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Uno “spazio della luce” all’infanzia “Dante”, il 25 evento interculturale al Parco della Galleana
La scuola dell'infanzia "Dante Alighieri"

“Esperienze di luce” e “I colori del mondo”, due gli eventi in programma per il Quinto circolo didattico di Piacenza.

ESPERIENZE DI LUCE (22 marzo) – Alla scuola dell’infanzia “Dante” sarà inaugurato uno “spazio della luce”, totalmente autoprodotto e a costo zero. Saranno presenti gli assessori alla Scuola Mario Dadati e al Welfare Nicoletta Corvi. L’allestimento di questi ambienti nasce dall’idea, condivisa da tutto il gruppo di docenti della scuola dell’infanzia “Dante”, di permettere ai bambini di esplorare l’incontro tra la luce e svariati materiali, anche grazie ad alcuni strumenti, proiettori, lavagna luminosa, tavolo luminoso, lampada Wood, torce, lenti d’ingrandimento che ne amplificano e moltiplicano le possibilità di sperimentazione. Strumenti e materiali teli, tessuti, carte, oggetti opachi o che presentano diversi gradi di trasparenza, pigmenti fluorescenti, materiali di recupero entrano in relazione tra loro, grazie alle mani dei bambini che hanno la possibilità di giocare creativamente con essi. Da queste interazioni prendono vita percorsi di ricerca che coinvolgono i bambini e li vedono protagonisti di esperienze di scoperta in un ambito, quello della luce, che affascina, si trasforma e che è in grado di porre continui interrogativi.

Negli spazi sono presenti materiali che stimolano l’interesse e curiosità, scelti preferibilmente tra i materiali di recupero non strutturati, non direttivi, ma capaci di suscitare ipotesi, interrogativi e desiderio di provare. Materiale che lascia fantasia e creatività libere di esprimersi; valorizzare la creatività significa, infatti, attivare tante possibili differenze, metterle costantemente in dialogo, ricercando connessioni e avviando strategie per la ricerca di soluzioni cognitive. L’organizzazione dei materiali in contesti offre ai bambini libere sperimentazioni, sostenendone l’autonomia, la fiducia e l’incontro con situazioni di problem solving. Giocando i bambini sono infatti sfidati da alcune domande come queste: “Quali effetti produce la luce sugli oggetti?”, “Cosa sono le ombre e perché si formano?”, “Come posso costruire ombre?”, “Cosa cambia se vario la distanza tra gli oggetti e una sorgente luminosa?”.

“I bambini – sottolinea la dirigente scolastica del Quinto circolo Monica Caiazzo – devono essere fin da piccoli educati a pensare, a risolvere i problemi ed affrontare la complessità, elaborando strategie operative in modo autonomo e creativo. I processi di rielaborazione ed interiorizzazione diventano strumenti indispensabili per pervenire alla conoscenza e alla creazione del pensiero critico. Le impressioni e le suggestioni, i significati che i bambini attribuiscono al loro agire durante i momenti di gioco in questi spazi, alle prese con materiali concreti, creano i presupposti per lo sviluppo futuro del pensiero astratto. Le leggi della fisica come la scomposizione, la rifrazione, la diffrazione e le qualità dei fenomeni luminosi, il mondo dei colori, delle ombre, delle trasparenze, l’opacità, la riflettanza vengono “materializzate” e rese apprezzabili dall’approccio sensoriale del bambino che, sperimentando e manipolando può agire, scoprire, rileggere, rielaborare e attribuire significati al proprio vissuto. L’atmosfera che si crea in queste stanze, suggestiva ed intrigante, emoziona i bambini aiutandoli a focalizzare l’attenzione su particolari, strutture, forme, grandezze, spazi, volumi che non sarebbero così facilmente riscontrabili in altre condizioni. Queste qualità possono così essere rimesse in gioco, ripensate e poste in relazione tra di loro in modo aperto e significativo. I contesti poi accolgono e valorizzano l’opportunità di condivisione e intreccio di pensieri e azioni permettendo ai bambini di attribuire significati alle esperienze in processi di co-costruzione di conoscenze.

