Caro energia, i sindaci piacentini scrivono a Draghi “Aumenti fino al 300%, bilanci a rischio”

“Aumento costi energetici, gli equilibri dei bilanci dei Comuni sono seriamente a rischio”. E’ l’allarme lanciato dai sindaci piacentini, contenuto in una lettera inviata al Presidente del Consiglio Mario Draghi e ai Ministri dell’Economia Franco e dell’Interno Lamorgese a firma del vicepresidente della Provincia Franco Albertini.

Nella lettera i primi cittadini manifestano “la più assoluta preoccupazione in merito all’esplosione dei costi energetici” e chiedono “concrete misure di sostegno da parte del Governo, ulteriori rispetto a quelle disposte con il DL Energia, al fine di poter garantire la regolare erogazione dei servizi fondamentali, con particolare riguardo al sociale, all’illuminazione stradale e al riscaldamento degli edifici scolastici”.

“In questa fase – spiegano -, con le nostre amministrazioni che sperimentano aumenti di spesa sui fronti delle utenze e delle forniture con percentuali oscillanti tra il 100% e il 300%, gli equilibri dei bilanci sono infatti seriamente a rischio: gli scostamenti si aggirano attorno al 10-12% del totale delle spese annue. Rendendoci conto che il sacrificio degli investimenti per dirottare gli avanzi liberi verso la gestione corrente costituisce soluzione una tantum e non ripetibile per l’anno 2023 e che l’eventuale ricorso in ultima istanza ad un aumento dell’imposizione fiscale, nel momento attuale, sarebbe un aggravio insostenibile per molti nuclei famigliari, siamo a richiedere un vostro interessamento affinché si possano attuare i necessari interventi di soccorso alla finanza locale”.

LE PROPOSTE – “Consci altresì delle possibili difficoltà nel reperire maggiori risorse all’interno del bilancio dello Stato, ci permettiamo – proseguono – di indicare e suggerire alcuni esempi di interventi, anche già disposti negli anni dell’emergenza Covid 19, totalmente a costo zero: la possibilità, per gli anni 2022 e 2023, di ridurre l’accontamento al fondo crediti di dubbia esigibilità al 65% del valore totale; la sospensione della seconda rata capitale dei mutui per l’anno 2022 e di entrambe le rate capitale per l’anno 2023, con parallelo allungamento del piano di ammortamento e versamento della sola quota di interessi; lo svincolo di ogni fondo speciale trasferito durante l’emergenza Covid 19 e non ancora speso, eliminando l’obbligo di eventuale restituzione a seguito di certificazione, destinandolo al finanziamento dei maggiori oneri energetici; l’attivazione immediata dell’iter per l’accollo dei mutui allo Stato con ristrutturazione dei tassi di interesse, applicando quanto disposto dal DL Milleproroghe”.

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