Il Pagellone è un po’ Narcissist. Ecco la migliore musica del 2023
10.
THE NATIONAL – “First Two Pages of Frankestein”
THE NATIONAL – “Laugh Track”
YO LA TENGO – “This Stupid World”
SLOWDIVE – “Everyting Is Alive”
Ovvero, di bands che hanno fatto la storia, e che ancora riescono a stupire con un livello sempre eccellente. Ascoltarle resta un grande piacere.
9.
CAROLINE POLACHEK – “Desire, I Want To Turn Into You”
MITSKY – “The Land Is Inhospitable and So Are We”
LANA DEL REY – “Did You Know…”
Premiatissime dalla critica e dal pubblico (per LANA DEL REY non è certo una novità). Tre autrici impeccabili e tre dischi costruiti cercando la perfezione.
8.
BLONDSHELL – “Blondshell”
L’RAIN – “I Killed Your Dog”
Queste due autrici – sempre americane – sono invece una gradita sorpresa, e che sorpresa. Tra le più belle dell’anno che è agli sgoccioli: la prima sta nel solco della tradizione, la seconda risulta indubbiamente più ostica per le orecchie meno allenate. Vi stupiranno comunque.
7.
P.J. HARVEY – “I Inside the Old Year Dying”
È stata una delle eroine della stagione indie degli anni ‘90. Oggi, con la sopravvenuta maturità artistica, tutte le volte è come se salisse in cattedra.
6.
PETER GABRIEL – “i/o”
Il graditissimo ritorno dell’Arcangelo non delude le attese; anzi, è meglio di quanto ci si potesse attendere dopo un lungo silenzio. Non ci credete? Ascoltate “Playing for Time”, per esempio. Poi ci sapete dire.
5.
WEDNESDAY – “Rat Saw God”
BAR ITALIA – “Tracey Denim”
BAR ITALIA – “The Twits”
Le chitarre più cool del 2023. Per i Wednesday, dalla North Carolina, si è parlato di alt rock sudista; per i Bar Italia, che devono il loro nome alla cantante romana Nina Cristante, di post punk chic.
4.
BOYGENIUS – “The Record”
Al secolo JULIEN BAKER, PHOEBE BRIDGERS e LUCY DACUS. Le tre ragazze terribili dell’attuale scena indie americana – arrivano da Tennessee, California e Virginia – sfiorano solamente il podio, ma il tempo è dalla loro parte.
3.
ANONHI AND THE JOHNSONS – “My Back Was a Bridge For You To Cross”
SUFJAN STEVENS – “Javelin”
Due artisti che sono da sempre nel nostro cuore; due album che sembrano due diari dell’anima. Crudi e sinceri in maniera spietata. Straordinariamente autentici.
2.
WILCO – “Cousin”
La produzione di Cate Le Bon è un toccasana per la storica band di Chicago. Abbandonate le velleità e le sonorità “Rockism”, spazio alle consuete atmosfere autunnali e ritmi ai midtempo, a delicati arpeggi e a lievi scariche rumorose. Grandi canzoni; “Infinite surprise”, “A Bowl and a Pudding” e “Pittsburgh” su tutte.
1.
BLUR – “The Ballad of Darren”
É stato l’anno di Taylor Swift, dicono i media USA. Sarà. Ma è stato anche l’anno di Damon Albarn. Prima il buon ritorno dei GORILLAZ (“Cracker Island”), poi il trionfale tour che ha toccato anche il nostro paese (li abbiamo visti a Lucca). Infine questo album assolutamente sontuoso, più ragionato ed equilibrato del solito, elegantissimo grazie agli arrangiamenti studiati insieme a James Ford, che già aveva rivoltato come un calzino il sound degli ARCTIC MONKEYS. “The Narcissist” e “Barbaric” in ogni playlist del 2023 che si rispetti.




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