Il piccolo gruppo, in particolare – prosegue la dirigente – privilegia la costruzione di relazioni significative, consentendo ad ognuno di trovare uno spazio fisico e psicologico per esprimere i propri pensieri e le proprie idee, favorendo il confronto e supportando il pensiero dialogico. L’adulto diventa regista, un osservatore che ascolta, incoraggiando confronti, valorizzando gli apporti individuali, rilanciando idee e pensieri attraverso domande mirate che aiutino i bambini a entrare sempre più nel merito e nella complessità di ciò che stanno sperimentando. Il presupposto, condiviso da noi adulti, è un’idea di bambino competente e capace di orientarsi verso percorsi esplorativi per lui importanti e sfidanti. In questi spazi offriamo quindi la possibilità di fare, disfare, provare e riprovare, di mettere in campo processi che possono così evolvere ed ingaggiare le risorse personali di ciascuno. È importante permettere ai bambini di sostare per riflettere, pensare, cercare, ricercare e soprattutto per rielaborare.

Ogni bambino ha un suo tempo di apprendimento che è fondamentale rispettare, un tempo quindi flessibile, personalizzato, che consenta ad ognuno di penetrare il senso delle cose, di costruire legami, connessioni e significati. Ogni contesto può essere “letto” in modalità differenti. Ad esempio, ispirate dalle installazioni ideate dall’architetto Mao Fusina, abbiamo pensato ad un contesto di costruttività con materiali di legno, che offra ai bambini non solo la possibilità di impegnarsi in creazioni di reti ferroviarie e di città progettate da loro ma anche di immaginarle in un’ottica di cura e responsabilità verso la vita del nostro pianeta. “Quali paesaggi vuoi vedere dal finestrino del treno?”. La metafora del viaggio, vissuta con le azioni e i pensieri dei bambini, può aiutarli ad immaginare il futuro che vogliono per il benessere loro e del pianeta di cui dobbiamo sentirci parte. Crediamo quindi che ogni installazione permetta di connettersi con gli ambiti verso i quali i bambini dimostrano interesse.

I contesti possono essere integrati in percorsi che non esauriscono il loro sviluppo in questi ambienti. Pensiamo ad esempio – aggiunge Caiazzo – ai collegamenti con la luce solare e le esperienze che i bambini possono vivere all’aperto. Dialoghi e richiami significativi avvengono anche tra gli aspetti scientifici e quelli immaginativi che questo ambiente stimola continuamente. Queste stanze, vissute attraverso l’attribuzione dei significati che i bambini attribuiscono alle loro esperienze, diventano così un cantiere, aperto e flessibile, in un divenire che segue le esigenze di scoperta dei bambini”.

I COLORI DEL MONDO (25 marzo) – Il Quinto circolo, sta organizzando, insieme a tutti i docenti, ai suoi 800 bambini, alle loro famiglie ed al mondo associativo attivo nella nostra città, Piacenza, una manifestazione che celebri il tema dell’Intercultura, che si svolgerà sabato 25 marzo presso il Parco della Galleana, dalle ore 9.00 alle ore 12.00. È prevista la partecipazione di circa 1500 persone. Interverranno la sindaca Katia Tarasconi, gli assessori Mario Dadati e Nicoletta Corvi e la Consulta degli Studenti.

“Ogni anno organizziamo una grande manifestazione a tema (lo scorso anno è stata dedicata alla pace) – afferma Monica Caiazzo – quest’anno riteniamo particolarmente significativo promuovere l’idea di ricchezza dell’incontro, dello scambio. Nelle nostre scuole dell’infanzia e primaria si incrociano circa venti differenti etnie: questo elemento (a differenza di convinzioni radicate in molte famiglie che lo considerano penalizzante) agevola in tutti gli alunni l’acquisizione di competenze trasversali, favorisce la socializzazione e l’apertura dei nostri piccoli, in direzione di una sana conoscenza del mondo.

In un momento storico in cui l’accoglienza e l’incontro con l’altro da sé non costituiscono certamente una priorità politica e culturale, in cui piuttosto emerge fortemente il rischio di accrescere lo stereotipo dello straniero, vorremmo celebrare il tema dell’incontro, con letture, danze, canti e presentazione di peculiarità tipiche di ogni cultura. Saranno coinvolte tutte le scuole del nostro Circolo – spiega Caiazzo – bambini e genitori si alterneranno, come in una staffetta e si esibiranno presso uno spazio a noi riservato nel parco, condividendo le loro riflessioni sul tema. Sarà un momento di crescita per tutta la nostra comunità educante, in termini di acquisizione di valori e di relazione”.