“Esponiamo a Palazzo Mercanti le opere poco note della Galleria Ricci Oddi”

“Valorizzare le opere poco note della Galleria Ricci Oddi di Piacenza”. E’ la richiesta contenuta in una mozione presentata da Stefano Cugini e Luigi Rabuffi, consiglieri comunali di Alternativa per Piacenza.

Facendo riferimento alla mostra “Trattenere il paesaggio. Opere poco note della Ricci Oddi” presso l’Auditorium Casa del Popolo di Rivergaro – che dal 16 luglio al 4 settembre propone una selezione di 22
opere della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi solitamente non visibili al pubblico perché custodite
nei depositi o impiegate nell’abbellimento di uffici – e ricordando che anche la sala consigliare del Comune di Piacenza, a Palazzo Mercanti, ha da anni affissa alla parete una tela di grandi dimensioni in prestito dalla GAM Ricci Oddi (“Interno del Casinò di Montecarlo”, di Francesco Valaperta, realizzata tra il 1885 e il 1890), Cugini e Rabuffi sottolineano che “fatte salve le condizioni di sicurezza e conservazione, è preferibile rendere visibili opere d’arte non sufficientemente importanti da prendere il posto di quelle esposte in galleria ma
nemmeno tanto indegne da restare chiuse in un deposito e precluse alla pubblica fruizione”, aggiungendo inoltre “che l’altezza dei soffitti dell’aula consigliare e lo spazio alle pareti consentirebbe di esporre
molte opere contemporaneamente”.

“Peraltro – sottolineano -, arricchire e abbellire la sala consigliare darebbe maggiore solennità al luogo, richiamando ancora di più l’importanza di quanto in esso si va a dibattere e decidere; si creerebbero inoltre maggiori motivazioni per visite guidate ai luoghi della democrazia cittadina, tenendo insieme l’aspetto di educazione civica a quello artistico-culturale, creando una connessione ideale tra due ambienti (sala consigliare e GAM Ricci Oddi) così che la visita di uno possa stimolare anche la visita dell’altro e viceversa”. I due consiglieri chiedono quindi a sindaco e giunta “di valutare con gli organi competenti della GAM Ricci Oddi e con gli uffici comunali potenzialmente interessati le eventuali condizioni per prestiti a lungo termine delle opere della Galleria solitamente non visibili al pubblico, perché custodite nei depositi o impiegate nell’abbellimento di uffici, allo scopo di ampliare l’offerta culturale, attivando collaborazioni virtuose tra istituzioni e città”.

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