“Dai racconti del passato restano attuali le qualità del maestro Favari” La presentazione in Cattolica
Come si viveva nella nostra città nei primi anni del dopoguerra? È una Piacenza molto diversa da come la conosciamo oggi quella descritta negli aneddoti che Mario Favari ha raccontato, negli anni, sul quotidiano “Libertà”, raccolti recentemente da Edizioni Officine Gutenberg nel volume “Piacenza nel cuore. Il dopoguerra in città nelle parole di un grande maestro”, appena uscito in libreria. “Un libro che ci dice molto dell’importanza della figura dei maestri e delle maestre dell’epoca”, afferma il direttore di “Libertà” Pietro Visconti, autore della prefazione, nel corso della presentazione all’Università Cattolica lunedì 2 ottobre. “La nostra società ha tanti meriti – prosegue – e questo lo si deve agli insegnanti di un tempo che hanno formato alcune delle persone più capaci del presente. Mario Favari fa parte di questa categoria benemerita di italiani”.
“È un onore, per il lavoro che faccio, vedere come ‘Libertà’ parlasse della storia di una Piacenza che non c’era già quasi più – aggiunge Visconti – con una scrittura pulita che aveva la capacità di miscelare l’italiano e il detto popolaresco. Una scrittura invidiabile da tantissimi giornalisti di oggi, con la capacità di trattare temi e mostrare cartoline di Piacenza che ogni piacentino medio non può che riconoscere nelle sue parole”. Sulla stessa linea Pierpaolo Triani, ordinario di Pedagogia generale e sociale nella Facoltà di Scienze della Formazione. “Una lettura molto emozionante che mi ha riportato ai ricordi di mio padre, perché tantissimi sono i punti di contatto – ammette -. Da nove anni abito in via Taverna, quello che leggevo me lo immaginavo in quella strada. Dal punto di vista pedagogico si parla di un mondo che non c’era più, un mondo di bambini per strada oppure un’epoca in cui i ragazzi dei vari quartieri si prendevano a sassate a causa delle rivalità che c’erano. Quello che rimane sono le qualità di maestro di Mario Favari e il suo sguardo colto sulla realtà quotidiana”. E ancora “Ciò che oggi insegniamo alle future maestre e maestri è la delicatezza di questo mestiere, anche questa è un’eredità di Favari”.
“Un uomo colto che coglieva la grandezza nel piccolo, ossia nella cultura della quotidianità”, così l’editore Giovanni Battista Menzani che ha curato il libro ricorda il maestro Favari. “Abbiamo pensato che fosse bello tornare su questi articoli per restituire, attraverso quello che usciva sul giornale, il ricordo di una Piacenza popolare sia per i luoghi di cui Favari scriveva, sia, ad esempio, per i giochi dei ragazzi più giovani o ancora per come si viveva nella nostra città nei primi anni del dopoguerra”.







