Le Rubriche di PiacenzaSera - Pillole di Economia

Il Mes ci riguarda e perchè bocciarlo è da analfabeti economici

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Sono mesi che in tv, sui giornali e sui social, si sente parlare di MES (acronimo di European Stability Mechanism, ESM), ma comunque poca cosa se pensiamo alle conseguenze che avrà la bocciatura perpetrata dal Parlamento nei giorni scorsi sulla credibilità del nostro Paese in Europa, e peggio, sulle eventuali conseguenze derivanti da una futura ipotetica crisi finanziaria di una o più banche sistemiche nell’Unione europea. Ho sempre pensato che, nonostante l’importanza eccezionale, questo meccanismo finanziario interessasse poco l’opinione pubblica, sia per la sua complessità, sia perché i cittadini percepiscono come veri altri problemi: disoccupazione, stipendi ridotti all’osso, caro vita, tasse troppo alte, non ricordando però la crisi finanziaria mondiale, dell’eurozona e dell’Italia registrata tra il 2008 e il 2011, che trasferitesi all’economie reali tanti disastri ha provocato ai cittadini. Ho cambiato idea su quanto il MES fosse materia che potesse interessare l’intera opinione pubblica qualche giorno fa quando bevendo il solito caffe al bar, nel tavolo vicino al mio, sentivo discutere animatamente due persone che parlavano del MES; la discussione era piuttosto accesa, le motivazioni con cui ognuno sosteneva la propria tesi erano piuttosto “grezze” ma efficaci e le possiamo cosi sintetizzare. La persona contraria al MES sosteneva la tesi che se l’Italia lo avesse ratificato “l’Europa ci avrebbe fregato” perché non saremmo stati più “padroni a casa nostra”; i cittadini italiani avrebbero dovuto pagare il default delle banche tedesche e francesi, mutuando una infelice ma efficace definizione di un noto politico italiano. Quello favorevole sosteneva la tesi che ratificare il MES sarebbe stata una mera formalità posto che lo strumento era già operativo da anni e che l’obiettivo era ottimo: evitare il default degli Stati e delle banche dell’area dei Paesi che partecipano all’euro, e che quindi non c’era alcuna ragione per essere contrari, non dimenticando che 19 su 20 Paesi dell’area euro lo avevano già ratificato e i fondi previsti erano già stati versati da tutti e 20 Paesi, compresa l’Italia. Ascoltando il confronto e vedendo le reazioni alla bocciatura dello strumento deliberata dal Parlamento ho ritenuto che fosse arrivato il momento di fare chiarezza sulle finalità di questo strumento anche per i lettori di PiacenzaSera.it

Partiamo dalle basi. Il MES è un enorme salvadanaio costituito dai versamenti degli Stati Europei che lo hanno sottoscritto, attualmente il capitale disponibile ammonta a 80 miliardi di euro, di cui circa 14 già versati dall’Italia, e che, grazie alla leva finanziaria, potrebbe raccogliere ulteriori fondi fino a 704 miliardi di euro di capitale, sottoscritto ma non versato, oltre a 500 miliardi che potrebbero esseri presi a debito emettendo titoli con un tasso d’interesse generalmente inferiore ai tassi attuali con cui si finanziano gli Stati. Lo scopo originario del MES era garantire gli Stati della zona euro da eventuali default del loro debito, motivazione poi allargata all’eventuale salvataggio delle Banche sistemiche europee che si trovassero in difficoltà nel garantire il flusso ordinato dei loro pagamenti, nuova formulazione bocciata dal Parlamento italiano. Nella sua nuova formulazione, sottaciuta dai contrari, il vantaggio principale del nuovo MES sarebbe stato, indirettamente, di ottenere la garanzia dei depositi bancari di tutti i cittadini europei che partecipano all’euro, compresi gli italiani, cosa altrimenti impossibile con i fondi di garanzia nazionali. Per capirci, semplificando, adottando il MES è come se gli Stati aderenti avessero creato una sorta di cooperativa di garanzia versando delle somme di denaro in un salvadanaio comune, che in caso di necessità potrebbe essere utilizzato dagli stessi Stati partecipanti o dalle banche sistemiche europee che ne facessero richiesta. Premesso che la richiesta di accedere ai prestiti del MES è puramente facoltativa i soldi erogati ai richiedenti sarebbero in larga misura in forma di prestito e non a fondo perduto.

L’uso dei fondi del MES garantirebbe dunque la stabilizzazione dell’euro impedendo alla speculazione di tramare contro la moneta unica, risolverebbe l’eventuale crisi finanziaria di uno o più stati aderenti, evitando che una qualsiasi crisi finanziaria si trasferisca anche agli altri Stati; impedirebbe, nella sua nuova formulazione, il default delle Banche dell’area euro e indirettamente sarebbe una forma di salvaguardia sia del valore dei titoli di stato in mano alle banche e ai cittadini, sia dei depositi bancari. Ciò eviterebbe che si possa ripetere quanto già successo in Grecia nel 2009: qualcuno ricorderà le file dei greci disperati difronte alle banche chiuse che non erano in grado di rimborsare i cittadini. Quanto successo in Parlamento, in cui Lega, Fratelli d’Italia, il M5S e la sinistra estrema hanno bocciato la ratifica del MES, rende bene il livello di analfabetismo economico raggiunto dalla nostra classe politica, piegata agli interessi di bottega dei politici che spargono menzogne sull’Europa e sulle istituzioni europee per garantirsi il loro potere a danno dei cittadini. Incredibile!
Buon Natale

Mauro Peveri

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