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Il lavoro arriva in carcere: alle Novate al via il progetto “Work calls you” fotogallery

Il lavoro arriva in carcere: alle Novate al via il progetto “Work calls you”. L’iniziativa è stata presentata ufficialmente nella mattinata del 13 maggio, alla presenza delle autorità. Un’area della casa circondariale è stata riqualificata, sempre grazie al contributo dei detenuti, ed ospiterà un vero e proprio call center, gestito in una prima fase da 10 detenuti, ma in prospettiva destinati a diventare 30, come ha spiegato Maria Gabriella Lusi, direttore della casa circondariale delle Novate.

“Oggi è una giornata davvero importante, perchè celebriamo un risultato – ha detto -; da tre anni ormai siamo impegnati nel creare occasioni di lavoro e di vita, per il personale e per i detenuti, adeguate al nostro mandato istituzionale. Lavorare e impegnarci affinché vengano rese ai detenuti opportunità di lavoro qualificate è davvero importante. Poi, grazie al loro impegno abbiamo riqualificato un’ala del nostro reparto, adeguandola ai sistemi di sicurezza. Oggi inauguriamo il progetto Work Calls You, che si è concretizzato grazie a GFI Group di Montevarchi: al momento vi lavorano 10 detenuti, in prospettiva saranno 30. Non è l’unica opportunità di lavoro conto terzi che caratterizzerà il nostro contesto, perché a breve potremo presentare un laboratorio di trasformazione agroalimentare che assicurerà lavoro a sei detenuti. Quindi Le Novate lavora, in tutte le sue componenti”.

Roberto Vasarri, ceo GFI Group, partner di questo importante progetto spiega le attività del gruppo. “Le nostre aziende si occupano di informatica, di telefonica, di tutto ciò che è information technology, ormai – dice – e abbiamo nel tempo sviluppato anche il lavoro di call center. Avendo sempre avuto una finalità sociale, abbiamo iniziato il lavoro nelle carceri, con il primo progetto a Castelfranco Emilia tre nni fa e poi c’è stato il covid di mezzo che ha rallentato la nostra attività. Ora siamo ripartiti: presentiamo il progetto a Piacenza e poi proseguiremo in un’altra struttura a Reggio Emilia. Se si trovano le persone giuste, si attivano le combinazioni migliori posso dire che questo è un progetto che funziona, sia dal punto di vista imprenditoriale che sociale”.

Massimo Parisi, direttore generale del personale e risorse del dipartimento di amministrazione penitenziaria, sottolinea “il merito dell’amministrazione della casa circondariale de Le Novate, di tutto il suo staff, e anche del territorio, per la collaborazione avviata nel promuovere questa iniziativa meritoria. Sono ulteriormente soddisfatto perchè noi, come dipartimento, abbiamo destinato dei fondi, in maniera strutturata, legati all’individuazione di nuovi spazi per attività lavorative, formative e istruttive, creandone anche di noi, con importanti investimenti. Ora vediamo realizzato lo sforzo di un lavoro complessivo, che offre ai detenuti percorsi di inclusione sociale”.

“Siamo di fronte ad una lodevole iniziativa, che permette alle persone di riscattarsi affinché, al termine della pena detentiva, siano in grado di fare ritorno ad una nuova vita. In questa ottica anche la Diocesi cercherà di dare una opportunità di inserimento sociale” è intervenuto il vescovo di Piacenza, Adriano Cevolotto, che ha benedetto i locali. Alla giornata, che ha visto un vero proprio taglio del nastro dell’area dedicata al call center, seguita da un momento di intrattenimento musicale, hanno preso parte anche il prefetto Daniela Lupo,  il sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri, il procuratore Grazia Pradella, e il presidente del comitato esecutivo della Banca di Piacenza, nonché candidato sindaco, Corrado Sforza Fogliani.

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