“La guerra in Ucraina ‘costa’ a Piacenza 106 milioni di euro” foto

Sono passati 7 anni dalla presentazione dell’ultimo rapporto congiunto sul sistema economico piacentino. Anni che, alla luce della pandemia e della recente guerra in Ucraina con le sue ripercussioni a livello internazionali, pesano come decenni. In questo scenario completamente cambiato, al PalabancaEventi, la neo riproposta Giornata dell’Economia piacentina punta ad essere la bussola per orientare le scelte che potremo prendere.

I contraccolpi del conflitto a Piacenza si fanno sentire in maniera più decisa, rispetto ad altri territori. Pesa maggiormente l’inflazione (7.1%), rispetto alla nostra regione (5,8%) e alla media nazionale (6%), con le aziende alle prese con netti aumenti delle spese per energia (24%), materie prime (19%) e semilavorati (1,5%). Questo comportetà una contrazione della crescita pari all’1,3%, il che tradotto in cifre porta a 106 milioni di minore crescita. Un dato, questo, più contenuto rispetto alla media regionale. Analisi raccolte da Guido Caselli, direttore dell’Ufficio Studi di Unioncamere Emilia Romagna, che ha collaborato alla stesura della ricerca presentata alle categorie economiche piacentine, grazie alla rinnovata collaborazione tra Banca di Piacenza, Università Cattolica e Camera di Commercio.

Nei mesi scorsi è stato istituito un Comitato di indirizzo e coordinamento promosso da Eduardo Paradiso e composto da Paolo Rizzi e Enrico Ciciotti (Cattolica), Domenico Capra, Pietro Coppelli e Giacomo Marchesi (Banca di Piacenza), Alessandro Saguatti (Camera di Commercio). Il gruppo di ricerca che ha elaborato il Rapporto 2022 del sistema economico piacentino, coordinato da Rizzi e Ciciotti, è costituito da Davide Marchettini e Lorenzo Turci del Laboratorio di Economia locale e si è avvalso della collaborazione scientifica di Guido Caselli, direttore dell’Ufficio Studi di Unioncamere Emilia Romagna e di Mauro Guaitoli, sempre di Unioncamere.

Dopo i saluti del condirettore della Banca di Piacenza, Pietro Coppelli, è toccato al prof Ciciotti introdurre i lavori, insieme a Paradiso, segretario del comitato di indirizzo. “Stiamo affrontando dei cambiamenti che detteranno il cambiamento del nostro modello di sviluppo – ha detto Ciciotti -, della globalizzazione così come l’abbiamo intesa. Ora vediamo aziende che riportano in Italia pezzi di produzione, dobbiamo però cercare di far rientrare anche i ‘cervelli’, non solo le imprese” ha sottolineato Ciciotti.

NOVITA’ – Tra gli elementi di novità emersi dall’analisi – sottolineati sia dal prof. Ciciotti, sia da Paolo Rizzi della Cattolica che ha illustrato i dati del Report -, il fenomeno dei piacentini (soprattutto giovani) che hanno preso residenza fuori dall’Italia: calcolando la percentuale di iscritti all’anagrafe degli italiani residenti all’estero, Piacenza dal 2009 al 2021 ha fatto registrare (prima in Regione) un più 2,1, passando dal 4,3 al 6,4 (in valore assoluto, da 12.085 a 18.094 persone). Altro elemento di novità è rappresentato dal tema della sostenibilità e della qualità della vita.

LA SITUAZIONE – In sintesi, emerge, come si accennava all’inizio, un quadro abbastanza rassicurante, nonostante permangano alcuni vincoli strutturali allo sviluppo, tra cui il declino demografico è forse il principale (283.742 residenti nel 2021, in lenta diminuzione, accentuata dalla mortalità per Covid e dal rallentamento dei flussi migratori), oltre alla presenza di poche grandi imprese, alla scarsa propensione imprenditoriale, alla fuoriuscita di importanti centri direzionali e alla perdita di proprietà di rilevanti realtà industriali locali. A infondere un certo ottimismo, a parere del gruppo di ricerca che ha elaborato il Report (coordinato dal prof. Rizzi, dal prof. Ciciotti e costituito da Davide Marchettini e Lorenzo Turci del Laboratorio di Economia locale, con la collaborazione scientifica di Guido Caselli e Mauro Guaitoli di Unioncamere Emilia Romagna), la capacità delle imprese di affrontare le crisi, giudicata «consistente» come «altrettanto buona» risulta essere la sostenibilità economica e sociale della provincia.

