Nella “fabbrica dei treni”: da San Nicolò i convogli per i binari di tutto il mondo
A quasi due secoli dallo sbuffo del vapore sulla prima linea ferroviaria della storia (era il 1825), il gucciniano “mito di progresso” corre e corre ancora. Il treno non è soltanto un mezzo di trasporto dal grande passato, ma certamente ha davanti un promettente avvenire. Il presente e il futuro del treno fermano a Piacenza, anzi a San Nicolò, dove da quindici anni è insediato uno degli stabilimenti italiani ed europei più importanti del settore ferroviario, quello della Sitav. Nei 250 metri lineari di capannone adiacente ai binari della Piacenza-Torino, carrelli e “casse” dei vagoni vengono assemblati, ricostruiti, rinnovati da cima a fondo: non solo i convogli dell’Alta Velocità di mezza Europa, ma anche tram, locomotive, e metropolitane (come quella di Washington, la capitale Usa). Antonio Ghiglia, responsabile ricerca e sviluppo di Sitav, e Marco Parizzi, direttore dello stabilimento di Piacenza, ci hanno accompagnato dentro “la fabbrica dei treni”, la realtà industriale più importante per la capacità di seguire il sistema treno nel nostro paese che si appresta anche a realizzare un “nuovo” Orient Express .
LA NASCITA – Il gruppo nasce tra gli anni ’70 e ’80, quando la famiglia Ghiglia, per iniziativa di Adriano e Giovanna, avvia la prima officina di carpenteria leggera a Cairo Montenotte, in provincia di Savona. “Da lì abbiamo iniziato a lavorare per alcune importanti aziende di quel territorio – spiega Antonio Ghiglia – come la Ferrania che produceva pellicole fotografiche, poi negli anni l’attività si è ampliata, con partner industriali sempre più grandi”. Il salto verso il pianeta di binari e carrozze si compie poco tempo dopo, i primi partner industriali di OMG, Officine Meccaniche Ghiglia, prima società del gruppo, hanno i nomi di Fiat Ferroviaria (oggi Alstom) e Tibb (Tecnomasio Italiano Brown Boveri) di Vado Ligure. Alla fine degli anni ’90 alla produzione legata alla carpenteria si affianca l’attività di manutenzione dei convogli ferroviari, in particolare i “Pendolino“, i primi treni veloci che in quegli anni vennero venduti anche all’estero. In seguito la divisione legata ai treni prende sempre più piede, fino ad arrivare nel 2002 ad acquisire tutta la manutenzione dell’Alta Velocità in Italia: in particolare quella del treno in servizio sulla rete negli anni duemila, l’Etr 500. E’ proprio nel 2002 che nasce la Sitav, acronimo di Società Italiana Treni Alta Velocità, diventando l’impresa del gruppo specializzata nella manutenzione e full service dell’Etr 500. “Oggi Sitav occupa tra le 400 e 500 persone – fa notare Ghiglia – impiegate nella manutenzione ordinaria e straordinaria dei convogli ferroviari dell’Alta Velocità, Etr 1000, ETR 500 ed Etr 700. Abbiamo i nostri operai e tecnici dislocati tra i depositi ferroviari più grandi di Gianturco Napoli e Martesana Milano, e gli altri hub in tutta l’Italia, tra Roma, Venezia e Firenze, che effettuano la manutenzione “rapida” direttamente in casa del cliente Trenitalia”. Una sorta di pit stop per le riparazioni o per fare il tagliando ai treni Alta Velocità, da eseguire quando è stata raggiunta una percorrenza fino a un milione di km.
APRE LA FABBRICA A SAN NICOLO’ – Il 2008 è l’anno dell’apertura dello stabilimento Sitav di San Nicolò: la famiglia Ghiglia compie questo passo importante dopo aver acquisito il terreno adiacente alla linea ferroviaria per Torino, che era occupato da una ditta di rottamazione di rifiuti ferrosi. “La scelta è caduta su questo territorio per una ragione fondamentale, – sottolinea Antonio Ghiglia – la sua posizione baricentrica, rispetto alla Liguria che è decisamente periferica. In più è stato subito facile lavorare con i piacentini e gli emiliani in genere, perché qui abbiamo trovato la giusta propensione e una forte tradizione industriale nel campo della meccanica”. “Abbiamo mantenuto il raccordo ferroviario elettrificato con la stazione di San Nicolò poco distante – aggiunge – e i binari già presenti in loco, su questa superficie abbiamo costruito lo stabilimento dove viene eseguito in sostanza tutto quello che è necessario per rimettere a nuovo un treno nella sua complessità”.
