“Scambio negato tra prof? Colpa di un sistema scuola lontano dalla realtà”

“La storia di Daniela dal nostro punto di vista lascia emergere l’incoerenza di un sistema scuola che ha perso il contatto con la realtà e considera i lavoratori (e spesso gli alunni) entità astratte (numeri) più che persone”. E’ il commento di Giovanni Zavattoni, segretario provinciale di Flc Cgil, alla vicenda raccontata da Daniela Benedetti, prof assegnata di ruolo a Modena, impossibilitata a ‘scambiare’ la cattedra con una collega modenese, assunta a Piacenza. Una situazione che danneggia non solo le dirette interessate e gli studenti, ma che crea anche un aggravio burocratico ed economico ai danni dello Stato, frutto di “un sistema governato da regole alle quali non esiste possibilità di deroga nonostante non emergano, come nella fattispecie, elementi ostativi se non quelli rappresentati da rigidità o vuoti normativi” afferma Zavattoni.

“Ad esempio, nell’ambito delle assegnazioni provvisorie, la norma contempla lo scambio cattedra concordato tra coniugi. Nel caso delle colleghe di Modena e Piacenza invece non esiste traccia di una opzione simile. Parliamo di docenti che hanno vinto un concorso dopo anni di precariato svolto nelle stesse province nelle quali desidererebbero continuare a lavorare consapevoli che la continuità, sulle classi, sulle sedi ma anche nella provincia, sia un valore aggiunto per il personale scolastico. Per la docente piacentina il ruolo è arrivato per surroga. Ma cosa significa “surroga”? Dalle graduatorie di merito dei concorsi, che sono regionali, vengono assegnati i ruoli a tempo indeterminato”. “La cattedra di Modena – prosegue Zavattoni – è stata inizialmente assegnata attraverso procedura informatizzata – è così che ora una “macchina” procede alla nomina dei colleghi – ad una docente che successivamente ha rinunciato al ruolo. Ecco allora che le graduatorie scorrono e la docente piacentina, non destinataria di una proposta per il ruolo nella prima fase di nomina, scopre che quella cattedra ora tocca a lei. Cerca chiaramente di capire cosa fare, avendo figli, famiglia e una vita a Piacenza. La docente purtroppo non ha possibilità di chiedere avvicinamento, nonostante la disponibilità di cattedre a Piacenza, poiché le tempistiche delle assegnazioni provvisorie sono incompatibili con quelle di immissione in ruolo e, quand’anche lo fossero, la docente dovrebbe sottostare ad un blocco triennale sulla sede di titolarità“.

“Contestualmente scopre che una docente di Modena è stata assegnata a Piacenza. Da lì la richiesta, oggetto di diniego da parte dell’USR, di uno scambio cattedra per il corrente anno scolastico. Una sorta di assegnazione provvisoria fuori tempo, per consentire alle due docenti di lavorare serenamente e conciliare la professione con le specificità familiari. Risultato del diniego alla richiesta? Le docenti non sono al lavoro per oggettive difficoltà e al loro posto vi sono due supplenti. Quindi, quattro contratti attivi. Ci chiediamo – sottolinea Zavattoni – se questa possa essere davvero considerata una soluzione. Inoltre, a prescindere dal caso specifico, ai docenti neo immessi è preclusa la possibilità di chiedere mobilità per il primo triennio. E’ da anni che chiediamo di eliminare questi vincoli incomprensibili, che mettono in serie difficoltà le famiglie, e che chiediamo si tenga conto di situazioni specifiche, concedendo almeno un’assegnazione provvisoria in deroga ai tempi previsti per questa pratica”.

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