Famiglia e diritti al centro dell’incontro di Piacenza Coraggiosa con Federico Amico

Continua all’insegna dei contenuti e dell’approfondimento la campagna di Piacenza Coraggiosa, grazie anche all’intervento di Federico Amico, consigliere regionale di Emilia-Romagna Coraggiosa e presidente della Commissione per la Parità e per i Diritti delle Persone. Un dialogo con la capolista Serena Groppelli e i candidati Alessandro Fornasari, Matteo Anelli e Fabio Florio.

“Affrontiamo due tabù – hanno detto -: la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro (che non è possibile) e il tema della genitorialità (che deve essere un tema di sinistra). E non solo”.

Persone al centro, a partire dalla prima infanzia e dai servizi di supporto alla genitorialità. Servono infatti politiche più incisive per la fascia 0-6 anni e azioni educative e di supporto familiare. Crediamo che il Comune debba essere più deciso nell’affrontare questi temi, in primo luogo attraverso l’aumento di posti disponibili in asili nido e scuole materne, oltre che rendendo economicamente accessibili tali strutture. Perché non possiamo rischiare che a Piacenza qualche genitore si trovi a dover scegliere tra i figli e la propria professione.

Questione che colpisce in particolare le donne, visto che i carichi familiari, oggi, gravano soprattutto su di loro. E non riguarda solo la genitorialità ma anche la sfera della cura degli anziani e soprattutto della disabilità, con il tema dell’allungamento della vita e del “dopo di noi”. È doveroso che un’Amministrazione sia si faccia carico di interventi diretti, sia di un ruolo di regia rispetto a soggetti che possono contribuire a questa comunità di sostegno e di innovazione sociale. A partire dal terzo settore, perché dove il Pubblico è forte, anche il terzo settore è forte. A tal proposito, Amico ha delineato il lavoro che si sta facendo in Commissione regionale. “Vorremmo arrivare a un Testo Unico che affronti diversi aspetti: dal sistema di rappresentanza per favorire il dialogo tra Pubblico e Terzo settore a procedure di co-programmazione, co-progettazione e convenzionamento in un rapporto più paritario tra Comuni e comunità, dallo snellimento burocratico al tema che i bandi debbano essere calibrati sulla qualità e non solo su aspetti economici e competitivi, fino ad alcune misure che riguardano l’assegnazione di spazi pubblici e facilitazioni operative”.

L’incontro ha riguardato anche il tema della cultura delle differenze, in particolare a partire dall’età scolare. “Prevenire è meglio di curare, e centrali sono le iniziative sui più giovani in questa direzione. Ma anche qui serve una regia istituzionale, in grado di svolgere un’azione di coordinamento per attività di dialogo e mediazione culturale, anche attraverso percorsi di formazione e di educazione sessuale che coinvolgano scuole, comunità e famiglie. Il tutto per favorire consapevolezza, integrazione, sostegno, protezione e accettazione. Anche per questo, proprio nella giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, sarebbe importante ripartire dalla ri-adesione da parte del nostro Comune alla Rete RE.A.DY”.

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