“Non è momento florido per la Lega. Ma nel centrodestra c’è chi ha voluto giocare da solo”

“Ho aspettato qualche ora prima di scrivere qualcosa, ma un’analisi attenta è giusto farla”. Matteo Rancan, capogruppo della Lega in Regione, affida ai social la sua riflessione a urne chiuse.

“Patrizia Barbieri e il centrodestra hanno perso le elezioni e Katia Tarasconi con il centrosinistra ha vinto. Permettetemi come prima cosa di queste mie poche righe di ringraziare Patrizia per ciò che ha fatto in questi 5 anni e per averci messo, di nuovo, la faccia in questa campagna elettorale. Allo stesso tempo, al sindaco Tarasconi, vanno i miei migliori auguri di buon lavoro. In queste ore sento tantissimi ‘politologi del giorno dopo’ analizzare cosa secondo loro non è andato, chi ha sbagliato, sentenziando colpe a destra e a manca. Per carità, per la Lega non è un momento florido, lo sappiamo e lo abbiamo visto, e su questo occorrerà fare delle riflessioni serie ed attente. Ma è indubbio che nel centrodestra c’è chi ha voluto giocare da solo penalizzando così l’intera coalizione”.

“Una coalizione che ora deve ripartire da un confronto serio e concreto. Un confronto che deve avvenire a viso aperto tra i partiti. Perché, ricordo, che ieri ha votato poco più del 40% e ciò deve far riflettere tutta la politica. Questo significa che tutta la politica deve porsi degli obiettivi diversi. Guardare di più alle persone, litigare di meno e lavorare di più. Lavorare per ricostruire e per coinvolgere tutti quei cittadini che oggi dicono ‘non cambierà mai nulla’. Far capire che un cambiamento può esistere e c’è chi lo può incarnare bene e a viso aperto. La cosa però che mi ha dato più fastidio in queste ore è sapere di messaggi e dichiarazioni (non sulla stampa ovvio) di persone facenti parte dello schieramento vincente che per festeggiare dicono “finalmente via i fascisti da piacenza”, “i legaioli fuori dal comune”, “a casa i pagliacci e i camorristi”. Vorrei ricordare che 5 anni fa nessuno, dico nessuno, nelle nostre file si è permesso di insultare, denigrare o offendere gli schieramenti perdenti e chi oggi lo fa sbaglia, e tanto. Questo perché per me la politica non è una tifoseria”.

“La politica è fare. Fare il meglio che si può per il proprio quartiere, città, regione. E se queste sono le premesse del ritorno della sinistra in comune a Piacenza, non perde il centrodestra. Perdono tutti. Vorrei ringraziare di cuore – conclude – tutti i piacentini che hanno creduto in noi. Vorrei ringraziare tutti i militanti, candidati e sostenitori della Lega che ci hanno messo la faccia giorno dopo giorno. E i nostri amministratori, anche dei comuni della provincia che non mancano mai di lavorare per il bene del nostro territorio. Noi non molliamo, perché non esiste sconfitta nel cuore di chi lotta! Questo è il momento di stare uniti. W la Lega, W Piacenza, W l’Emilia-Romagna – conclude -. Ripartiamo dai territori”.

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