendere questo viaggio. Fu così che l’amore tra madre e figlio diede vita a 14 h vitati a Barbera, Croatina, Merlot e Cabernet; e ancora Ortrugo, Malvasia, Trebbiano e Marsanne. La filosofia del carpe diem la scoviamo in ciascuna delle 30mila bottiglie, che nascono da vigne trattate a rame e zolfo. Francesco ci incanta quando ci rivela la sua dedizione nel creare vini naturali: uve sane, impiego esclusivo di lieviti indigeni senza alcun stimolatore di fermentazione e lustro in cantina.

Aspetta la fine della fermentazione naturale, diversamente il vino sarebbe vulnerabile ed è così che ci presenta la sua maestria, qualificata per prima a Piacenza nel ‘96 come ‘bio’ ed eretta su fattori di rischio. In questo si identifica ed ammette che non avrebbe mai creduto che l’anima del produttore potesse trasparire nel vino prodotto a modo suo. Intuiamo che ha ragione quando a tavola ci serve i suoi vini, promesse di pregio che ogni volta richiedono il tempo di compiersi. Cabernet e Merlot al 70 e 80% i vitigni che compongono la famiglia IGT Emilia 2009; uno scenario da oro nero, con ampie tipicità varietali che procacciano sfumature di sottobosco, solido e vellutato allo stesso tempo.

Elena, ospitale compagna di vita, ci raggiunge a tavola con un delizioso piatto macedone a base di fagioli e salsiccia che crea una perfetta congiunzione con IGT Emilia 2007 che si leva da Barbera, Bonarda, Merlot e Cabernet, si consacra come anno dell’esperimento e rappresenta il tassello di una storia, perché ogni annata è diversa. Un vino quest’ultimo di cui ne apprezziamo l’imponente presenza del frutto, la fitta persistenza ed un’eleganza che trapela una straordinaria longevità Ci svela il suo vino preferito: Giacomo Conterno annata ’83, identifica quello piacentino ne “La Stoppa” del’ 95 e adora il risotto alla milanese ben fatto.

“Uno stronzo non potrà mai produrre un vino con un’anima autentica”: grazie Francesco, ora questa concezione appartiene pure a noi.

Alessandra Molinari e Lara Basso sommelier Fisar
Azienda Agricola Il Maiolo, Via Maiolo di Cassano,1 Ponte dell’Olio (PC)
www.ilmaiolo.it

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