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Inzaghi travolto dalla folla nerazzurra “Materazzi credette in me nel Piacenza in Serie A”

“Per me è motivo di grande orgoglio essere qui. È un premio sentito, qui sono nato e cresciuto”. Così Simone Inzaghi, allenatore dell’Inter, premiato nella mattina del 14 maggio dalla sindaca di Piacenza Katia Tarasconi come primo tecnico piacentino a vincere il campionato di calcio maschile su una panchina di Serie A. Simone è arrivato a Palazzo Gotico a fianco dei genitori Giancarlo e Marina. All’arrivo in piazzetta Mercanti, Inzaghi è stato travolto dall’affetto di centinaia di tifosi nerazzurri in cerca di un selfie o di un autografo. Presente, ai piedi di Palazzo Gotico, anche una nutrita delegazione dell’Inter Club Piacenza. “Ho tanti ricordi che mi vengono in mente vedendo Piacenza – ha detto Inzaghi -, la mia famiglia ha un legame forte col territorio, in particolare con Ferriere. Quando eravamo piccoli nel weekend ci piaceva andarci, e ancora adesso mio padre ci va spesso. Ma anche a noi (io e Filippo, ndr) quando torniamo piace fare passeggiate nei boschi e andare a funghi“.

La festa per Simone Inzaghi Simone Inzaghi travolto dai tifosi

“Qua fuori ho visto tanti amici con cui sono cresciuto da bambino – ha detto il tecnico ai microfoni dei cronisti -, ripenso agli inizi nelle giovanili del San Nicolò con mio fratello (Filippo, ndr), fino a giocare nel Piacenza. Poi, con tanto impegno, gioia e sacrificio abbiamo coronato il sogno della nostra vita: diventare calciatori. Il salto nei professionisti non è semplice: i prestiti nelle diverse squadre nei primi anni mi hanno aiutato, nonostante le difficoltà non ho mai mollato e ho sempre dato il massimo. Per il ritorno in Serie A devo ringraziare Beppe Materazzi (suo allenatore ai tempi del Piacenza nella stagione 1998/99, ndr). Inzaghi è stato premiato dalla società Piacenza Calcio, società dove ha mosso i primi passi nel calcio professionistico. “Spero che il Piacenza torni fra i professionisti”, ha detto l’allenatore nerazzurro.

RINNOVO E FUTURO – “Vincere il campionato con cinque giornate d’anticipo è stato meraviglioso, a fine stagione ci incontreremo con la società per definire il rinnovo del contratto (quello attuale scade nel 2025, ndr). Quella del futuro dovrà essere una Inter forte – ha detto Inzaghi – perché gli obiettivi vanno migliorati ogni anno. Pensare a sei trofei e a una finale di Champions League era inimmaginabile, però c’erano tantissime speranze”. L’obiettivo per la prossima stagione è la Champions? “Gli obiettivi dell’Inter sono sempre i trofei, perché è una squadra fantastica con tifosi fantastici. Sapevo che avrei trovato una società forte con dei dirigenti fortissimi come Marotta, Ausilio e Baccin. Nonostante le difficoltà di cui si parlava, sapevo che avrebbero fatto di tutto per costruire una squadra competitiva. Poi, con l’aiuto dei ragazzi e dei tifosi, abbiamo fatto in modo di ottenere questi risultati”. Alla domanda sulla società, il tecnico nerazzurro ha rassicurato i tifosi. “Siamo sempre stati tranquilli dal punto di vista societario, il presidente Zhang non ha mai fatto mancare nulla. Al massimo, quest’anno la sua presenza è un po’ mancata ma ogni settimana c’è stato un continuo colloquio per fare in modo di rilevare qualsiasi problema e, nel caso, risolverlo”. Dalla sua città Inzaghi ha ricevuto molto affetto. “Mi fa piacere essere un orgoglio per molti piacentini e per Piacenza – ha detto – quei ragazzi con cui sono cresciuto alla ‘Buca’ (un campetto in cemento a San Nicolò, ndr), dove giocavamo prima di entrare in classe, li ricordo con piacere e sono felice di portare in alto il nome della mia città“.

La festa per Simone Inzaghi

ALLENATORI: DA FERRI A MATERAZZI A ERIKSSON – Durante l’incontro, condotto dai giornalisti Paolo Gentilotti e Giorgio Lambri, è passata una carrellata fotografica sulla carriera di Simone. Ha ricordato il periodo dal 1999 al 2001 alla Lazio di Sven-Göran Eriksson: “Eriksson aveva un’educazione e una preparazione tecnico-tattica come pochi altri. Vincemmo uno scudetto e una Coppa Italia, probabilmente avremmo potuto vincere di più”. Inzaghi ha ricordato il ruolo dei suoi allenatori, primo fra tutti Beppe Materazzi (al Piacenza nella stagione 1998-99), che ha definito “l’allenatore più importante perché, dopo tre anni di Serie C, ha creduto in me per il Piacenza in Serie A. Ci siamo trovati subito, e abbiamo avuto anche fortuna: far gol all’esordio è stato un ottimo segnale, il mister ha investito su di me tutto l’anno. Sono ancora amico dei suoi figli”. E poi mister Ferri, che lo ha allenato quando muoveva i primi passi nel settore giovanile biancorosso.

Inzaghi Lazio Inzaghi (a sinistra) con Veron, Eriksson, Sensini e Andersson ai tempi della Lazio

“PIPPO? UN ESEMPIO” – Alla domanda “una cosa che accomuna te e Pippo”, Simone ha risposto così: “Il lavoro e la cura dei particolari, che è importante. La è stata da calciatore e la è da allenatore. In un collettivo bisogna rispettare le regole”. E una cosa per cui siete diversi? “Non saprei. Lui per me è sempre stato un riferimento, di grande stimolo e d’aiuto per me. Ora, avendo tre figli maschi, spero che i più grandi siano d’esempio ai più piccoli come Pippo lo è stato per me“. Quando la carrellata fotografica è arrivata all’attualità, mister Inzaghi non ha nascosto la sua soddisfazione per il traguardo raggiunto con l’Inter. “Lo scudetto è stata una grandissima gioia – ha detto – era atteso dall’ambiente, e poi ci sono state parecchie coincidenze che ci hanno portato a vincerlo. Un cammino come quello fatto da noi quest’anno sarà difficile da ripetere”.

“Un traguardo che ha reso la città orgogliosa, indipendentemente dalla fede calcistica di ciascuno – ha sottolineato la sindaca Tarasconi – e che pensiamo sia importante celebrare tutti insieme come merita, per rendere omaggio a un campione di casa nostra”. L’incontro, aperto al pubblico e condotto dal giornalista Giorgio Lambri, è stato l’occasione per ripercorrere le tappe della carriera professionistica di Simone Inzaghi, ma anche la passione e il talento che sin da quando era bambino, sui campi di San Nicolò e Piacenza, lasciavano presagire un percorso ricco di successi e soddisfazioni.