“A Piacenza servono 7mila lavoratori. Ma le aziende temono di non riuscire a trovarli”

Attese oltre 7mila nuove assunzioni a Piacenza, ma le aziende temono di non riuscire a soddisfare le proprie necessità, anche in quota consistente, pari al 40%.

E’ un dato emerso durante i lavori della Giornata dell’Economia piacentina, tenutasi al Palabancaeventi il 25 maggio. “Secondo l’indagine Excelsior, eseguita interpellando le imprese, sono attese 7010 nuove assunzioni, nel periodo compreso tra maggio e luglio – ha detto Guido Caselli, direttore Centro Studi Unioncamere Emilia Romagna -, ma circa il 40% teme di non riuscire a reperire le figure professionali di cui ha bisogno”.

Quali saranno i profili maggiormente richiesti? Addetti nel settore delle costruzioni e della logistica, cuochi e camerieri, facchini e corrieri, operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche. Personale non di alta professionalità, che sarà comunque di difficile reperimento. Le motivazioni, secondo Caselli, sono diverse. E ad incidere, anche in questo caso, è stato il covid che, in alcuni casi, fatto apprezzare anche la possibilità di vivere la propria vita con ritmi meno frenetici. “Con il primo lockdown, molti cuochi e camerieri hanno trovato una nuova occupazione, ad esempio nell’agricoltura. Una volta terminata l’emergenza – spiega il direttore di UnionCamere – e ripresa l’attività di ristorazione, hanno preferito non tornare al vecchio lavoro, perchè la nuova occupazione è, magari in termini di orari più soddisfacente. Pesa anche l’aspetto retributivo, per una professione che richiede turni serali e festivi, anche se ovviamente non voglio generalizzare. C’è poi, anche, una minore disponibilità da parte dei giovani di scegliere un lavoro che li impegni anche alla sera. Infine, c’è anche il tema del reddito di cittadinanza. Quindi a determinare questa situazione non c’è una motivazione unica, ma un insieme di fattori”.

“Le figure al momento richieste hanno una bassa specializzazione, e non è previsto un livello formativo elevato. Ma anche qui – osserva Caselli – le cose stanno cambiando. In azienda non si tratterà più solo di sostituire chi va in pensione, quando il prevedere figure nuove, con mansioni innovative per quanto riguarda il digitale, il green e la sostenibilità“.

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