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“Piacenza non è una città sicura per i ciclisti” La denuncia di Fiab

Un limite di 30 km/h appare in evidenza sul cartello che Fiab Amolabici ha esposto nella mattinata di sabato 12 novembre accanto al gazebo informativo in largo Battisti a Piacenza. “La città deve essere per le persone – afferma il presidente dell’associazione Angelo Nani – Piacenza ha tantissimi metri quadrati di ‘zone 30’, anche se molte persone non lo sanno o non le rispettano”. Il problema è noto all’amministrazione comunale, che nelle linee programmatiche di mandato ha annunciato di voler intervenire sulle zone 30.

banchetto fiab

“Abbiamo affisso – prosegue Nani – sia la mappa del Pums (il Piano urbano di mobilità sostenibile, approvato a dicembre 2020, ndr) che quella del Biciplan, che assegna alla ciclabilità un ruolo primario nella mobilità urbana, ma tuttora a Piacenza i ciclisti non hanno vita facile, anche in centro storico. Penso a via Borghetto o a via Garibaldi, in cui la zona 30 viene spesso disattesa. Ci vuole più attenzione da parte degli automobilisti per i ciclisti e viceversa. Come Fiab vorremmo anche che sia ripristinata la circolazione contromano delle biciclette in centro storico (misura in vigore a Piacenza fra il 2006 e il 2017) purché ci sia buon senso da parte di tutti. Ci sono tante strade a senso unico in centro città in cui non è possibile non andare controsenso, ma è logico che bisogna avere attenzione agli altri utenti della strada”.

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“Negli anni la città è stata adattata alla circolazione delle biciclette, ma senza cambiare i suoi connotati – aggiunge Nani -. In questo modo esistono ancora delle difficoltà nel raggiungere il centro per un abitante, specialmente se è un ragazzino, delle zone periferiche o delle frazioni. In Italia abbiamo città più autocentriche e meno alla portata delle persone. Una signora che va a fare la spesa col ‘carrettino’ e transita in via Borghetto non sa dove passare. Il Comune, su questo, è partito col piede giusto, con l’intenzione di ascoltare le persone e progettare una città per i cittadini e non soltanto per le automobili. Collaboreremo sicuramente col Comune nella stesura del Piano urbanistico generale”.

“La città vive di commercio – conclude il presidente Fiab -: nelle città che hanno fatto la scelta drastica di tenere fuori le automobili dal centro sono tornati i negozi. Bisogna riportare le persone a piedi dentro la città”.

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