Nei 250 metri di lunghezza dello stabilimento Sitav a San Nicolò operai e tecnici provvedono alla revisione, il restyling, la manutenzione – ordinaria e correttiva – e il cosiddetto revamping, ovvero la rigenerazione, di materiale ferroviario, non solo treni, ma anche tram e metropolitane, nonché le locomotive da movimentazione. “Nello stabilimento a Cairo Montenotte in Liguria – precisa Ghiglia – è rimasta la produzione altamente automatizzata delle componenti strutturali legate alla carpenteria metallica, come la costruzione dei carrelli e delle casse dei vagoni, mentre a Rho abbiamo degli uffici che si occupano della parte progettuale di ingegneria, per gestire in autonomia alcune produzioni su piccola scala”. “Ad esempio stiamo sviluppando da soli, proprio qui a Piacenza, – fa notare – un prototipo di locomotiva da manovra, da utilizzare nei porti e interporti, a propulsione a idrogeno, è un progetto all’avanguardia e assai impegnativo, che abbiamo iniziato da soli e oggi stiamo portando avanti grazie a un bando di finanziamento della Regione Liguria. Un altro progetto che stiamo sviluppando riguarda la diagnostica di manutenzione dei mezzi attraverso una control room che permetta una verifica costante a distanza per poi definire a tavolino i piani manutentivi dei treni”.
PRODUZIONE GREEN – La dimensione “green” della produzione è un fattore strategico per Sitav. “A Piacenza e negli altri stabilimenti del gruppo – viene sottolineato da Ghiglia – abbiamo installato pannelli fotovoltaici e stiamo per eseguire un controllo della carbon neutrality, perché siamo davvero vicini a essere carbon free, con la produzione di più di un megawatt di energia in proprio solo con le superfici di Rottofreno: per noi l’attenzione alla transizione ecologica è un tema molto importante e sul quale stiamo studiando e investendo molto”. Ci sono anche rilevanti ramificazioni internazionali dell’attività, tanto è vero che Sitav ha una sede in Spagna, e una anche negli Usa. “Perché abbiamo già operato in quel grande mercato con commesse importanti – spiegano Ghiglia e Parizzi – come la ricostruzione di un tram delle cascate del Niagara, la realizzazione di parte della metropolitana della città di Nashville, di componenti della metropolitana di Baltimora, mentre abbiamo appena chiuso insieme a Hitachi, multinazionale nostra partner, la costruzione della parte di carpenteria della nuova metropolitana di Washington“. Negli stabilimenti del gruppo sono prodotti e assemblati i componenti, come carrelli e telai, dei principali treni che viaggiano sulla rete nazionale: si va dai moderni Etr 1000, impiegati sull’Alta Velocità, a quelli dei regionali Rock, e poi ci sono clienti dalla Spagna, Francia e Grecia. Ad esempio, a Piacenza sono stati realizzati cinque treni Etr 470 per Alstom, l’altro grande partner con Hitachi di Sitav, i primi treni destinati alla tratta di Alta Velocità in Grecia, tra Atene e Salonicco.
METRO E TRAM DI TUTTO IL MONDO – Una fetta importante della produzione riguarda i convogli di trasporto locale: “Abbiamo realizzato 54 convogli dell’Atm di Milano insieme ad Ansaldo Brera – ricorda Parizzi – e ora è in corso la revisione generale del materiale rotabile della linea A della metro Atac di Roma, con 51 convogli da sei casse, una commessa che durerà dai 6 agli 8 anni. Alla fine delle lavorazioni in fabbrica, ci facciamo carico anche della garanzia, più il full service manutentivo”. L’ammodernamento delle locomotive da manovra, in funzione nei porti e interporti sia elettriche che diesel, è un altro importante settore nel quale si è specializzata Sitav. Ad oggi la forza lavoro del gruppo nel suo complesso oscilla tra le mille e le ottocento persone a seconda di picchi produttivi che hanno oscillazioni anche stagionali: a Piacenza ci sono un centinaio di lavoratori diretti e altrettanti di società terze. La produzione sul territorio piacentino è suddivisa in quattro sedi, oltre allo stabilimento principale di San Nicolò, ci sono altri tre siti produttivi, uno nel comune di Calendasco dove si effettua principalmente la revisione dei carrelli ferroviari, un magazzino in località La Noce, e un terzo in località Bonina per la verniciatura e pellicolatura dei componenti.






