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Carovita, l’inflazione nel 2023 è costata alle famiglie piacentine quasi 1.300 euro

Dove i rincari di prezzi e tariffe hanno pesato di più nel 2023? E’ il Codacons – che sulla base dei dati forniti dall’Istat ha calcolato l’impatto dell’inflazione in termini di aggravi di spesa per le famiglie residenti nel corso dell’ultimo anno – a stilare questa speciale classifica delle città italiane, che vede Piacenza al 40esimo posto (su 78) con un impatto sulla spesa delle famiglie pari in media a +1.278 euro, a fronte di un tasso di inflazione medio del +5,3%.

Milano si conferma nel 2023 la “regina dell’inflazione” (+1.657 euro annui, tasso di inflazione medio del +6,1%), davanti a Varese (+1.581 euro) e Bolzano (+1.542 euro). Dall’altra parte della graduatoria, la città dove il caro-prezzi ha pesato di meno è Potenza, (+731 euro), preceduta da Catanzaro (+820 euro) e Reggio Calabria (+840 euro). Genova e Brindisi (con un tasso medio del +6,9%, contro il +5,7% della media italiana) sono le città dove i prezzi nel 2023 sono saliti di più; fanalino di coda è Potenza, col +3,7% annuo.

Come si colloca Piacenza all’interno della Regione? Le province dell’Emilia Romagna sono tra quelle in cui l’inflazione è cresciuta maggiormente, partendo da Bologna (1.396 euro in più), così come Modena (1.377), Ravenna (1.376), Ferrara (1.306) per arrivare a Rimini che supera Piacenza di un solo centesimo, arrivando a 1.280. Sono fanalino di coda, parecchio staccate dalle altre province emiliano romagnole, Parma e Reggio Emilia che raggiungono rispettivamente quota 1.089 e 1.056 euro. Allargando lo sguardo a province fuori regione, ma vicine a Piacenza, la nostra provincia si trova a metà via tra Lodi (1.446 euro) e Cremona (1.238 euro).