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Salvini: “Spero in una vittoria al primo turno con la Lega primo partito”

Visita a Piacenza per il leader della Lega Matteo Salvini, che ha compiuto un giro tra i commercianti del centro e nel primo pomeriggio si è concesso ai giornalisti al banchetto elettorale di Largo Battisti. Ad accompagnare Salvini lo stato maggiore del Carroccio piacentino, coi parlamentari Elena Murelli e Pietro Pisani e gli assessori uscenti.

“Spero tanto che il centrodestra ce la faccia al primo turno – ha affermato – , la Lega e il centrodestra unito come non mai per Patrizia Barbieri, che hanno fatto tanto in 5 anni nonostante il covid. E abbiamo già i cassetti pieni di progetti e finanziamenti per i prossimi 5 anni, non vediamo l’ora di tornare in ufficio a lavorare dal 13 giugno. Visto che i sondaggi ci dicono che siamo a tanto così dalla vittoria, tra il 49 e il 51, e che manca quel piacentino o quella piacentina che domenica 12 va a mettere la croce sul simbolo della Lega per chiudere la partita al primo turno, così io per il ballottaggio mi dedico a Parma”.

Salvini Lçargo Battisti

“La Lega punta ad essere prima, – ha sottolineato – non per il gusto di essere prima, ma per continuare a fare quello che abbiamo fatto, col riconoscimento del lavoro da tanti piacentini. Sono stati anni complicati di sofferenza e di crisi, di morte e di paura e adesso ci mancava la guerra che mi adopero per far finire. Questa è una città che è tornata a correre. Ho incontrato i commercianti e bisogna investire di più sulle botteghe perchè sono anche sicurezza, oltre che lavoro. Spero che squadra che vince non si cambia e Patrizia (Barbieri) e la Lega torneranno a lavorare per Piacenza”.

Salvini Lçargo Battisti

Salvini ha parlato anche delle prospettive di pace in Ucraina e dell’ipotesi di un suo viaggio in Russia: “Per me la pace è un valore supremo che va al di là della destra e della sinistra, mi metto a disposizione come strumento di dialogo. Se Draghi chiama Putin fa bene. Sono disponibile ad andare lontano da casa per provare a chiedere il cessate il fuoco, ma se la risposta deve essere un coro di insulti, se un gesto di impegno civico deve diventare un motivo di attacco e polemiche, allora preferisco vedere i miei figli e dico: andateci voi, ci vada Di Maio o ci vada Letta. In Italia c’è la sinistra che preferisce parlare di armi e di guerra”.

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