EVOLUZIONE MACROECONOMICA – La ripresa nel 2021 – ha osservato il dott Caselli, direttore dell’Ufficio studi Unioncamere – è stata parziale, ma ha avuto un ritmo più sostenuto delle attese (più 6,2%), risultato inferiore solo a quello del recupero registrato nel 2011, successivo alla crisi finanziaria del 2009. La prospettiva per il 2022 è di un’ulteriore ripresa (più 2,2%), ma sensibilmente più contenuta rispetto alle attese di inizio anno. Si acuisce, però, la questione relativa alla crescita di lungo periodo. Se il valore aggiunto provinciale in termini reali nel 2022 dovrebbe risultare ancora inferiore a quello del 2019, sarà superiore di solo il 3,6% rispetto ai livelli di 10 anni prima.

IL SISTEMA DEL CREDITO –  Osservando la dinamica dei depositi negli ultimi 10 anni, risulta evidente come Piacenza segua perfettamente il trend espansivo regionale e nazionale. Dal 2011 i depositi sono cresciuti del 70,7% a Piacenza, raggiungendo quasi i 10,8 miliardi di euro nel 2021, del 74,5% in Emilia Romagna e del 67% in Italia. Passando ad analizzare i prestiti, nel decennio, nel nostro territorio, sono diminuiti del 17,7% (6,5 miliardi nel 2021). «La presenza di una banca locale, la Banca di Piacenza – si legge nel Rapporto – ha permesso di contenere il calo dei prestiti, avendo essa registrato un aumento del 2,7% dal 2019 al 2021». Tra le province limitrofe, Piacenza è poi quella dove il calo degli sportelli è stato minore, arrivando a 162 nel 2021, «risultato che deriva dalla politica di sostegno al territorio portata avanti dalla Banca di Piacenza, che non fa mancare la presenza dei propri sportelli anche nei paesi più piccoli».

SETTORI LEADER – Al fine di mettere in luce gli effetti della pandemia, dell’attuale esplosione delle tensioni inflazionistiche (a partire dai prezzi delle materie prime e dell’energia) e della guerra in corso in Ucraina sul sistema delle imprese, sono stati condotti – ha spiegato il prof. Rizzi, rilevando in molti settori la difficoltà nel reperire personale qualificato – degli approfondimenti su tre settori portanti dell’economia piacentina: meccanica (meccatronica, prodotti in metallo, raccorderia), agroalimentare (salumi, prodotti caseari, vitivinicolo e trasformazione del pomodoro), logistica, che ha integrato il tradizionale settore del trasporto merci. «Se gli effetti della pandemia sembrano oggi in parte superati, anche in termini di mercato e produzione – ha rilevato – le dinamiche inflattive sul costo dell’energia e delle materie prime e la carenza di disponibilità di forniture nei settori di punta dell’economia piacentina (meccanica e lavorazioni del ferro, lattiero-caseario e agroalimentare) pongono nuove sfide agli imprenditori, ancora prima delle incognite create dalla guerra tra Russia e Ucraina».

Ospite d’onore il prof. Rainer Masera (al quale il dott. Coppelli ha consegnato, in ricordo della giornata, la Targa del benvegnu), ordinario di Politica economica e preside della Facoltà di Economia dell’Università Guglielmo Marconi di Roma. L’ex Ministro del Bilancio e della Programmazione, elogiando il lavoro svolto dagli autori del Rapporto sull’economia piacentina e rimarcando come si debba, pur in uno stato di incertezza generale, continuare a lavorare dai territori con uno sguardo a quello che succede a livello globale, ha in particolare criticato come la normativa europea danneggi il sistema del credito alle piccole e medie imprese, creando difficoltà al loro accesso ai finanziamenti.

RINGRAZIAMENTI – Al termine della relazione l’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Piacenza, “ringrazia il Presidente esecutivo della Banca di Piacenza, avv. Corrado Sforza Fogliani, per l’idea di riprendere a celebrare la Giornata dell’Economia Piacentina ed i componenti del Comitato di indirizzo e di coordinamento, dott. Eduardo Paradiso, dott. Pietro Coppelli, Condirettore generale della Banca di Piacenza, avv. Domenico Capra, componente del Consiglio di amministrazione della Banca di Piacenza, dott. Alessandro Saguatti, Segretario generale della Camera di Commercio di Piacenza, per il prezioso lavoro di accompagnamento nel percorso di analisi e di ricerca”.

La Banca di Piacenza, oltre a tutti i già citati, ringrazia in particolare il dott. Eduardo Paradiso ed il dott. Giacomo Marchesi per il determinante apporto dato alla realizzazione dell’evento.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.