Tornatore racconta il maestro Morricone “Per lui musica era sperimentazione”

Una serata da Oscar al Festival del cinema di Bobbio con la presenza di Giuseppe Tornatore che ha portato la sua ultima fatica, il documentario incentrato su un maestro assoluto del cinema premiato con due statuette, Ennio Morricone. Un “successo inaspettato” lo ha definito il regista di “Nuovo Cinema Paradiso” (insignito dall’Academy nel 1990) alla sua prima assoluta alla kermesse bobbiese: “Sono felice di essere qui, sembra quasi di entrare in un film di Bellocchio”. Prima della proiezione di “Ennio”, lungo e articolato omaggio a Morricone che raccoglie una quantità impressionante di testimonianze eccellenti di cineasti e musicisti, Tornatore si è concesso ai cronisti raccontando la genesi del film.

Tornatore a Bobbio

“E’ stato un lavoro speciale, perchè l’atteggiamento freddo come quello che dovrebbe avere un documentarista – ha spiegato – si è alternato all’atteggiamento dell’amico, vicino e stretto all’oggetto del racconto, che è appunto un amico come Ennio Morricone. Forse questa chimica curiosa ha determinato qualcosa di inaspettato nel film e questo successo che io non mi aspettavo assolutamente. Perchè è un documentario, è lungo, in un’epoca in cui la gente non va al cinema. Insomma, c’erano tutte le premesse perchè passasse quasi inosservato, invece è stato un grandissimo successo ed è stata una cosa bellissima. Io sono molto soddisfatto e sono molto grato al pubblico che è andato a vederlo con generosità, anche due volte, come mi hanno detto molte persone che sono qua stasera”.

“E’ la prima volta che vengo a Bobbio – ha proseguito Tornatore – e sono molto contento, arrivare qui mi è sembrato di entrare in un film di Bellocchio, ho riconosciuto certi ambienti, anche se è difficile con questo caldo torrido, riconosco il clima di certi suoi film, certamente “I pugni in tasca””.

Tornatore a Bobbio

E poi è tornato a parlare del film: “L’idea del documentario è stata di due giovani produttori che mi hanno chiesto se me la sentissi di fare in film su Ennio Morricone; ho accettato, anche perchè Ennio mi promise che avrebbe accolto il mio invito di raccontarsi davanti alla macchina da presa, cosa che ha fatto con grande generosità, simpatia e con grande autoironia, mettendosi a nudo. Questo suo racconto così sincero e così simpatico è stata la chiave attorno alla quale ho costruito il film”. E sulle colonne sonore di Morricone raccontate nel film, il regista siciliano ha spiegato: “Le conoscevo, non dico tutte perchè ne ha fatte 500, ma le conoscevo, però sono stato continuamente sorpreso rivedendo film che non vedevo da decenni o riascoltando musiche dopo tanto tempo, ritrovando elementi di grande novità e di grande provacazione musicale e culturale. Era una continua sorpresa”. “Ho fatto molti film con lui, e ogni volta lo sapevo che avrebbe composto un capolavoro – ha aggiunto -, nonostante questo lui riusciva sempre a sorprendermi. Era un’attitudine sua quella di ritenere che il comporre musica fosse di per sè sperimentazione, lui cercava sempre il nuovo. E anche quando tornava su qualcosa che aveva già inventato prima lo faceva sempre per approfondire, cercando sempre una chiave nuova. Questo rende la sua opera non solo sorprendente, ma ancora da approfondire: c’è ancora da dire molto e ne parleremo ancora a lungo. E ci saranno ancora altri film su Morricone, oltre al mio”.

Tornatore a Bobbio

Giuseppe Tornatore al termine della proiezione di Ennio si è intrattenuto con il pubblico e con il critico cinematografico Enrico Magrelli nell’atteso momento dell’incontro-confronto serale dopo proiezione. A fine serata è stato omaggiato anche lui della litografia originale realizzata a tiratura limitata a partire da un disegno di Marco Bellocchio sul film “Esterno notte”. Giovedì 4 agosto saranno ospiti Cosimo Gomez e l’attore Filippo Scotti, al termine della proiezione di Io e Spotty.

Il Bobbio Film Festival, diretto da un comitato costituito dal suo fondatore Marco Bellocchio, originario del borgo emiliano, da Pier Giorgio Bellocchio e Paola Pedrazzini, si radica nell’ormai storica progettualità artistica della Fondazione Fare Cinema, in sinergia con il Comune di Bobbio (che conferirà la cittadinanza onoraria a Marco Bellocchio nel corso del Festival) con il sostegno di Ministero dei Beni Culturali, Regione Emilia-Romagna e soprattutto di Fondazione di Piacenza e Vigevano, la realtà con cui Fondazione Fare Cinema ha stretto un’importante sinergia con la neonata Bottega XNL nel cuore di Piacenza.

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