Foti “Manifesti di Fratelli d’Italia strappati ancora, aggressione contro di noi”

“Siamo compiaciuti nel vedere che persone che fino a ieri si sono disprezzate oggi vanno a braccetto con corrispondenze d’amorosi interessi, domenica sera saranno i piacentini a dimostrare che sono molto più attenti a queste ipocrisie di quanto pensino di essere furbastri altri nel praticarle”. A dirlo è Tommaso Foti, deputato uscente di Fratelli d’Italia e candidato nei collegi uninominale e plurinominale alla Camera per le elezioni del 25 settembre. Presente al banchetto elettorale in via XX settembre a Piacenza, Foti ha ricordato le proposte programmatiche del suo partito, senza risparmiare alcuni commenti sugli avversari e su fatti avvenuti.

“Non possiamo che denunciare – prosegue – una campagna di aggressione che all’inizio è stata solo politica, ma che negli ultimi giorni, in Italia come a Piacenza, si sta spostando su altri binari. È la quarta volta che riattacchiamo manifesti in città e in provincia. È una vicenda mai manifestata, se non negli anni ’70, ed è evidente che chi sa di perdere le elezioni non riesce a fare altro che sfogare il proprio fallimento nel voler penalizzare il lavoro altrui. I tabelloni vengono esposti perché ci sia una condizione di parità fra le varie liste che competono. Il fatto di avere dei gruppi ben organizzati ma facilmente individuabili anche se nessuno, neanche chi ha il dovere di farlo, intervenga è sintomatico. I nostri manifesti vengono staccati nel momento in cui qualcuno attacca i suoi, chissà perché. Tuttavia, non abbiamo accettato e non accetteremo nessuna provocazione”.

“In questa campagna elettorale – afferma Foti – ho visto tanto consenso verso Giorgia Meloni (candidata di Fratelli d’Italia, ndr) ma anche verso la parte piacentina del collegio, segno di riconoscenza per il lavoro che ho fatto nella legislatura che sta per concludersi. Mi piacerebbe poter vincere per la quarta volta nel collegio uninominale di Piacenza, nonostante gli impegni eccellenti di personaggi istituzionali che spesso, con cadute di stile, appoggiano candidature di partito con cui dicevano di non avere particolari connivenze. Sono convinto che la gente abbia chiaro il quadro politico: è un voto libero, si può scegliere la sinistra dei fallimenti, di chi come Enrico Letta (candidato del centrosinistra, ndr) è riuscito a scegliersi come alleati i due gruppi più estremisti sotto il profilo dei temi e della politica che c’erano in giro, i Verdi, ossia i più integralisti sul tema dell’ambientalismo, e il partito di Fratoianni, che racchiude coloro i quali sono ancora orgogliosi di definirsi comunisti. Oppure, dall’altra parte, si può scegliere uno schieramento che si incentra sulla figura di Giorgia Meloni”.

“Pensiamo che oggi l’Italia non abbia bisogno di ‘politica politicante’, ma di affrontare nel più breve tempo possibile le emergenze che abbiamo davanti. Prima fra tutte l’emergenza energetica, che dura da 18 mesi e che è progressivamente esplosa a causa della speculazione. Vorrei ricordare che la settimana scorsa il gas veniva pagato 330 euro al MWh e in costanza di domanda ieri è stato quotato 178 euro al MWh: vuol dire che la speculazione la sta facendo da padrona in questo momento, e un’Italia e un’Europa che vengono piegate non dal mercato, non dalla competizione, ma dalla speculazione, devono necessariamente riflettere. Penso che il disaccoppiamento del prezzo dell’energia tra quella prodotta da gas e da rinnovabili debba essere un must immediato, così come l’imposizione del tetto massimo del prezzo del gas, ma penso che vada fatta una volta per tutte pulizia di tutte quelle strumentalizzazioni fatte in questi anni che hanno impedito all’Italia di produrre il gas che produceva dieci anni fa (20 miliardi di metri cubi di gas all’anno contro 1,4 miliardi di quest’anno) perché abbiamo smesso con le trivellazioni, abbiamo limitato l’eolico con una normativa assurda e siamo arretrati sotto il profilo degli impianti fotovoltaici, da quando è nata la polemica sugli impianti di fotovoltaico a terra. Peraltro, oggi i fatti ci dicono che questi possono non essere preclusivi del futuro utilizzo del terreno”.

Netta la posizione di Fratelli d’Italia su Reddito di cittadinanza, sanità e infrastrutture. “Per quanto ci riguarda il Reddito di cittadinanza va abolito, perché le persone che hanno bisogno devono essere assistite in altro modo e chi è nelle condizioni di poter lavorare deve poter lavorare e non trovare un reddito in alternativa al lavoro. Penso sia importante anche una riflessione sulle pensioni minime sociali, perché molta gente oggi ha una pensione minima sociale inferiore al Reddito di cittadinanza: è uno schiaffo alla popolazione anziana che in questo periodo storico fa fatica a sopravvivere. Devo rilevare come in questi anni, al di là della propaganda che è stata fatta, le liste d’attesa in alcuni ambiti della sanità non si sono affatto ridotte o comunque non ci sono prestazioni che possono essere effettuate in tempi consoni, e per di più vi è un vagabondaggio imposto ai pazienti all’interno della provincia. Invece dovrebbe essere la sanità ad andare verso i pazienti”.

“La rete infrastrutturale locale – aggiunge il candidato Fdi – non può non trovare nella quarta corsia dell’A1, perlomeno nel tratto Piacenza-Parma, una immediata risposta. Tutti ci siamo accorti che in questi anni successivi al Covid la ripresa ha finito per ingolfare la rete autostradale ma soprattutto, ogni volta che c’è un incidente nel tratto Piacenza-Fidenza, si sta utilizzando la via Emilia come se fosse una alternativa all’autostrada. Invece, la via Emilia è oggi una via di comunicazione che a malapena riesce a far fronte alla circolazione interna. Vi è il problema – che verrà nei prossimi anni perché scadrà nel 2024 – della concessione del Brugneto: è evidente che non possiamo pensare di andare avanti a elemosinare acqua a destra e a manca, mentre basterebbe un disciplinare chiaro che riconosca le esigenze dell’utenza piacentina, per evitare di dover ogni giorno, nel periodo estivo, contrattare o sperare in qualche generosa concessione ulteriore rispetto a una quantità d’acqua che è stata decisamente individuata secondo modalità e con quantitativi insufficienti”.

Foti si rivolge infine direttamente ai suoi concittadini chiamati alle urne: “Ai piacentini dico di andare a votare. Il voto è un diritto, è un errore imperdonabile delegare a terzi una scelta che si può fare singolarmente. Uno dei pochi pregi che ha l’Italia è che il voto è libero e segreto, quindi non si vede perché una persona nel segreto dell’urna non debba esprimere ciò che ritiene opportuno”.

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