“Assessorato alla sanità? Barbieri sbagliò nel 2020 a non chiedere la zona rossa per Piacenza”

“La sindaca Barbieri ha annunciato di voler istituire un assessorato alla sanità. A cosa serva un assessorato comunale alla sanità ovvero quali funzioni e che poteri possa svolgere un tale assessore resta un mistero” scrive Michele Giardino de La Buona Destra Piacenza, candidato alle elezioni comunali coi Liberali Piacentini Terzo Polo per Corrado Sforza Fogliani sindaco.

“Per legge, il sindaco è il primo ufficiale sanitario della città. A lui tocca adottare le ordinanze necessarie a tutelare l’igiene e la salute pubblica. Da lui non dipende e non può dipendere la lista d’attesa in ospedale: esiste una Conferenza Socio-Sanitaria provinciale che esercita le funzioni di indirizzo, programmazione e vigilanza nei confronti dell’Azienda USL”.

“La proposta della sindaca Barbieri, però, lascia alquanto perplessi soprattutto se ci si sofferma a ricordare il suo contegno politico, all’inizio del 2020, al manifestarsi del primo focolaio covid italiano, a Codogno. Mentre una severa zona rossa chiuse, anzi serrò immediatamente la cittadina lodigiana, noi a Piacenza temporeggiammo, miopi nel non vedere e nel non prevenire i rischi che una tale vicinanza geografica avrebbe comportato per il nostro territorio”.

“In quei giorni cruciali, la nostra sindaca non si pose a capo della sua comunità in modo deciso e, mi si consenta il termine, battagliero. Scelse di accodarsi alle decisioni che Regione, Prefettura e Ausl locale decisero di prendere volta per volta. Addirittura, in una occasione (24 febbraio 2020), lasciò che fosse l’allora ministro dei Trasporti, De Micheli, a svolgere di fatto la funzione di sindaco: “A Piacenza non c’è un focolaio autonomo. Per ora nessun blocco”, disse il membro del governo. E lei tacque anche in quella circostanza”.

“La storia ha dimostrato – continua Giardino – che quel tentennamento fu deleterio per Piacenza. Un sindaco denuncia i pericoli, un sindaco grida i rischi, un sindaco pretende misure di protezione. Perché un sindaco si preoccupa di vedere oltre la contingenza”.

“È nei passaggi difficili, nei momenti delicati, nelle emergenze di una comunità – come nel 2020 a Piacenza – che un sindaco deve essere e deve fare il Primo Cittadino. Primo Cittadino nel senso di comandante supremo. È proprio in quei frangenti che ha il dovere di porsi alla testa dei suoi uomini e delle sue donne e esigere, anche battendo i pugni e alzando la voce, misure eccezionali di difesa del suo popolo. Anche a costo di combattere senza successo. I cittadini apprezzano comunque un sindaco che lotta per loro, per la loro sicurezza”.

“Con lei ciò non accadde. In lei prevalse la logica impiegatizia che ha caratterizzato l’intera sua amministrazione: attendiamo istruzioni. Il successivo 8 giugno 2020, dopo mille morti, l’allora direttore generale dell’Ausl Piacenza, Baldino, venne in Consiglio comunale: la mia invettiva per tutti gli errori e i ritardi a lui imputabili è ricordata ancora oggi; la difesa d’ufficio che, invece, la sindaca si preoccupò di imbastire in favore del capo dell’azienda sanitaria è stata dimenticata. Non da me. Perciò questo assessorato comunale alla sanità, proposto oggi, fa ridere amaro”.

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